Come anticipato in settembre da Reuters, Dr. Martens ha annunciato i piani per il collocamento a Londra. Lo storico marchio di calzature britannico (noto soprattutto per gli anfibi, vera e propria icona giovanile degli ultimi 40 anni) dal 2013 è controllato dal private londinese Permira, che aveva acquisito per 300 milioni di sterline (332 milioni di euro al cambio attuale) il 91,5% del capitale dalla famiglia Griggs (che a sua volta ne aveva rilevato i diritti dal creatore, il medico tedesco Klaus Märtens, alla fine degli Anni 50 del secolo scorso). Oggi secondo gli analisti l'Ipo potrebbe valutare Dr. Martens fino a 3 miliardi di sterline (3,32 miliardi di euro).

Significativo potenziale di crescita. All'appello mancano Usa e Cina

"L'annuncio della nostra intenzione di quotarci riflette i grandi successi del team e del marchio Dr. Martens negli ultimi sette anni", ha sottolineato il chief executive Kenny Wilson. "Ancora più importante è il significativo potenziale di crescita globale per Dr. Martens in futuro", ha aggiunto. Sì perché nonostante una storia senza pari, Dr. Martens non ha conquistato l'intero mercato globale. Il gruppo vende oltre 11 milioni di boots in 60 Paesi ogni anno ma all'appello mancano due mercati non di poco conto: Usa e Cina. Se in patria il marchio può vantare vendite pari a 31 paia di scarpe ogni 1.000 abitanti, in Usa la cifra scende a 12 e in Cina crolla ad appena un solo paio.

Online sempre più strategico. Balzo del 74% nel primo semestre

Nell'esercizio chiuso il 31 marzo dello scorso anno, Dr. Martens aveva registrato 101 milioni di sterline (112 milioni di euro) di utile prima delle tasse su 672 milioni (745 milioni di euro) di vendite. Il gruppo ha 130 punti vendita di proprietà in giro per il mondo ma genera la gran parte dei suoi ricavi attraverso retailer terzi. C'è poi il commercio elettronico, che per gli stivali Dr. Martens è diventato sempre più strategico, a maggiore ragione con l'esplodere della crisi del Covid-19. Nel primo semestre dell'attuale esercizio (chiuso a fine settembre) Dr. Martens è riuscita a registrare una crescita delle vendite del 14% annuo, a fronte del balzo del 74% dell'online (passato da un quinto a un terzo del business complessivo).

(Raffaele Rovati)