Petrolio, il Covid influenza la domanda, c’è timore per un rallentamento del rialzo dei prezzi. Eni, che intanto punta sulle rinnovabili, potrebbe risentirne?

Petrolio sulla parità questa mattina, il future Wti quota attorno ai 69 dollari (-0,17%), quello sul Brent 71,25 dollari (-0,08%). 

La IEA taglia la previsioni sulla domanda di greggio

Il mercato tuttavia è sul chi vive dopo che l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) ha tagliato le previsioni sulla domanda di greggio nella seconda parte del 2021 di poco più di mezzo milione di barili al giorno. 

La domanda globale di petrolio è attesa ora dall'IEA in crescita di 5,3 milioni di barili al giorno (la stima precedente era di 5,4 mn bg) in media a 96,2 mn bg nel 2021. L'IEA ha invece alzato le stime di aumento della domanda nel 2022 a 3,2 mn bg dai 3 mn bg ipotizzati in precedenza. La stima precedente l'inizio della pandemia era di quasi 100 mn bg. Dopo l'aumento di 3,8 mn bg nel mese di giugno, a luglio la domanda è calata di 120.000 bg m/m.

Gli analisti del soggetto parigino affermano che le varianti del virus hanno cambiato le condizioni del mercato in modo importante, per questa ragione, ora prevedono un surplus produttivo nel 2022. 

Solo un mese fa gli stessi esperti parlavano della necessità di aumentare la produzione. Il taglio alle attese sulla domanda segue di poche ore da una presa di posizione di natura opposta arrivata dagli Stati Uniti, che per altro è il membro più influente dell'IEA: l'amministrazione Biden ha invitato l'Opec ad essere più attenta alla stabilità del mercato del petrolio, in particolare di quello della benzina.

L’Opec non vede mutamenti della domanda

In risposta a questo invito all'aumento della produzione arrivato dalla Casa Bianca, Goldman Sachs scrive che l'Opec+ lo lascerà cadere nel vuoto. Secondo l'Opec infatti le stime di domanda sono invariate per il 2021 a 96,6 mn bg (+6 mn bg su base annua) mentre per il 2022 l'Opec ipotizza un recupero della domanda oltre i 100 mn bg, quindi al di sopra del  livello pre-pandemia.

Nei prossimi mesi le quotazioni saranno influenzate dall'andamento delle varianti del virus: in caso di nuove misure restrittive e di contenimento della circolazione di merci e persone è ovviamente probabile un calo della domanda sia in agosto sia a settembre. 

Equita Sim continua a puntare su Eni

Alla luce di queste novità, sintetizzabili come “La IEA taglia le previsioni sulla domanda di petrolio per la variante Delta. L’Opec le lascia invariate”, Equita Sim ha prodotto uno studio sul settore oil. Gli esperti sottolineano che “Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), le nuove restrizioni per il Covid-19, in particolare in Asia” per via del “peggioramento della progressione della pandemia”, influiscono negativamente sulla domanda. Secondo Equita tuttavia queste notizie non hanno “risvolti significativi sul prezzo spot del greggio in quanto l’offerta di greggio dovrebbe continuare ad accompagnare il recupero della domanda senza superarla”. Per gli analisti di Equita i titoli preferiti nel settore sono Eni/Galp tra le integrate e Tenaris nei servizi.

Eni si allea con Gig, ecco il giudizio degli analisti

Anche Banca Akros resta positiva su Eni e conferma il rating “buy” e il prezzo obiettivo a 12,50 euro. Gli esperti apprezzano la notizia che Vårgrønn, la compagnia di energie rinnovabili fondata da HitecVision e Eni, e Agder Energi hanno annunciato un'alleanza con Gig, uno dei maggiori sviluppatori di infrastrutture rinnovabili al mondo, per la partecipazione congiunta all'asta competitiva preannunciata dalle autorità norvegesi per lo sviluppo di impianti eolici offshore nell'area norvegese di Utsira Nord e Sørlige Nordsjø II, che prevede fino a 3 GW di nuova capacità eolica offshore. Gli esperti spiegano che Eni amplierà il proprio portafoglio di energie rinnovabili per raggiungere l'obiettivo di 60 GW di capacità installata entro il 2050, la partnership è coerente con la strategia dell'azienda.

Dopo l’annuncio dell’alleanza con Gig anche Intesa Sanpaolo ha confermato il giudizio “add” e il prezzo obiettivo a 11,5 euro su Eni. Gli esperti evidenziano come queste operazioni siano in linea con la strategia del gruppo di crescere nell'energia verde e con l'obiettivo di zero emissioni di CO2 entro il 2050. Gli analisti ritengono tuttavia che questa notizia non avrà un impatto rilevante sul titolo nel breve termine.

Più prudente invece Bestinver, che ha confermato il rating neutrale “hold” con range di valutazione a 9-10 euro su Eni dopo l’annuncio dell'alleanza con Gig. Gli analisti evidenziano che si tratta di un altro passo della strategia di Eni per lo sviluppo del proprio portafoglio rinnovabile: il progetto, in caso di aggiudicazione, rappresenterebbe circa 780 MW di capacità' aggiuntiva pro-quota per il gruppo. Gli esperti di Bestinver  notano anche che il dividendo e il free cash flow di Eni sono ritornati ai livelli pre Covid-19, con il titolo che tratta invece ancora a uno sconto del 27% sulla media del 2019. Nonostante questo sarebbe azzardato concludere che Eni sia attualmente sottovalutata.

(Alessandro Magagnoli)