Prende il via oggi l'ultimo atto di un capitolo fondamentale per l'Italia. Inizia infatti la discussione in Parlamento sul PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, noto anche come Recovery plan. Si tratta del piano elaborato dal governo Draghi all'interno del programma Next Generation EU (meglio conosciuto come Recovery Fund) da 750 miliardi di euro predisposto dall'Unione Europea per contrastare gli effetti nefasti della pandemia, piano che interessa direttamente il settore delle energie rinnovabili. Data l'ampia maggioranza dell'esecutivo l'approvazione non è in dubbio.

Recovery plan: Draghi, Italia maggiore beneficiaria

Come ricordato dallo stesso Mario Draghi l'Italia è la prima beneficiaria in valore assoluto del programma con 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 a fondo perduto, da utilizzare nel periodo 2021-2026. Complessivamente il PNRR avrà una potenza di fuoco di complessivi 222,1 miliardi: ai 191,5 del Recovery Fund si aggiungeranno infatti circa 30,6 miliardi di euro del Fondo complementare. La spinta all'economia italiana sarà notevole: il governo prevede che nel 2026 il PIL sarà "di 3,6 punti percentuali più alto rispetto all’andamento tendenziale", mentre l'occupazione "sarà più alta di 3,2 punti percentuali" nel triennio 2024-2026.

Draghi assicura: Recovery plan è "opportunità imperdibile"

Secondo Draghi, il Recovery plan "rappresenta un'opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme": i ritardi nella realizzazione delle riforme strutturali e l'incapacità di sfruttare le opportunità concesse dalla rivoluzione digitale rischiano infatti di "condannare l'Italia a un futuro di bassa crescita da cui sarà sempre più difficile uscire". Il Next Generation EU chiede agli Stati membri di elaborare un PNRR articolato in sei missioni compatibili con i suoi sei pilastri: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. 

Rivoluzione verde ed energie rinnovabili al centro del Recovery plan

La missione cui sono state destinate più risorse è quella che ha per protagoniste la rivoluzione verde e la transizione ecologica, con circa 68,65 miliardi di euro (poco più del 30% del PNRR). Essa si inserisce nell'ambizioso European Green Deal che prevede il doppio obiettivo fissato dalla UE: neutralità climatica entro il 2050 e riduzione delle emissioni di gas serra del 55 per cento entro il 2030 (rispetto allo scenario del 1990). In quest'ottica le energie rinnovabili avranno un ruolo fondamentale. All'interno della missione ben 25,18 miliardi di euro sono destinati alla sezione "Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile", di cui circa 6 all'incremento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Un altro miliardo circa sarà investito nella ricerca e sviluppo del settore rinnovabili e batterie.

I titoli delle energie rinnovabili che beneficeranno del Recovery plan

Il Recovery plan del governo Draghi libera quindi di un potenza di fuoco notevole di cui molto probabilmente beneficeranno i gruppi attivi nel settore delle energie rinnovabili. Tra quelli quotati in borsa: Alerion Clean Power, ERG, e Falck Renewables, tutti in netto rialzo oggi a Piazza Affari. Oltre all'effetto positivo del Recovery plan segnaliamo anche quello delle indicazioni del presidente USA, Joe Biden di venerdì scorso: raddoppiato al 50-52% l'obiettivo di riduzione delle emissioni di Co2 entro il 2030 che era stato fissato da Barack Obama (poi cancellato da Trump).

(Simone Ferradini)