Il movimento a passo di gambero del Ftse Mib, che dopo aver toccato nuovi massimi dell'anno ha cambiato direzione di marcia, scendendo poco sotto la parità, non sta condizionando più di tanto l'andamento odierno di ENI.

ENI in bella mostra nel settore oil

Il titolo, dopo aver avviato la settimana ieri con un progresso dello 0,27%, oggi si mostra più tonico, evidenziando una maggiore forza relativa rispetto al Ftse Mib e agli altri protagonisti del settore oil.

ENI negli ultimi minuti si presenta a 12,66 euro, con un rialzo dello 0,91% e oltre 5,7 milioni di azioni scambiate fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a oltre 18 milioni.

ENI sale con l'avanzata del petrolio

Il titolo beneficia del positivo andamento del petrolio che dopo essersi fermato poco sopra la parità ieri, mostra un rialzo più convinto oggi, salendo dello 0,63% a 81,4 dollari al barile.

A catalizzare l'attenzione su ENI sono alcune notizie che arrivano da più fronti e che contribuiscono a sostenere gli acquisti.

ENI: potenziale collaborazione con Air Liquide

Secondo quanto riportato da Milano Finanza, ENI ed Air Liquide starebbero studiando una collaborazione industriale nell’ambito della cattura e dello stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS).

Equita SIM ricorda che recentemente le due società avevano siglato un accordo per sviluppare la mobilità a idrogeno in Italia.

Air Liquide dispone di una tecnologia chiamata Cryocap, che consente di liquefare la CO2 emessa nei processi industriali e trasportarla verso centri di accumulo o il riutilizzo nel settore agro-alimentare, farmaceutico o chimico. Cryocap permetterebbe anche di ridurre le emissioni per la produzione di idrogeno blu (ottenuto dal gas).

ENI punta a creare uno dei maggiori centri al mondo per lo stoccaggio dell’anidride carbonica al largo di Ravenna, oltre ai progetti nel Regno Unito, riconvertendo a depositi di CO2 i giacimenti di gas naturale esauriti dell’Adriatico.

La capacità di stoccaggio nell’Adriatico è pari a 300-500 milioni di tonnellate con un breakeven di progetto che gli analisti stimano possa essere a 70-80 euro a tonnellata sulla CO2.

A questo si aggiunga il fatto che ENI punti a diventare uno dei principali fornitori di idrogeno decarbonizzato.

ENI: pronta a salpare la FLNG di Coral South

ENI intanto resta sotto i riflettori dopo che è stato inaugurato nei cantieri navali di Samsung Heavy Industries in Corea del Sud, la nave Coral Sul FLNG, il primo impianto LNG galleggiante di ENI.

La FLNG, Floating Liquefied Natural Gas, sarà ora rimorchiata e ancorata nel bacino di Rovuma, al largo del Mozambico, con avvio della produzione previsto nella seconda metà del 2022, come confermato nella call dei risultati del terzo trimestre 2021.

Il progetto Coral South è stato approvato nel 2017 ed è parte del Area 4 in Mozambico.
L’impianto di trattamento della Coral Sul FLNG ha una capacità di liquefazione di gas di 3,4 milioni di tonnellate all’anno (MTPA) e metterà in produzione 450 miliardi di metri cubi di gas.

L’Area 4 è operata da Mozambique Rovuma Venture (MRV), una joint-venture formata da ENI, ExxonMobil e CNPC, con una quota del 70% insieme a Galp, KOGAS e ENH al 10% ciascuna nell’Area 4.

Dopo le ultime notizie, Equita SIM mantiene una view bullish su ENI, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 15 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 18% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.