ENI batte Ftse Mib con i rumor. Salirà ancora: ecco fin dove

ENI in controtendenza con il rialzo del petrolio e con alcune indiscrezioni. Analisti vedono il titolo ancora più su: upside da leccarsi i baffi.

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Tra le blue chips che oggi si muovono in controtendenza rispetto al Ftse Mib troviamo ENI ch sale per la terza seduta di fila.

ENi sale per la terza seduta di fila e ignora il calo del Ftse Mib

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un progresso di quasi mezzo punto percentuale, oggi propone lo stesso copione.

Negli ultimi minuti ENI si presenta a 13,29 euro, con un rialzo dello 0,59% e oltre 13,5 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 15 milioni.

Il titolo riesce a sottrarsi alle vendite che stanno colpendo il Ftse Mib, beneficiando del rialzo messo a segno dal petrolio.

ENI in rialzo con il petrolio e con i rumor su Enipower

Dopo la chiusura di ieri per via della festività USA, l'oro nero oggi sale dell'1,1% a 84,75 dollari, a un soffio dai massimi di periodo toccati nel 2021.

Intanto ENI catalizza l'attenzione del mercato sulla scia di alcuni rumor relativi a Enipower.

Secondo indiscrezioni emerse alla fine della settimana scorsa e riprese questa mattina da alcuni quotidiani, il fondo d’investimento statunitense Sixth Street Partners è emerso come il principale contendente per Enipower.

Equita SIM ricorda che le indiscrezioni uscite a dicembre vedevano tre concorrenti in gara: Blackrock, Sixth Street e EIG Global Energy Partners.

ENI starebbe cercando di vendere una quota fino al 49% di Enipower, società dedicata alla generazione di energia elettrica che dispone di 5 centrali termoelettriche e un impianto di cogenerazione per una capacità da 4.6 GW, in un accordo che potrebbe valutare il business fino a 1,2 miliardi di euro di enterprise value.

ENI: Equita SIM commenta l'operazione su Enipower

La SIM milanese evidenzia che nei primi nove mesi del 2021 il segmento power ha generato 97 milioni di EBIT adjusted.

Il valore dell’operazione indicata nell’articolo è la stessa che era trapelata in settembre e poi a dicembre, e gli analisti di Equita SIM ritengono possa avere risvolti positivi per il titolo.

Nella loro somma delle parti, gli esperti valutano conservativamente l’intero enterprise value del segmento Power a 0,7 miliardi di euro, ovvero 150 milioni per GW di capacità e implicitamente a 6 volte il rapporto enterprise value/EBIT 2021.

La maggior valorizzazione potrebbe far incrementare circa dell'1%-2% il target price di Equita SIM. Gli analisti di quest'ultima intanto oggi hanno richiamato anche l'attenzione sulla sensitivity di ENI ai prezzi degli idrocarburi.

ENI: focus su sensibilità ai prezzi del petrolio

La società dichiara una sensibilità delll'EBIT ai prezzi del Brent che ipotizza un medesimo movimento sui prezzi gas: 210 milioni di euro per ogni dollari al barile di Brent.

Gli analisti stimano una sensibilità al gas spot Europeo a livello di EBIT annuo di circa 200 milioni di euro per ogni dollaro/mmbtu ovvero 50 milioni di euro per €1/MWh.

Tuttavia la sensitivity per movimenti ampi dei prezzi, oltre il 20%, potrebbe essere del 20%-30% inferiore, data la non-linearità dei contratti.

Sul 2022 l'ipotesi corrente di Equita SIM di prezzi di Brent e Gas, rispettivamente di 70 dollari al barile e di 45 euro a MWh, è circa in linea con il 2021.

ENI: Equita conferma il buy. JP Morgan alza il target

Resta immutata intanto la view della SIM milanese che su ENI ribadisce la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 15 euro.

Ancora più generosa la valutazione indicazioni dai Jp Morgan che venerdì scorso ha reiterato il rating "overweight" sul titolo e ha ritoccato il target price da 18 a 19 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 43% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.  

La banca USA ha deciso di rivedere il fair value di ENI sulla scia di un miglioramento delle stime di eps che sono state alzate del 3,9% per quest'ano e del 20,6% per il prossimo.