Eni e Stm oggi staccano in dividendo, occasione "buy"?

Giornata no per Eni e Stm, appesantiti oltre che dal crollo generalizzato dei mercati (come conseguenza del "caso" Evergrande e per il timore che la Fed possa muoversi verso un rialzo dei tassi prima piuttosto che poi) anche dallo stacco del dividendo.

Eni, dividendo 43 centesimi

Nel caso di Eni il dividendo è di 43 centesimi di euro per azione (acconto sul dividendo 2022), per Stm si parla invece di 6 centesimi di dollaro Usa.

  • ENI

ISIN: IT0003132476

Dividendo Straordinario

Importo per azione: 0,43 EUR

Data di pagamento: 22/09/2021

  • Stmicroelectronics

ISIN: NL0000226223

Dividendo Ordinario

Importo per azione: 0,06 USD

Data di pagamento: 22/09/2021

Il forte calo di oggi impone tuttavia di porsi una domanda, ovvero se i livelli raggiunti possono rappresentare una opportunità di acquisto in vista di un rimbalzo.

Eni sotto osservazione per cessione Enipower

Eni ha toccato un minimo intraday a 10,33 euro stabilizzandosi poi poco sopra quei livelli, a 10,36 circa, un deciso ribasso rispetto alla chiusura di venerdì a 10,942 euro. 

La società è sotto osservazione da parte dei mercati per una notizia de Il Sole 24 Ore, non commentata dai soggetti interessati, secondo la quale starebbe lavorando con JP Morgan per cedere una quota di minoranza di Enipower con l'intento di finanziare la transizione verso una società con basse emissioni di Co2. Eni intenderebbe vendere il 40% di Enipower, le offerte non vincolanti potrebbero arrivare nelle prossime due o tre settimane. Le stesso fonti che hanno diffuso l'indiscrezione ipotizzano che una quota fino al 49% potrebbe avere un valore di 600 milioni di euro circa.

Eni sta lavorando ad una strategia che permetta di raggiungere la produzione netta di carbonio a zero entro il 2050.

Per gli analisti Eni è da comprare

Recentemente JP Morgan ha alzato il giudizio di Eni da "underweight" a "overweight" e ha portato il prezzo obiettivo da 12 a 15 euro, con un notevole potenziale quindi, quasi il 50% rispetto al prezzo attuale.

Settimana scorsa anche Deutsche Bank aveva confermato il giudizio "buy" su Eni pur riducendo il prezzo target da 13,70 a 12,8 euro.

Valutazione positiva anche da parte di Intesa Sanpaolo che recentemente ha ribadito il giudizio "add" e il prezzo obiettivo a 11,5 euro. La decisione di Intesa è successiva alla notizia che Eni e Aeroporti di Roma hanno sottoscritto un accordo strategico per promuovere iniziative di decarbonizzazione del settore aereo e accelerare il processo di transizione ecologica degli aeroporti. 

Eni, l’analisi tecnica suggerisce di attendere

Il ribasso delle ultime ore si inserisce quindi in un contesto di notizie e valutazioni positivo. Con i minimi di oggi i prezzi stanno testando la media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 10,40 euro circa, un indicatore che sintetizza con la sua posizione rispetto al grafico la condizione della tendenza di medio periodo. Una violazione decisa della media farebbe quindi temere l'avvio di una fase correttiva più ampia rispetto a quella già vista, la tenuta del supporto sarebbe invece da leggere come una buona notizia in favore di una reazione. Sotto area 10,30/40 rischio di test della base del canale crescente (un canale è una coppia di trend line parallele che contiene i prezzi per un certo periodo) disegnato dai minimi di ottobre 2020 e passante ora a 10,15 circa. Prezzi inferiori a questo supporto farebbero da sostegno all'ipotesi che è iniziata una fase correttiva di tutto il rialzo dai minimi di ottobre, un movimento che rischierebbe di dimostrarsi duraturo ed esteso. 

Per inviare un primo segnale di ripresa i prezzi dovranno risalire al di sopra di area 10,60. In quel caso attesa la ricopertura del gap lasciato lunedì in avvio con lato alto a 10,90 euro circa. Resistenza successiva il massimo del 16 settembre a 11,20 euro.

Secondo l'analisi grafica quindi al momento, nonostante le valutazioni positive dei broker, appare rischioso pensare di entrare sul titolo in questa fase di debolezza, meglio attendere una eventuale rottura di area 10,60 per operare in tal senso.

Stm scende ma resta sopra i supporti

Stm è meno colpita dalle vendite rispetto ad Eni, scende comunque di quasi il 3% a 37,73 euro circa (minimo intraday a 37,615 e chiusura di venerdì a 38,865 euro). 

Anche nel caso di Stm i giudizi dei broker sono positivi

Settimana scorsa ad esempio Citi conferma la raccomandazione "buy" con prezzo obiettivo a 41 euro dal momento che si attende una consistente crescita dei ricavi nel 2022. 

Stesso giudizio da parte di BofA che sempre settimana scorsa ha confermato la raccomandazione "buy" e ha alzato a 48 euro il prezzo obiettivo. Gli analisti della banca Usa hanno anche alzato le loro stime di Eps 2022-2023 di circa il 5%, del 6% circa al di sopra del consenso.

Credit Suisse dopo i dati del secondo trimestre ha confermato la raccomandazione "outperform" e ha alzato il prezzo obiettivo da 41 a 46,5 euro. 

Valutazione analoga, "outperform", anche da parte di Oddo BHF con prezzo obiettivo a 47 euro.

Equita Sim ha infine settimana scorsa ha alzato del 10% a 42 euro il target price sul titolo e ha alzato la previsione di Eps a 2,3 usd, il 6% al di sopra del consenso.

Stm resta nonostante il calo odierno al di sopra della media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 36,15 circa. Dalla tenuta di questo supporto potrebbe scaturire un nuovo test del picco del 15 settembre a 40,40 euro. Sotto 36,15 invece il quadro grafico risulterebbe indebolito, rischio di cali verso 33,26, base del gap rialzista del 29 luglio.

(Alessandro Magagnoli)