La brillante inversione di rotta registrata dal Ftse Mib, che da un minimo in area 23.900 è riuscito a rimbalzare di oltre 600 punti, presentandosi ora in positivo dello 0,27% in area 24.500, non si sta rivelando di grande aiuto per i titoli del settore oil.

Ftse Mib vira in positivo, ma ENI, Saipem e Tenaris no

Certo dai minimi è stato avviato un recupero, ma le azioni del comparto restano tutte in negativo, tanto che Tenaris arretra dell'1,68% a 9,716 euro, seguito da ENI che cede l'1,22% a 10,33 euro, ma a difendersi meglio degli altri è Saipem, con un calo più contenuto dello 0,44% a 2,031 euro.

Petrolio in netto calo: ecco perchè

A pesare sull'andamento odierno dei titoli oil è il petrolio che, dopo i rialzi messi a segno nelle ultime sedute, è colpito da forti vendite, tanto che negli ultimi minuti si presenta a 64,15 dollari, con un affondo del 2,92%.

L'oro nero scende per via dei timori legati alla diffusione della variant indiana del coronavirus, cui si aggiungono i problemi legati alla chiusura dell'oleodotto Colonial Pipeline.

Petrolio: AIE ottimista su domanda nel 2° semestre 2021

Intanto l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha tagliato le previsioni di crescita della domanda globale di petrolio per il 2021, sulla scia di una crescita più lenta nel primo semestre dell'anno.

L'Aie però ha mantenuto praticamente invariato il secondo semestre 2021,  ipotizzando che la situazione in India migliori e che la pandemia a livello globale è in gran parte sotto controllo attraverso le campagne di vaccinazione.

I consumi globali per il 2021 sono previsti in crescita di 5,4 milioni di barili al giorno, a 96,4 milioni, in calo di 270.000 barili al giorno rispetto all’ipotesi precedente, in gran parte a causa della minor domanda nella prima metà dell'anno.

Entro la fine del quarto trimestre 2021 la domanda dovrebbe salire a 99,6 milioni di barili al giorno, non lontano dai livelli 2019, rispetto ai 93,1 milioni dei primi tre mesi dell'anno.

Dal lato dell’offerta, la produzione mondiale di petrolio aumenterà di 1,4 milioni di barili al giorno su base annua, rispetto a un crollo di 6,6 milioni nel 2020.

Sulla base dell’attuale accordo Opec+, la produzione mondiale di petrolio dovrebbe crescere di 3,8 milioni di barili da aprile a dicembre.

Le scorte di petrolio dell’OCSE hanno registrato un calo di 25 milioni di barili a marzo, riducendo il surplus rispetto alla media degli ultimi 5 anni a soli 1,7 milioni di barili, e le scorte hanno continuato a diminuire ad aprile.

Petrolio: focus sul prossimo meeting Opec+

Gli analisti di Equita SIM prevedono che l’ampliamento del divario tra domanda e offerta apre la strada ad un ulteriore allentamento dei tagli all’offerta OPEC + nella seconda metà dell'anno.

L’OPEC+ si riunirà nuovamente il 1° giugno per rivedere la politica e a quel punto, potrebbe esserci chiarezza sui colloqui nucleari indiretti Iran-USA in corso a Vienna che potrebbero portare al ritorno del petrolio iraniano sul mercato.

Escludendo l’Iran, che potrebbe riportare sul mercato circa 0,8 milioni di barili al giorno, l’OPEC + dovrebbe aumentare i volumi di 2,5 milioni entro la fine del quarto trimestre 2021 per soddisfare l’aumento della domanda.

Tenaris tra i preferiti di Equita SIM

Gli esperti di Equita SIM fanno sapere che i loro titoli preferiti nel settore oil sono ENI e Tenaris.
Per Tenaris proprio ad inizio mese gli analisti hanno alzato di 50 punti base il peso in portafoglio, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 11 euro, dopo la solida trimestrale accompagnata da un outlook promettente.

A puntare su Tenaris è anche Banca Akros che consiglia di accumulare in portafoglio, con un target price rivisto da 8,7 a 10,5 euro sulla scia dei conti dei primi tre mesi dell'anno.

ENI è un buy non solo per Equita SIM

Come anticipato prima, tra i preferiti di Equita SIM troviamo anche ENI che per gli analisti è da acquistare con un fair value a 11,8 euro.

Il titolo piace anche a Banca Akros che ha lo stesso rating "buy", con un prezzo obiettivo a 11,5 euro.

Saipem: differenti i giudizi dei broker

Contrastati invece i giudizi su Saipem che per Equita SIM ha una raccomandazione "hold", con un target price a 2,1 euro, dopo che i conti del primo trimestre sono stati inferiore alle attese.

Ottimisti invece i colleghi di Kepler Cheuvreux che consigliano di acquistare Saipem con un rating "buy" appunto e un fair value rivisto da 3,3 a 2,9 euro.

Il broker conferma la sua convinzione sulla storia di medio-lungo termine di Saipem, mettendo in guarda al contempo da alcuni rischi nel breve periodo.