L'andamento poco mosso del Ftse Mib non è di sostegno per ENI che continua a viaggiare in territorio negativo, accusando la seconda peggiore performance nel settore oil.

ENI in fondo al Ftse Mib

Il titolo, dopo aver guadagnato ieri oltre un punto percentuale, ha imboccato da subito la via delle vendite, trascorrendo l'intera seduta in rosso.

A fine giornata ENI si è fermato a 12,134 euro, con una flessione dell'1,49% e oltre 15 milioni di azioni passate di mano, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 17,5 milioni.

ENI penalizzato dal sell-off del petrolio

Il titolo ha mostrato una maggiore debolezza del Ftse Mib, scivolando nella penultima posizione del paniere delle blue chips, complice la flessione del petrolio che continua ad arretrare con decisione.

Mentre scriviamo, l'oro nero si presenta a 81 dollari al barile, con una flessione del 2,88% rispetto al close di ieri.

ENI: rumor su mosse Exxon in Mozambico

Secondo il Wall Street Journal, il CdA dell'americana Exxon starebbe discutendo se avviare alcuni grandi progetti di petrolio e gas, fra cui il progetto LNG di Rovuma da 30 miliardi di dollari, in Mozambico.

Il nuovo board include tre nuovi membri, di cui uno nominato dall’investitore attivista Engine No.1, che ha fatto pressione per limitare gli investimenti in idrocarburi - per ridurre le emissioni di gas serra - e incrementare la remunerazione degli azionisti.

Il dibattito interno avviene nell’ambito di una revisione del piano quinquennale di spesa (capex) della Exxon, sul quale il board dovrà votare alla fine di ottobre.

Equita SIM segnala che, nonostante i prezzi del petrolio e in particolare quelli del gas siano ai massimi pluriennali, il sanzionamento di nuovi progetti, in particolare quelli più grandi, continua a ridursi.

Occorrono 3-5 anni di sviluppo prima che i progetti entrino in produzione, e altri 5-10 anni prima che gli investimenti siano ripagati.

I progetti potrebbero quindi non raggiungere il punto di breakeven per effetto del processo di energy transition.

ENI e la sua presenza in Mozambico

In Mozambico ENI partecipa al Area 4 con Exxon. I progetti di sviluppo nell’offshore riguardano Coral South FLNG e le scoperte a gas del Mamba Complex, dove ENI è operatore della fase Upstream ed ExxonMobil della fase midstream (liquefazione) di Rovuma LNG.

Lo start-up di Coral è previsto nel 2022. Rovuma LNG prevede la realizzazione di due treni LNG onshore alimentati da 24 pozzi sottomarini della capacità complessiva di circa 7,6 MTPA ciascuno.

Nel 2021, TotalEnergies aveva sospeso lo sviluppo del proprio progetto di LNG nel paese a causa della mancanza di sicurezza.

Gli analisti di Equita SIM ritengono che lo sviluppo tramite FLNG del Mozambico, così come fatto per Coral, possa essere una valida alternativa per ENI, dati i minori investimenti complessivi. anche se implicherebbe volumi di produzione inferiori.

Per ENI, il Mozambico ha creato valore dalla sua scoperta tramite i farm-out a CNPC e Exxon.
Gli analisti ricordano che nel 2017 ENI aveva venduto il 25% dell’area 4 a Exxon per 2,8 miliardi di dollari.

Resta immutata la strategia di Equita SIM che sul titolo mantiene fermo il rating "buy", con un prezzo obiettivo a 13,5 euro.