Avvio di settimana per nulla convincente per ENI che non riesce a seguire il timido rialzo del Ftse Mib, scendendo in controtendenza.

ENI non segue il Ftse Mib, ma perde meno di altri titoli oil

Il titolo, dopo aver guadagnato poco più di un punto percentuale venerdì scorso, ha provato ad allungare il passo oggi nelle battute iniziali, fallendo però nel suo intento.

ENI è tornato subito indietro e si è piazzato sotto la parità, presentandosi ora a 10,006 euro, con un ribasso dello 0,73% e oltre 3 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a quasi 15 milioni.

Il titolo si sintonizza con la negativa impostazione degli altri protagonisti del settore oil, rispetto ai quali però riesce a difendersi meglio, risentendo dell'arretramento del petrolio.

ENI: frenato dal calo del petrolio

Dopo il rialzo di venerdì scorso, l'oro nero ha imboccato oggi la via delle vendite, presentandosi negli ultimi minutia 73,3 dollari, con una flessione dell'1,74%.

ENI prova a parare il colpo, cercando supporto nell ultime novità dal fronte societario.

ENI: acquisizione nelle rinnovabili in Italia

Venerdì scorso il gruppo ha annunciato l’acquisizione di progetti eolici in Italia per 315MW di capacità esistente, con crescita fino a 350MW in pipeline.

Nel dettaglio ENI ha firmato un accordo per l'acquisto dalle società Glenmont Partners and PGGM Infrastructure Fund, del 100% di un portafoglio di 13 campi eolici onshore in Italia.

Il portafoglio acquisito è composto da 256 aerogeneratori entrati in esercizio fra il 2009 e il 2016 e localizzati in Sicilia, Puglia, Basilicata e Abruzzo.

ENI raggiungerà in anticipo il target sulle rinnovabili del 2021 per 0,7 GW e supererà 1GW a fine 2021.

L’acquisizione permette di coprire il fabbisogno di circa 200.000 clienti nel segmento retail (Eni Gas e Luce).

ENI: Equita commenta le ultime novità

Gli analisti di Equita SIM stimano che il valore dell’operazione possa essere circa 0,4-0,6 miliardi di euro, con un contributo all'EBITDA di circa 60-70 milioni dal 2022. Il multiplo enterprise value/EBITDA implicito dell’acquisizione è pari a circa 8 volte.

La SIM milanese evidenzia che l'acquisizione migliora la massa critica del business Retail+Rinnovabili, che potrebbe essere parzialmente venduto in sede di IPO.

In attesa di novità su questo fronte resta immutata la view su ENI che per Equita SIM merita una raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 11,8 euro, valore che implica un potenziale di upside di quasi il 18% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.

ENI: anche Bca Akros dice buy

A puntare sul titolo è anche Banca Akros che invita ad acquistare con un target price a 11,5 euro. 

Due indicazioni che sono state confermate dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto da ENI per un'acquisizione nelle rinnovabili in Italia, una mossa che secondo gli analisti conferma il focus dell'azienda sui progetti rinnovabili.

ENI sotto la lente di Mediobanca e Intesa Sanpaolo

Secondo i colleghi di Mediobanca Securities, l'operazione rientra nella più ampia strategia di integrazione tra la capacità di generazione di energia rinnovabile e la base clienti di Eni Gas e Luce, iniziata con la fusione delle due divisioni.

Gli esperti di Mediobanca mantengono una view cauta su ENI, con una raccomandazione "neutral" e un fair value a 10 euro.

Non si sbilanciano neanche i colleghi di Intesa Sanpaolo che sul titolo hanno un rating "hold", con un prezzo obiettivo a 9,9 euro.

Commentando l'acquisizione annunciata da ENI venerdì scorso, gli analisti fanno sapere che stimano un valore di transazione implicito di circa 0,4-0,5 miliardi di euro.