L'ottima intonazione mostrata oggi dal Ftse Mib ha contagiato un po' tutt le blue chips tranne poche eccezioni.

Utility in corsa sul Ftse Mib: Enel la migliore

Tra le altre hanno guadagnato terreno anche le utility che hanno visto in prima linea Enel con un rally del 5,54%, seguito da Italgas e A2A che si sono apprezzati rispettivamente del 4,68%  del 4,47%, insieme a Terna che ha messo a segno un rally del 4,41%.

Si sono mostrate leggermente più caute Hera e Snam che pure sono salite rispettivamente del 3,7% e del 3,55%.

Utility in rally, ma i BTP crollano. Volano i tassi, cala lo Spread

Le utility hanno mostrato meno forza relativa rispetto al Ftse Mib, frenate in qualche modo dai segnali negativi arrivati dal mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund è calato un po' e si è fermato a 147,8 punti base, con un ribasso dello 0,54%, mentre forti vendite hanno colpito i BTP, provocando un netto rialzo dei tassi, tanto che il decennale si è impennato del 6,1% all'1,687%.

Questa è sicuramente una cattiva notizia per le utility che intanto oggi sono finite sotto i riflettori anche sulla scia delle novità arrivate dal fronte politico. 

Utility: ecco il piano italiano contro il caro energia

Secondo il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, all’Italia servono 24-30 mesi per essere indipendenti dal gas russo, che rappresenta circa il 40% dei consumi.

Un primo obiettivo sarebbe quello di far arrivare più gas attraverso il TAP e quindi arrivare al raddoppio della capacità a 16-17 miliardi di metri cubi nel 2027.

Ulteriore crescita dovrebbe arrivare dall’Algeria, fino a 10 miliardi di metri cubi aggiuntivi nel lungo termine, ma saranno valutazioni da effettuare con ENI.

Secondo il Sole 24 Ore, sarebbe allo studio anche l’incremento della capacità di LNG, ENI e Snam starebbero valutando una struttura galleggiante da installare rapidamente, che aiuterebbe anche per il riempimento al 90% degli stoccaggi.

Inoltre, Il Sole 24 Ore riporta che secondo Terna, dai 60 GW di capacità rinnovabile aggiuntiva, si produrrebbero 100 twh di energia elettrica, con risparmi di circa 15-20 miliardi di metri cubi di gas.

Rischi e opportunità per Enel e A2A

Secondo Equita SIM, per i power generators come A2A ed Enel il rischio sarebbe una più rapida riduzione dell’utilizzo dei CCGT, che oggi hanno un’elevata marginalità soprattutto grazie al Capacity Market ed ai servizi ancillari, da valutare quando saranno sostituiti con le batterie. Ci sarebbero però opportunità dallo sviluppo delle rinnovabili.

Focus su Snam e Italgas

Per Snam il raddoppio del TAP, in cui il gruppo ha il 20% e contribuisce per circa 50/60 milioni di euro di utili, sarebbe positivo, compensato dai rischi per il TAG (la pipeline di import di gas dalla Russia controllata all’89% da Snam) che vale circa il 5-6% degli utili del gruppo, ma già attesa scendere attorno al 4% circa nel 2023.

Gli analisti di Equita SIM evidenziano che per le regolate esposte ai consumi di gas come Snam ed Italgas vi sarà una più rapida riduzione dei consumi di gas fossili al 2030, che in parte potrà essere compensata dal biometano (incentivi per lo sviluppo) e dall’idrogeno per Snam, soprattutto se si arriverà alla decisione da parte del governo di costruire il backbone per il trasporto dell’idrogeno.