La seduta odierna non sta riservando particolari sorprese per il petrolio che, dopo l'affondo di ieri, si muove poco al di sopra della parità, con variazioni molto contenute al momento.

Petrolio in lieve recupero dopo il lunedì nero

Le quotazioni dell'oro nero sono letteralment crollate ieri, lasciando sul parterre oltre il 7,5% e oggi faticano a dare vita ad un recupero.

Negli ultimi minuti il petrolio si presenta a 66,5 dollari al barile, con un rialzo dello 0,3%.

Un piccolo spunto positivo che a Piazza Affari lascia indifferente ENI, con un frazionale progresso dello 0,08%, mentre sono molto più vivaci Tenaris e Saipem che si apprezzano rispettivamente dello 0,9% e del 2,81%.

Il mercato è ancora scosso dopo il violentissimo sell-off di ieri che non ha davvero lasciato scampo.

Petrolio: violento sell-off dopo accordo Opec+. I dettagli

L'ondata di vendite che si è abbattuta sul petrolio è da ricondurre alle ultime novità arrivate dall'Opec+ che ha raggiunto un accordo per allentare ulteriormente i tagli all’offerta di petrolio a partire da agosto, estendendo al contempo il patto di gestione fino alla fine del 2022.

A partire da agosto, la loro produzione complessiva salirà di 400mila barili al giorno su base mensile, fino alla graduale eliminazione del taglio della produzione di 5,8 milioni di barili giornalieri.

A dicembre 2021 si valuteranno gli sviluppi del mercato e la compliance dei paesi partecipanti.

L’accordo permetterà anche agli Emirati Arabi Uniti, all’Iraq e al Kuwait quote di produzione più alte da maggio 2022.

La quota degli Emirati Arabi Uniti salirà da 3,2 a 3,5 milioni di barili giornalieri, mentre Iraq e Kuwait saliranno di 0,15 milioni di barili al giorno, rispettivamente a 4,8 e 3 milioni di barili giornalieri.

Saliranno anche le quote Saudite e Russe, entrambe a 11,5 milioni di barili giornalieri, con un incremento pari a 500mila.

Le modifiche aumenteranno le quote di produzione complessive dei cinque paesi di 1,633 milioni di barili al giorno, a partire da maggio 2022.

L’estensione a dicembre, tuttavia, consentirebbe all’Opec+ di sospendere gli aumenti della produzione fino a tre mesi in risposta a eventuali cambiamenti improvvisi nelle dinamiche di mercato, come un ritorno dei volumi iraniani in caso di revoca delle sanzioni su Teheran, o ulteriori possibili emergenze pandemiche.

Petrolio: impatti negativi nel breve da accordo Opec+

Secondo gli analisti di Equita SIM, la notizia dell'accordo raggiunto in seno all'Opec+ ha risvolti leggermente negativi sul prezzo spot, ma permette di stabilizzare il greggio su livelli elevati, al di sopra dei 65-70 dollari al barile.

La lieve crescita della produzione manterrà comunque il mercato in deficit, una condizione favorevole ai prezzi.

Tuttavia, l’evoluzione della variante delta e le implicazioni sulla domanda di greggio, sono attualmente la principale fonte di incertezza sul mercato.

ENI e Tenaris i preferiti di Equita SIM nel settore oil

Equita SIM segnala che i suoi titoli preferiti nel settore sono ENI fra le integrate e Tenaris nei servizi.

Entrambi i titoli sono coperti con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo pari a 11,8 euro per ENI e a 11 euro per Tenaris.