L'andamento positivo registrato oggi dal Ftse Mib non è stato di alcun aiuto per Enel che ha vissuto un'altra seduta incolore.

Enel in lieve calo anche oggi. Ignorato il rialzo del Ftse Mib

Il titolo, dopo aver ceduto lo 0,31% ieri, ha tentato a più riprese di spingersi in avanti oggi, salvo fallire nel suo intento.

A fine giornata Enel si è fermato a 4,731 euro, con un frazionale calo dello 0,1% e oltre 21 milioni di azioni passate di mano, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a quasi 26 milioni.

Enel penalizzato dai BTP: in volata lo Spread

Il titolo anche oggi ha mostrato una maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib, mantenendosi su valori depressi, basti pensare che le quotazioni non vedevano i livelli attuali da quasi quattro anni a questa parte e precisamente da novembre 2018.

Enel non ha partecipato al rialzo del Ftse Mib oggi, frenato anche dai pessimi segnali arrivati dal mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund si è impennato oggi, mettendo a segno un rally del 6,14% a 249 punti base ed è andata male anche ai BTP, colpiti dalle vendite.

Questo si è tradotto in una salita dei tassi, con il rendimento del decennale balzato del 3,57% al 3,45%.

Enel: domani i conti del 2° trimestre. Equita vede debolezza

Enel intanto è rimasto sotto i riflettori alla vigilia di un importante appuntamento: domani il gruppo, subito dopo la chiusura di Piazza Affari alzerà il velo sui conti del secondo trimestre e dei primi sei mesi dell'anno.

Nei giorni scorsi gli analisti di Equita SIM hanno presentato la loro preview, anticipando di attendersi una trimestrale debole per Enel come conseguenza di vari elementi, tra cui gli effetti commodities, idro e circolante.

Si prevede una idraulicità debole, con una flessione del 37% anno su anno in Italia, del33% in Spagna e del 7% in America Latina. Questo ha comportato l’acquisto sul mercato a prezzi elevati per servire i contratti in essere.

Da segnalare l'ulteriore riduzione dei margini Retail, prevalentemente in Italia, per i contratti a prezzo fisso non coperti da Hedge.

La trimestrale debole è conseguenza anche dell'effetto currency, negativo sul debito, che gli analisti ritengono sia salito di un 1 miliardo di euro nel secondo trimestre, per un totale effetto negativo di 2 miliardi.

Infine, si evidenzia il peggioramento del circolante per le dilazioni di pagamento e le decisioni regolatorie sugli oneri di sistema, il cui effetto è esaurito nel secondo trimestre.

Enel: i numeri previsti per il 2° trimestre

Alla luce di questi fattori, gli analisti di Equita SIM si aspettano quindi un calo dell’Ebitda nell'ordine del 10% anno su anno, con Italia molto debole, in flessione del 19%, compensate da Spagna e America Latina, per le quali si stima un rialzo rispettivamente del 6% e del 30%.

Nel dettaglio, gli esperti vedono per il secondo trimestre di Enel un Ebitda ordinario in calo del 10% a 3,768 miliardi di euro, un utile netto ordinario in flessione del 30% a 700 milioni di euro e un debito a 62 miliardi, contro i 59,1 miliardi della fine del primo trimestre di quest'anno.

Enel: Equita SIM peggiora le stime e taglia il target price

Gli analisti di Equita SIM peggiorano leggermente le stime di Ebitda per l’anno in corso di circa l'1% a 300 milioni di euro e quella di leverage debito/Ebitda da 3 a 3,3 volte, includendo il peggiore currency e gli attesi impatti sul Working Capital legati al Retail in Europa.

La view su Enel resta bullish, tanto che la SIM milanese ribadisce la raccomandazione "buy", ma taglia il prezzo obiettivo dl 5% a 7,7 euro, per l’effetto tassi e il peggioramento atteso sul debito.