Dalle ultime notizie di stampa sembrerebbe proprio che l’alleanza tra Eni e BP stia per partire.

Eni e BP, joint venture entro novembre?

Le due società si dovrebbero accordare con le banche che finanziano il progetto. Probabilmente è già in arrivo un primo finanziamento fino a due miliardi di dollari. L'Angola è molto importante per Eni, vale infatti il 7% circa della produzione totale con circa 123mila barili al giorno nel 2020. La produzione di BP è invece di 129mila barili. Il finanziamento dovrebbe servire per il lancio della joint venture paritetica e per fare accelerare gli investimenti. Questo accordo segue la sottoscrizione avvenuta a maggio di un memorandum di intesa siglato per avviare la fusione dei propri portafogli upstream in Angola. La nuova società permetterebbe di sfruttare sinergie rilevanti ma anche di aumentare gli investimenti per la crescita del bacino. L'operazione dovrebbe venire definita a novembre.

Eni avvia la produzione a Cabaça North

Settimana scorsa Eni aveva annunciato l'avvio della produzione dal progetto di sviluppo Cabaça North, nelle acque profonde del Blocco 15/06 in Angola, attraverso l'unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) "Armada Olombendo". Secondo Eni è ipotizzabile un tasso di produzione di picco di circa 15mila barili di olio equivalente al giorno per Cabaça North. 

Eni, protocollo con Anpg e Sonagol in Angola

E' poi di oggi la notizia che in occasione dell'incontro tra il Presidente della Repubblica dell'Angola João Gonçalves Lourenço e l’AD di Eni Claudio Descalzi, Eni Angola, ANPG e Sonangol hanno firmato un protocollo d’intesa per lo sviluppo congiunto del settore degli agro-biocarburanti nel Paese.

Nell'ambito dell’intesa, Eni, ANPG e Sonangol svilupperanno un percorso di decarbonizzazione per la Repubblica dell'Angola attraverso un approccio di economia circolare, valutando in particolare lo sviluppo di coltivazioni a basso ILUC (Indirect Land-Use Change, tasso di cambiamento della destinazione dei terreni), come il ricino su terreni degradati e le colture intercalari in rotazione con i cereali. Inoltre le parti valuteranno anche opportunità di business nei settori della raccolta dei rifiuti, con lo scopo di valorizzare la frazione organica, e della bioraffinazione.

Descalzi a colloquio con il Presidente Lourenço

Nel corso dell'incontro, Descalzi ha anche aggiornato il Presidente Lourenço sul New Gas Consortium, che è in procinto di chiudere la decisione finale di investimento (FID), una pietra miliare che consentirà di valorizzare le riserve di gas non associato del Paese, accelerandone lo sviluppo attraverso l'utilizzo del gas locale e contribuendo significativamente al percorso di decarbonizzazione del Paese.

Il Presidente Lourenço e Descalzi hanno inoltre esaminato lo stato di avanzamento delle attività di Eni nel Paese, e in particolare gli obiettivi chiave per il 2022. Tra questi, l'avvio del progetto per l'aumento della produzione di benzina alla Raffineria di Luanda, lo startup dell'impianto fotovoltaico di Caraculo nella provincia di Namibe, e un importante FID per lo sviluppo di un terzo hub per la produzione nel blocco 15/06.

L’Opec+ aumenta la produzione come atteso

Il titolo trae beneficio anche dall'aumento del prezzo del greggio successivo al pronunciamento dell'Opec+. Secondo indicazioni di stampa infatti l'Opec+ aumenterà la produzione di greggio di 400mila barili al giorno a novembre, così come precedentemente pianificato. Prima dell'incontro dei produttori di greggio si era diffuso sul mercato il timore di un possibile aumento della quota superiore a quanto previsto, la decisione ha quindi avuto un effetto positivo sui prezzi.

Eni, target a 11,66 euro?

Eni al momento sale dell'1% circa a 11,76 euro (close lunedì a 11,642 euro). I prezzi hanno toccato anche un massimo intraday a 11,78 euro. Il titolo sta quindi tentando di superare il picco di lunedì a 11,758 euro. La rottura di quei livelli anche in chiusura di seduta sarebbe un nuovo segnale di forza che potrebbe anticipare movimenti fino in area 11,66 euro, lato alto del gap ribassista del 24 febbraio 2020. Solo discese al di sotto di area 11,25, dove transita la media mobile esponenziale a 10 giorni, segnalerebbero una certa stanchezza dell'uptrend e potrebbero anticipare flessioni verso i 10,90 euro almeno.

(Alessandro Magagnoli)