A dispetto dell'andamento molto positivo mostrato dal Ftse Mib, che ha messo a segno un rally del 3,34%, fermandosi appena sotto quota 24.300 punti, le utility si sono mosse in controtendenza, chiudendo tutte gli scambi al di sopra della parità.

Utility in calo sul Ftse Mib: Enel scende meno delle altre

Si è difesa meglio degli altri Enel che ha terminato le contrattazioni con un frazionale calo dello 0,03%, seguita da A2A e Snam che sono calate dello 0,1% e dello 0,2%, mentre Hera ha ceduto l'1,13%.

Ad avere la peggio nel settore sono state Italgas e Terna che hanno accusato un ribasso rispettivamente dell'1,44% e del 2,78%.

Utility: ignorati i buoni segnali da BTP e Spread

Le utility oggi non hanno trovato alcun sostegno nell'andamento incoraggiante del mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund è crollato del 3,96% a 150,4 punti base, mentre gli acquisti sui BTP hanno portato il rendimento del decennale a scendere dell'1,05% all'1,886%.

Le utility non sono state supportate neanche dalle novità arrivate da più parti su alcuni temi caldi.

Utility: pubblica bozza decreto FER2

Quotidiano energia pubblicato la bozza del Decreto FER2 per gli impianti rinnovabili "innovativi".

Tra questi, il regolatore ha identificato circa 4000 MW di incentivi, di cui la maggior parte, in particolare 3.500 MW, saranno destinati all’Eolico Offshore Floating, per il quale le procedure d’asta prevedranno una base di partenza di 165€/MWh su una vita utile identificata in 20 anni.

Utility: buone notizie per le rinnovabili. Occhio a Enel e non solo

Secondo gli analisti di Equita SIM si tratta di una indicazione positiva per il settore rinnovabili, che sta puntando sempre di più alla tecnologia Offshore.

Tra le società quotate a Piazza Affari che potrebbero avere maggiore beneficio dallo sviluppo dell’eolico floating, gli analisti segnalano in primis Enel, ma anche Erg, Falck ed Alerion. 

Utility: ipotesi di cessione energia a prezzi calmierati

A mantenere alta l'attenzione sulle utility sono state anche alcune indicazioni di stampa.

Gia emersa negli scorsi mesi come una possibilità e discussa nuovamente in questi giorni, Milano Finanza oggi ha riportato nuovamente la proposta di Confindustria che chiede la destinazione di circa 25TWh di energia prodotta da fonti rinnovabili, ceduta a prezzi calmierati per evitare i rincari in bolletta.

Equita SIM ricorda che il Governo si è in realtà già mosso in questo senso con un intervento più ampio, con il decreto bollette che fissa un tetto a 60-66 €/MWh per l’energia da fonti rinnovabili ceduta a mercato.

La proposta di Confindustria, di fatto, prevedrebbe di siglare contratti di lungo termine con gli operatori a prezzi fissi, sottraendo quindi energia dalla volatilità di Borsa, in cambio dell’impegno a realizzare nuova produzione rinnovabile sui siti industriali.

Di fatto la richiesta configura la stipula di contratti PPA di lungo termine che potrebbe anche vedere favorevoli le società energetiche produttrici.

Il nodo ovviamente resta il pricing al quale effettuare queste negoziazioni. Confindustria chiederebbe un riferimento ai prezzi storici che tuttavia, come sottolineato dall'Unione Europea, non tengono conto di elementi "strutturali" che hanno portato a prezzi elettrici più elevati.

Equita SIM evidenzia che il Governo sembrerebbe più orientato a lavorare con l'Unione Europea sulla determinazione di un cap al prezzo di vendita del Gas, a incentivi all’utilizzo dei rigassificatori con la richiesta a Snam di rafforzare i collegamenti tramite navi spola tra Panigaglia e i terminali di liquefazione nel Mediterraneo, nonchè al rafforzamento del gas storage.