Brutta giornata oggi per Enel che, dopo essere riuscito a mantenersi sostanzialmente a galla ieri, chiudendo la seduta con un frazionale calo dello 0,06%, ha ripreso con decisione la via del ribasso.

Enel sotto scacco, in maglia nera tra le utility

A fine sessione il titolo si è fermato a 5,955 euro, con un affondo del 3,48% e volumi di scambio molto alti visto che sono transitate sul mercato oltre 45 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 20 milioni.

Enel oggi ha risentito della negativa intonazione del Ftse Mib, rispetto al quale ha mostrato maggiore debolezza relativa, accusando la peggior performance nel settore utility.

Enel penalizzato ancora dal rialzo tassi dei BTP

Anche oggi Enel non è stato certo aiutato dall'andamento del mercato obbligazionario che ha continuato a mostrare segnali di tensione, ma più contenuti della vigilia.

Lo Spread BTP-Bund si è fermato sulla parità a 154,9 punti base, mentre anche oggi alcune vendite hanno colpito i BTP, con conseguente salita dei tassi, tanto che il rendimento del decennale è balzato del 2,61% all'1,611%.

Enel: focus su misure UE sul tema energia

Enel non ha trovato alcun sostegno nelle ultime novità arrivate dall'Europa che sembrano delineare un quadro meno negativo del previsto per le utility.

Gli analisti di Equita SIM parlano di indicazioni positive per il settore utilities, con riferimento ai contenuti della bozza di interventi presentata dall'Unione Europea per il caro energia.

Partendo dal riconoscimento che i prezzi dell'energia rimarranno elevati fino al 2023, l'Unione ha dato alcune indicazioni.

In primis l'introduzione di un new energy compact per mobilitare investimenti in rinnovabili, con utilizzo dei proventi ETS per finanziare progetti a cui potrà essere riconosciuto lo status di interesse pubblico per accelerare il permitting. Rafforzamento del biogas e introduzione di un acceleratore per l’idrogeno.

Enel: come funzionerà la tassazione degli extra-profitti

In secondo luogo è indicata la possibilità per gli Stati membri di introdurre una tassazione degli extra-profitti, al massimo fino al 30 giugno 2022, ma con una serie di paletti stringenti.

La tassazione non potrà essere retroattiva, non si potrà modificare il criterio del prezzo marginale, dovrà colpire extraprofitti effettivamente realizzati, dovrà basarsi su criteri verificabili, non dovrà fare distinzione tra fonti ed escludere meccanismi incentivanti e dovrà essere trasferita ai consumatori.

Inoltre, l'Unione Europa prevede di escludere meccanismi fiscali sugli extraprofitti che saranno destinati ad essere reinvestiti nelle rinnovabili.

Nella bozza è prevista anche la possibilità di modificare le decisioni di Stato sulla fine della maggior tutela, prevedendo un posptponement qualora necessario per mitigare l’impatto del caro energia.

Possibile una modifica degli ETS per favorire i settori a rischio carbon leakage, con una transizione più graduale.
Previsto anche il rafforzamento dello stoccaggio con obbligo minimo all’80% di riempimento a settembre e tariffe di stoccaggio potenzialmente azzerate.

Enel: Equita parla di indicazioni positive per le utility

Per gli analisti di Equita SIM si tratta di indicazioni positive per il settore, con norme sugli extraprofitti ben limitate.
Tra i maggiori beneficiari troviamo le rinnovabili, con l’eventuale esclusione da extraprofitti delle società che reinvestono in nuova capacità e lo status di interesse pubblico a favorire il permitting.

Tra le società meglio posizionate Equita SIM cita Erg, Falck, Alerion, Enel, A2A e IREN sul fronte rinnovabili/power generation.

Anche Snam potrebbe beneficiare di facilitazioni sugli investimenti in stoccaggio.