Crollo superiore al 10% per easyJet a Londra, dopo che la low-cost britannica ha annunciato una ricapitalizzazione da 1,2 miliardi di sterline (1,4 miliardi di euro) che arriva in scia al rifiuto per un'offerta d'acquisto presentata dalla rivale ungherese Wizz Air. Le scorie della crisi del Covid-19 sono tutt'altro che smaltite per l'industria del trasporto aereo e nonostante i vettori low-cost in apparenza siano riusciti a gestire meglio la pandemia rispetto ai giganti dei cieli il conto da pagare resta salato.

Crollo per easyJet su aumento di capitale dopo rifiuto a Wizz Air

Per questo, prima ancora che per difendersi dall'Opa di Wizz Air, easyJet è dovuta ricorrere al mercato: oltre all'aumento di capitale la società di Luton ha infatti annunciato di avere ottenuto nuove linee di credito per 400 milioni di sterline (circa 470 milioni di euro). "La proposta indicativa ha preso la forma di un'operazione interamente in azioni, a basso premio e altamente condizionata che, secondo il board, ha fondamentalmente sottovalutato la società", è stato il comunicato ufficiale di easyJet, che non ha fatto il nome della pretendente.

Ricapitalizzazione da 1,4 miliardi per la britannica easyJet

Nome che invece stato indicato da Bloomberg proprio in Wizz Air. La società ungherese, nata nel 2003 da fondi americani, da tempo punta a una rapida espansione e la possibilità di una fusione con la rivale britannica era già stata ipotizzata dalla stampa lo scorso inverno. A sentire easyJet, comunque, Wizz Air si sarebbe chiamata fuori dai giochi e l'offerta non sarebbe più sul piatto. E Wizz Air perde intorno al 2% a Londra, in una seduta condizionata ovviamente dal tracollo di easyJet e quindi negativa per l'intero settore: superiore al 3% infatti è il crollo anche di International Airlines Group (Iag, il colosso dei cieli europei nato dall’integrazione di Iberia in British Airways).

Offerta di Wizz Air su easyJet segnale di debolezza per Londra

Come nota il Guardian, il tentativo di conquista di easyJet non è segnale positivo per il London Stock Exchange e in generale per il ruolo di Londra come polo finanziario globale (messo in discussione dopo la Brexit). Il vettore low-cost è solo l'ultima società quotata sulla piazza londinese a finire nel mirino di un possibile takeover. Diversi analisti indicano che in generale i mercati azionari britannici sottovalutano le proprie quotate, aprendo la strada a una serie di offerte come quelle per Meggitt (oggetto di una battaglia tra Parker-Hannifin e TransDigm, anche se quest'ultima ha rinunciato proprio negli ultimi giorni) o Ultra Electronics, finita preda della connazionale Cobham Limited (ma il colosso di difesa e aerospaziale è controllato dallo scorso anno dal private di Boston Advent International).

(Raffaele Rovati)