Dopo non pochi contrasti durati molti giorni questa domenica alla fine l'Opec+ ha trovato l'accordo sulla rimodulazione del taglio all'output di petrolio deciso nell'aprile 2020 (inizialmente per 9,7 milioni di barili al giorno, quindi ridotto a 5,8 milioni). L'incremento della produzione sarà di 400.000 barili al giorno ogni mese, a partire da agosto, per arrivare ad azzerare la riduzione nel settembre 2022. 

Aumentano i contagi Covid con la variante indiana

Questa notizia ha destabilizzato il mercato che proprio oggi deve confrontarsi con l'impennata di contagi in Occidente causati dalla variante Delta e con nuovi focolai registrati in Indonesia, Malaysia e Thailandia. Come pure in parti del Giappone, compresa la regione di Tokyo. 

Venerdì 23 luglio inizierà ufficialmente Tokyo 2020 e domenica sono stati confermati i primi casi di positività al Covid-19 all'interno del villaggio olimpico. 

Bank of America lima le stime di crescita Usa

A causa dei timori che il ritorno del Covid possa danneggiare la ripresa economica globale gli analisti di Bank of America hanno rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita economica degli Usa per il 2020 al 6,5% dal precedente 7% (per il momento hanno mantenuto le attese di crescita al 5,5% per il 2022). 

Tutto questo mentre dagli Usa escono dati macroeconomici sotto le attese: l'indice della fiducia dei consumatori della University of Michigan è sceso in luglio a 80,8 punti, sui minimi da febbraio, dagli 85,5 punti di giugno e contro gli 86,3 punti del consensus del Wall Street Journal.

Ma quanto è grave il ribasso odierno del greggio?

Ma quanto è grave il ribasso odierno del greggio, con il future sul Wti sceso in area 68,90 dollari (-3,8% circa rispetto alla chiusura di venerdì)?

Testa spalle ribassista per il Wti

Sul grafico del future le quotazioni hanno disegnato una figura a testa spalle ribassista a partire dal top del 16 giugno, delimitata inferiormente dalla linea che unisce i minimi del 17 giugno e dell'8 luglio, passante a 71,25 dollari e quindi violata con il ribasso delle ultime ore. A 70 dollari circa transita invece la trend line rialzista che parte dai minimi di inizio novembre 2020 e passa poi per quelli del 21 maggio. Se i prezzi si confermeranno al di sotto della linea anche in chiusura di seduta sarà lecito iniziare a temere l'avvio di una correzione estesa del rialzo degli ultimi mesi. Ulteriori conferme negative verrebbero sotto area 68 dollari, massimo dell'8 marzo, con target in quel caso almeno in area 61/62 dollari.

La discesa delle quotazioni del greggio si è trascinato dietro anche Eni e Saipem.

Eni, evidente la presenza di una figura ribassista

Eni al momento cede il 3,34% a 9,50 euro circa con un minimo intraday toccato a 9,443 euro. Sul grafico di Eni è evidente la presenza di una figura ribassista a "doppio massimo", disegnata a partire dal picco del 31 marzo a 10,66 euro, poi testato nuovamente a metà giugno. La base della figura si colloca a 9,62 euro (minimo del 3 maggio), una violazione confermata in chiusura di seduta di quel supporto, praticamente coincidente con la media mobile esponenziale a 200 giorni, segnalerebbe il probabile avvio di una discesa a correzione almeno del rialzo in atto dai minimi di fine ottobre 2020. Primo target in area 9 euro, poi a 8,50 circa. Supporto successivo a 8,06, minimo del 21 dicembre. Solo rialzi oltre area 10 euro allontanerebbero il rischio di vedere confermate le implicazioni negative derivanti dalla presenza del "doppio massimo".

Saipem si avvicina ad un supporto critico

Calo vistoso anche per Saipem che perde il 4% circa a 1,845 euro. A 1,82 circa si colloca il 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di fine ottobre. La violazione di questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci potrebbe anticipare ulteriori cali almeno fino a 1,57/58 euro. Per inviare segnali contrari al proseguimento del ribasso i prezzi dovrebbero risalire al di sopra di 2,03, area di transito della media mobile esponenziale a 20 giorni.

(Alessandro Magagnoli)