L'ondata di vendite che si sta abbattendo quest'oggi su Piazza Affari, con il Ftse Mib che si conferma in netto calo, con una flessione del 3,05%, non risparmia neanche le utility.

Enel in maglia nera tra le utility. Si difende meglio Italgas

Anche questo settore è infatti colpito dai sell e ad avere la peggio tra gli altri è Enel che accusa un ribasso del 3,31%, seguito da Hera che flette del 2,99%, mentre A2A e Snam cedono rispettivamente il 2,74% e il 2,66%.

A seguire troviamo Terna con una correzione del 2,46%, mentre si difende un po' meglio Italgas che cede il 2,14%.

Utility: focus su intervista a Cingolani. I temi chiave

Il settore utility resta sotto la lente in attesa di novità sulla crisi energetica in atto. Ieri Milano Finanza ha riportato una intervista al Ministro dlla transizione ecologica, Roberto Cingolani.

Gli analisti di Equita SIM parlano di messaggi in linea con le precedenti dichiarazioni, evidenziando in primis che l’Europa è vicina all’approvazione del cap sul prezzo del gas.

La commissione UE potrebbe pubblicare la documentazione nelle prossime settimane, tenendo presente che il price cap deve essere europeo per evitare distorsioni del mercato e della domanda in caso di applicazione solo a livelli nazionali.

Il Ministro uscente ha altresì dichiarato che gli stoccaggi sono all’87% con il mandato di superare il 90% nelle prossime settimane.

Gli LNG rimangono fondamentali nel breve termine e si prevede di installarne uno nel 2023 ed uno nel 2024 per poter assicurare l’indipendenza energetica.

Infine, la priorità per il prossimo governo dovrebbero essere quella degli investimenti in rinnovabili, in ricerca e nella circolarità.

Utility: a rischio 100 operatori retail a partire da ottobre

Sempre parlando di utility, segnaliamo un articolo del Sole 24 Ore sui problemi di approvvigionamento gas per gli operatori retail medio piccoli.

Questi soggetti, dal 1° ottobre, principale data di scadenza dei contratti di approvvigionamento, potrebbero andare incontro a rischio default per l’impossibilità di accedere a contratti di copertura e procurement di medio termine.

Molti degli operatori di dimensioni contenute non hanno accesso diretto ai mercati spot e potrebbero quindi non essere in grado di servire i propri clienti nella stagione invernale.

A causa delle difficoltà a chiudere nuovi contratti di fornitura, più del 40% dei contratti attualmente esistenti per queste società rimane scoperto.

La richiesta di margini a garanzie elevati completa poi il quadro delle difficoltà di reperire gas per l’impossibilità di operare sui mercati spot. Per i clienti sono previste formule di garanzia con i meccanismi della tutela e dell’ultima istanza.

Utility: le indicazioni di Equita SIM

Gli analisti di Equita SIM ritengono che l’effetto della crisi porterà ad una drastica riduzione degli operatori retail, con una concentrazione sulle società di più grandi dimensioni che aumenteranno la propria quota di mercato e il riferimento è in questo caso alle utilities locali, ad Enel e ad ENI/Plenitude.

La SIM milanese ricorda che in Italia si contano centinaia di retailers rispetto alle poche decine nel Regno Unito.