ENI bocciato dagli analisti. Ecco perché non è più buy

ENI nelle ultime posizioni del Ftse Mib; ecco i motivi che hanno penalizzato il titolo.

Tra le blue chip che non sono riuscite oggi a sintonizzarsi con l’andamento positivo del Ftse Mib troviamo anche ENI.

ENI torna indietro dopo il rimbalzo di ieri

Il titolo ieri ha chiuso gli scambi con un progresso di quasi due punti e mezzo percentuali dopo tre sessioni consecutive in calo e oggi ha ripreso la via delle vendite.

A fine giornata, infatti, ENI si è fermato a 14,326 euro, con una flessione dell’1,58% e oltre 8,8 milioni di azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a oltre 10 milioni.

ENI tra i peggiori del Ftse Mib. Pesa il calo del petrolio

Il titolo ha accusato la peggiore performance nel settore oil oggi e ha occupato la terzultima posizione nel paniere delle blue chip.

ENI ha mostrato maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib, penalizzato anche dall’andamento negativo del petrolio.

Dopo il rialzo della vigilia, le quotazioni dell’oro nero sono tornate a calare, presentandosi negli ultimi minuti a 81,75 dollari, con una flessione del 2,09%.

ENI bocciato da Berenberg

A pesare sull’andamento odierno di ENI ha contribuito anche la bocciatura di Berenberg, i cui analisti hanno rivisto la loro strategia, cambiando la raccomandazione da “buy” a “hold”, con un prezzo obiettivo tagliato da 17,5 a 15 euro.

Il titolo ha beneficiato dell’andamento dei prezzi del gas in Europa che negli ultimi due anni sono stati volatili e su livelli elevati, motivo per cui una normalizzazione dei prezzi e degli spread metterà una certa pressione sui numeri del gruppo.

Gli analisti di Berenberg apprezzano l’attraente rendimento offerto dal dividendo che è stato aumentato di recente a 1 euro per azione, ma al contempo evidenziano che il payout resta al di sotto di quello dei competitors. con un programma di riacquisto leggermente più ridotto rispetto alle aspettative.

ENI: gli analisti tagliano le stime

Gli esperti hanno messo mano alle stime sui risultati di ENI e sulla base di una previsione di 80 euro al barile come prezzo medio del Brent, si aspettano che il gruppo chiuda il 2024 con un utile per azione adjusted di 2,07 euro e di un Ebit di 11,4 miliardi di euro.

Berenberg ha tagliato in media del 14% le stime di eps e di Ebit, principalmente a causa di un’ipotesi di guadagni inferiori del Ggp, insieme a una debolezza nei settori chimico e di raffinazione.

Secondo gli analisti il titolo ENI non è caro, ma diversi fattori, tra cui i venti contrari sui risultati e il minor payout ratio li inducono a essere più positivi su altri nomi del settore.

Davide Pantaleo
Davide Pantaleo
Davide Pantaleo da quasi un ventennio si occupa di Borsa e Finanza. Dopo aver svolto per diversi anni l'attività di promotore finanziario in Italia e all'estero, nel 2005 entra nel team di Trend-online con l'incarico di redattore.
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