La nuova settimana è partita all'insegna di un cauto ottimismo per il petrolio che dopo il calo di venerdì scorso ha ripreso la via dei guadagni oggi, muovendosi però con cautela.

Petrolio in rialzo in avvio di ottava, ma incertezza restano

In attesa dell'apertura del circuito del Nymex a New York, il Wti è scambiato sui circuiti internazionali a 59,55 dollari, con un progresso dello 0,39%.

Le quotazioni si mantengono al di sotto dei 60 dollari dopo che dall'ultimo meeting dell'Opec+ è emersa la volontà di procedure ad un aumento della produzione a maggio.

Un segno questo di fiducia in merito alla ripresa economica a livello globale che dovrebbe tradursi in un incremento anche della richiesta di materia prima.

A frenare il petrolio sono anche le indicazioni contrastanti arrivate dall'ultimo report sulle scorte strategiche Usa che ha evidenziato un calo maggiore del previsto per le riserve di oro nero e un rialzo più corposo delle attese per quelle di benzina.

Petrolio: ecco a cosa si guarderà nel breve

Come evidenziato dagli esperti di ING, nell'ultima settimana ci sono state poch novità in termini di nuovi catalizzatori per il mercato petrolifero.

L'idea è che il focus continuerà ad essere rivolto ai colloqui tra Stati Uniti e Iran e ai dati in arrivo dall'Opec e dall'Eia, l'Agenzia Internazionale dell'energia.

Gli analisti di RBC Capital Markets fanno sapere di essere ancora costruttivi sul petrolio, segnalando però che le prospettive sono diverse nelle varie aree geografiche.

Da una parte non si può non essere rialzisti per gli scenari futuri degli Stati Uniti, dall'altra arrivano indicazioni contrastanti da altre realtà.

Se in Europa i lockdown imposto in vari Paesi sono più un freno al sentimenti che ai barili fisici, per RBC Capital Markets la questione è diversa ad esempio in India dove i contagi hanno raggiunto livelli record nei giorni scorsi.

ENI prova a ripartire dopo quattro sedute in calo

Intanto l'andamento del petrolio condiziona la performance dei titoli del settore oil a Piazza Affari, ma non tutti riescono a stare al passo.

ENI ad esempio si muove timidamente dopo quatto sedute consecutive in calo e prova a risalire la china, mostrando però meno forza dell'indice Ftse Mib.

Dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con una flessione di circa mezzo punto percentuale, il titolo oggi sale dello 0,08% a 10,208 euro, con oltre 3,5 milioni di azioni trattate fino ad ora, contro la media degli ultimo 30 giorni pari a circa 19,5 milioni di pezzi.

ENI promosso da Credit Suisse

ENI quest'oggi prova a recuperare, senza tuttavia mostrare alcun entusiasmo per le due promozioni arrivate dai broker.

Gli analisti di Credit Suisse infatti hanno deciso di cambiare strategia sul titolo, con un rating migliorato da "underperform" a "neutral", a fronte di un prezzo obiettivo incremento da 11 a 12,5 euro.

ENI: per Jefferies ora è buy. Punto di forza è il dividendo al top

Un altro upgrade è arrivato da Jefferies che ha modificato la raccomandazione su ENI da "hold" a "buy", con un target price che balza da 9,1 a 13,3 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 30% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.

Secondo il broker, per il business del biofuel non sarà da escludere uno spin-off che ai multipli di Neste potrebbe supportare un consistente re-rating della valutazioni di ENI.

Gli analisti di Jefferies inoltre richiamano l'attenzione sulla politica di remunerazione degli azionisti, ricordando che ENI vanta il rendimento del dividendo più alto nel settore di riferimento e questo si va ad aggiungere ai buy-back, ossia ai piani di riacquisto di azioni proprie.