ENI giù con petrolio, ma è un affare. Fin dove può salire?

ENI soffre in avvio di settimana, pagando pegno al calo del Ftse Mib e ancor più del petrolio. Focus sulle ultime novità: buy confermato con ottimo upside.

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Questa prima seduta della nuova settimana ha imposto una battuta d'arresto anche per ENI che ha rivisto il segno meno dopo quattro rialzi di fila.

ENI in rosso dopo quattro rialzi di fila

Il titolo, dopo aver guadagnato quasi un punto percentuale venerdì scorso, ha imboccato da subito la via delle vendite oggi, mantenendosi in territorio negativo.

Negli ultimi minuti ENI si presenta a 14,038 euro, con un calo dell'1,82% e oltre 10 milioni di azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 14,5 milioni.

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ENI penalizzato dal calo del Ftse Mib e del petrolio

Il titolo mostra maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib, al pari degli altri protagonisti del settore oil, in confronto ai quali riesce in qualche modo a limitare le perdite.

A penalizzare l'andamento di ENI e dell'intero comparto di riferimento sono gli ulteriori segnali negativi che arrivano dal petrolio.

Dopo il calo di venerdì scorso, pari a quasi un punto e mezzo percentuale, l'oro nero continua ad arretrare e pur, avendo recuperato dai minimi della mattinata, resta in rosso, presentandosi negli ultimi minuti a 75,7 dollari, con una flessione dello 0,79%.

ENI: focus su accordo con BF

Intanto, ENI resta sotto la lente sulla scia delle novità comunicate venerdì scorso, quando si è appreso che la società ha siglato un accordo di collaborazione per valutare lo sviluppo di colture per uso energetico in Italia, recuperando terreni degradati, abbandonati o inquinati, senza entrare in competizione con la filiera alimentare.

Si consolida così la collaborazione di ENI e BF, partner nella join-venture Agri-Energy costituita a gennaio 2021, per sviluppare sementi migliorate per la bio-raffinazione.

L’accordo prevede una prima fase di studio, per valutare la sostenibilità e competitività di una filiera agro-industriale da sviluppare congiuntamente che miri al recupero delle aree marginali identificate nel Paese, attraverso lo sviluppo di pratiche agronomiche sostenibili.

Nei primi mesi del 2023 si intende avviare una fase pilota finalizzata alla coltivazione delle sementi, come il cartamo e la brassica da cui estrarre l’olio vegetale da conferire alle bioraffinerie di Eni, per la successiva trasformazione in biocarburanti.

La coltivazione dei semi potrà avvenire nelle aziende agricole direttamente in capo a BF, oltre che nei consorzi, nelle cooperative e nelle organizzazioni professionali dislocate sul territorio che potranno fare rete con BF ed ENI.

Come si legge in una nota, si punta in tal modo a creare un nuovo modello di business che, da un lato, garantisca l’accesso alla terra agli agricoltori creando opportunità economiche e, dall’altro, introduca tecniche e processi all’avanguardia, con l’obiettivo di contribuire a ridurre le emissioni di CO2 nei settori dell’agricoltura e dei trasporti.

ENI: per Equita SIM é buy. Può salire fino a 19 euro

Sulla scia delle ultime indicazioni arrivate dal fronte societario, gli analisti di Equita SIM ribadiscono la loro strategia bullish su ENI, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 19 euro, valore che implica un potenziale di upside di quasi il 35% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.

ENI sotto la lente di Intesa Sanpaolo e Banca Akros

La SIM milanese non è la sola a scommettere su ENI, visto che nei giorni scorsi è stata anche Intesa Sanpaolo a rinnovare l'invito all'acquisto, con un target price a 16,6 euro.

Buone notizie sono arrivate di recente anche da Banca Akros che ha reiterato la raccomandazione "buy" su ENI con un fair value aumentato da 16,5 a 18,5 euro, sulla scia della solida trimestrale diffusa dal gruppo.