Seduta decisamente incoraggiante lunedì per Eni, i broker apprezzano il piano 2022-2025 ma il quadro grafico resta incerto.

Seduta decisamente incoraggiante lunedì per Eni: il titolo guadagna il 2,88% a 13,09 euro e tocca anche un massimo intraday a 13,238 euro. A sostenere le quotazioni è stato l’andamento del prezzo del greggio, con il Brent future (scadenza maggio) tornato al di sopra dei 116 dollari e il WTI in area 111 dollari, ma non solo.

Importante scoperta a olio e gas in Algeria

Eni e Sonatrach hanno infatti annunciato una importante scoperta a olio e gas associato nella concessione Zemlet el Arbi, nel bacino del Berkine Nord nel deserto algerino. La concessione è operata dalla joint venture tra Eni (49%) e Sonatrach (51%). Le stime preliminari per le risorse di questa nuova scoperta ammontano a circa 140 milioni di barili di olio in posto. Il pozzo esplorativo che ha portato alla scoperta è stato perforato sul prospetto esplorativo HDLE, localizzato a 15 km dal centro di trattamento di Bir Rebaa Nord (BRN).

Eni e Air Liquide insieme per decarbonizzazione

Inoltre, Eni e Air Liquide hanno stipulato un accordo di collaborazione che tende a valutare soluzioni di decarbonizzazione, concentrate sui settori industriali hard-to-abate, nella regione mediterranea dell'Europa. Le due aziende uniscono le forze combinando le loro competenze consolidate e il loro know-how per consentire la cattura, l'aggregazione, il trasporto e lo stoccaggio permanente della CO2. La cattura e il sequestro della CO2 (CCS) è uno degli strumenti fondamentali nel processo di decarbonizzazione, soprattutto per i settori industriali a maggior intensità carbonica, e rivestirà un ruolo chiave nel raggiungimento degli importanti obiettivi di riduzione delle emissioni fissati a livello europeo nell''ambito del Green Deal. 

Analisti positivi su Eni dopo piano

Eni ha presentato settimana scorsa il piano 2022-2025 che prevede un Capex per il 2022 pari a 7,7 miliardi di euro e un Capex medio di circa 7 mld annuo nel corso del piano. L'aumento del dividendo è limitato, cosa per altro attesa, e passa a 0,88 euro per azione da 0,86 euro, sulla base del prezzo di riferimento del Brent tra 80 e 90 dollari al barile.

Dopo la presentazione del piano 2022-2025 Banca Akros ha confermato il giudizio “buy” su Eni con target a 16,5 euro. L'attuale contesto dei prezzi del petrolio e del gas implica un attraente rendimento. Gli esperti di Akros evidenziano che buona parte della crescita è attesa nei segmenti E&P, la maggior parte nelle Rinnovabili. 

Stessa raccomandazione, “buy” anche da parte di Kepler Cheuvreux che ha un prezzo obiettivo a 17 euro su Eni. Il piano di spese per investimenti per l’anno in corso è superiore alle precedenti ipotesi degli analisti che citano anche “il ritorno cash agli azionisti molto competitivo”. 

JPMorgan conferma il giudizio “overweight” ma riduce il target price da 19,5 a 18,5 euro. Gli analisti hanno confermato la stima di Eps per il 2022 ma le hanno abbassate del 10,2% per il 2023.

Equita Sim ha confermato il rating “buy” e ha portato il target a 18 euro, +9% rispetto al prezzo obiettivo precedente. Il feedback sul nuovo piano è “positivo”. Gli analisti ritengono che la strategia 2022-2025 abbia evidenziato alcuni aspetti migliori delle attese. In particolare Equita apprezza “la maggior generazione di cassa rispetto alle sue attese e il miglioramento della remunerazione degli azionisti, ritenuto molto competitivo. Grazie alla aumentata stima sul Brent salgono anche le stime di Ebit del +26% e di Eps del +5% sul 2022, sul 2023 rispettivamente +18% e +9%.

Anche Hsbc dà fiducia al titolo e alza il giudizio a “buy” da “hold”.

Eni, supporto critico a 12,80 euro

Sul fronte del grafico tuttavia ancora non traspare la stessa sicurezza che gli analisti hanno nei confronti del rialzo. E' vero che il titolo si muove all'interno di un canale crescente dai minimi di luglio 2021, ma i prezzi da 5 giorni stanno insistendo sulla base del canale stesso, una linea passante in area 12,80 (la linea unisce i minimi del 20 luglio 2021 e del 20 dicembre 2021).

Fino a che il supporto a 12,80 tiene la tendenza crescente resterà confermata, con primo target sul lato alto del canale, in transito a 14,80 euro circa, e successivo a 17 euro circa, tuttavia se i prezzi dovessero cedere al di sotto di 12,80 potrebbe realizzarsi una correzione di tutto il rialzo dai minimi di ottobre 2020.

In quel caso il mercato potrebbe voler andare a ricoprire il gap del 21 dicembre 2021 a 11,83 euro. Supporto intermedio a 12 euro, media mobile esponenziale a 200 giorni. Una violazione della media potrebbe dimostrarsi un segnale di debolezza grave anche in ottica di medio periodo, che rischierebbe di anticipare ribassi anche inferiori agli 11,83 euro. 

(Alessandro Magagnoli)