Ancora una seduta in calo per ENI che, dopo aver ceduto un frazionale 0,08% ieri, ha accusato una flessione più ampia oggi.

ENI chiude in calo frenato dal ribasso del petrolio

Il titolo ha terminato gli scambi a 12,296 euro, con un calo dello 0,6% e quasi 11 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 18,5 milioni.

ENI si è difeso meglio deli altri protagonisti del settore oil, ma risente della negativa intonazione del Ftse Mib e del petrolio che dopo il lieve calo di ieri scende oggi dello 0,56% a 77,95 dollari al barile.

Il titolo richiama a sè l'attenzione del mercato per due motivi differenti, il primo dei quali è dato dalle ultime indicazioni di stampa.

ENI: vendita quota in Enipower verso fase finale

Secondo il Sole 24 Ore, ENI riceverà ai primi giorni di dicembre le offerte vincolanti per vendere una minoranza in Enipower, società dedicata alla generazione di energia elettrica che dispone di 5 centrali termoelettriche e un impianto di cogenerazione per una capacità da 4.6 GW.

La quota in vendita sarebbe fino al 49% e avrebbe tre concorrenti in gara: Blackrock, Sixth Street e Eig Global Energy Partners.

L’articolo indica come valore dell’operazione circa 600 milioni di euro: nei primi 9 esi del 2021 il segmento power ha generato 97 milioni di euro di EBIT adjusted.

ENI: Equita SIM commenta gli ultimi rumor

Equita SIM evidenzia che il valore dell’operazione indicato nell’articolo è la stessa che era trapelata in settembre, e gli analisti ritengono possa avere risvolti positivi per il titolo.

Nella loro somma delle parti, gli esperti valutano conservativamente l’intero enterprise value del segmento Power a 0,7 miliardi di euro, ovvero 150 milioni di euro per GW di capacità e implicitamente a 6 volte il rapporto enterpris value/EBIT 2021.

Equita SIM fa notare che la maggiore valorizzazione potrebbe far incrementare circa del 1%-2% il suo target price, attualmente fissato per ENI a 15 euro, con una raccomandazione "buy".

ENI: presentazione degli scenari oil. I principali spunti

L'altro motivo per cui il titolo sta richiamando l'attenzione degli investitori è rappresentato dagli spunti emersi dalla presentazione sugli scenari oil di Francesco Gattei, CFO di ENI.

Equita SIM segnala che la domanda di greggio ha recuperato i livelli pre-covid (quasi 100 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre 2021) se si esclude il jet-fuel che ancora risente delle restrizioni sulla circolazione.

Dalla presentazione è emerso inoltre che gli investimenti dell’industria petrolifera si sono ridotti da 700 miliardi di dollari nel periodo 2010-2014 a meno di 400 miliardi nel 2020-21.

La mancanza di nuovi progetti e investimenti si è riflessa sulla capacità di risposta dell’offerta all’incremento della domanda post pandemia.

La "spare capacity" dell'OPEC+, prevalentemente in Arabia Saudita, Emirati Arati Uniti e Russia) potrà compensare ancora per un periodo di tempo relativamente limitato la crescita della domanda, in quanto alcune problematiche produttive si sono già manifestate in molti paesi membri.

La dinamica relativa alla transizione energetica farebbe ricadere il peso della sostituzione delle fonti fossili sulle rinnovabili, che per loro natura hanno dei limiti di efficienza e intermittenza di produzione, minando la stabilità delle reti elettriche.

La sostituzione dei combustibili fossili nelle industrie "hard-to-abate" (cemento, acciaio, chimica) e nei mezzi di trasporto a lunga percorrenza (aerei, navi, treni) dovrebbe accogliere tutte le tecnologie a disposizione per permettere di decarbonizzare progressivamente il sistema senza incidere eccessivamente sui costi.

Per effetto della transizione energetica, le compagnie oil & gas hanno instaurato un piano di investimenti che include progetti low-carbon e rinnovabili, ma che le rende meno reattive al variare dei prezzi degli idrocarburi sulle capex upstream.

Questa situazione incrementa la volatilità dei prezzi nei sistemi energetici, si veda ad es. il gas.
Infine, l’inflazione degli idrocarburi potrebbe portare ad un naturale aggiustamento della domanda, che però è relativamente anelastica.

Equita SIM fa sapere che la sua stima di Brent è coerente, se non conservativa, rispetto alle tematiche espresse da ENI, ossia 70 dollari al barile nel 2021-2023.

ENI: anche Intesa Sanpaolo è bullish. Focus su Plenitude

A scommettere sul titolo è anche Intesa Sanpaolo che oggi ha reiterato la raccomandazione "add", con un target price a 14,5 euro. 

Gli analisti si focalizzano sulla nuova società, Plenitude, che mira a una solida crescita nella generazione di energia rinnovabile e nell'espansione delle infrastrutture di mobilità elettrica come piattaforma integrata con le attività di retail.