Eni e Unicredit, due "buy" per l'analisi tecnica?

Eni e Unicredit sono in evidenza questa mattina, il primo guadagna più del 3% a 12 euro circa, il secondo il 3,5% a 11,06 euro circa. Ecco quali sono le prospettive secondo l’analisi del grafico

Eni e il processo di quotazione di Plenitude e Var Energi

In generale tutti i petroliferi guadagnano terreno in scia al massiccio rimbalzo del greggio dai minimi da fine agosto toccati ieri pomeriggio. Il future febbraio 2022 sul Brent segna 72,20 $/barile (minimo a 67,50 circa), il future gennaio sul WTI segna 68,90 $/barile (minimo a 64,40 circa). Su Eni influisce però anche il fatto che Berenberg abbia promosso il giudizio da "hold" a "buy" e alzato il target price da 13,50 a 14 euro. Secondo il broker il progetto di Eni per la quotazione del business delle energie alternative raccolte in Plenitude, oltre al processo di crescita strategica del suo braccio Var Energi, operazioni in programma probabilmente per il 2022, hanno la possibilità di portare alla luce il "valore nascosto" della casa madre. 

Giudizi positivi dei broker per Eni

A inizio settimana anche Banca Akros aveva confermato la sua raccomandazione "buy" sul titolo con prezzo obiettivo a 14,5 euro dopo la firma di un accordo per la cessione a Snam del 49,9% delle partecipazioni nei gasdotti internazionali che collegano l'Algeria all'Italia per 385 milioni di euro, un'intesa che consentirà ad Eni di liberare risorse e creare sinergie. La firma dell'accordo è piaciuta anche a Equita Sim che ha confermato la raccomandazione "buy" e il prezzo obiettivo a 15 euro. Ancora più allettante il target di JPMorgan (giudizio "overweight") portato a 18 euro da 16 euro. 

Figura rialzista in formazione per Eni

Eni è graficamente molto interessante dal momento che ha disegnato sul grafico intraday una potenziale figura a "doppio minimo", con base in area 11,45 euro. Questa figura, composta appunto da due minimi allineati sugli stessi livelli (quello del 26 e quello del 30 novembre), se completata con la rottura del vertice che separa i due minimi (la resistenza di area 12,03), può diventare un buon trampolino dal quale fare decollare un rimbalzo. Il target del rialzo è proporzionale alla ampiezza della figura stessa, e si colloca in area 12,50 euro. Se poi i prezzi dovessero riuscire a salire oltre quei livelli il test della resistenza critica di area 12,75/85, dove si vedono diversi massimi a partire da quello del 2 novembre, diverrebbe probabile. Il potenziale "doppio minimo" verrebbe messo in discussione da discese al di sotto di area 11,65 euro.   

Unicredit, broker positivi in attesa del piano industriale

Unicredit invece è tonica dopo avere comunicato che il "perfezionamento dell'acquisizione di Aviva S.p.A. da parte di CNP avvia la fase finale di ulteriore valorizzazione della partnership esistente tra UniCredit S.p.A. e CNP sulla base dell'accordo sottoscritto tra UniCredit S.p.A. e CNP il 3 marzo 2021". Il 9 dicembre prossimo si terrà lo Strategy Day con presentazione del primo piano industriale elaborato dall'a.d. Andrea Orcel. Inoltre oggi Mediobanca Securities ha alzato il prezzo obiettivo di Unicredit da 15,8 a 16,5 euro, confermando il giudizio "outperform". Gli esperti hanno segnalato che le azioni di Unicredit "sono tra le poche ancora al di sotto dei livelli pre-Covid" nonostante la qualità degli attivi sia più pulita e il capitale più forte. Equita Sim ha alzato di 40 punti base il peso del titolo nel proprio portafoglio principale e ha confermato la raccomandazione "buy" con target price a 13,6 euro (ridotto invece il peso di Mediobanca e di FinecoBank). Gli esperti di Equita ritengono che la presentazione il 9 dicembre del nuovo piano industriale farà da catalizzatore positivo per il titolo.

Unicredit reagisce ad un supporto chiave

Anche Unicredit presenta un quadro grafico potenzialmente allettante. I prezzi hanno infatti reagito con forza dopo aver toccato martedì in area 10,40 euro la trend line crescente disegnata dal minimo di fine ottobre 2020. I prezzi si muovono dal picco di inizio ottobre all'interno di un canale (coppia di linee parallele) ribassista. L'inclinazione negativa di questo percorso potrebbe tuttavia nascondere i presupposti per un rialzo, molto spesso infatti un canale di questo tipo si dimostra essere un "flag", figura di continuazione della tendenza precedente, in questo caso del rialzo visto da luglio. La rottura del lato alto del "flag", a 11,50 circa, confermerebbe l'ipotesi rialzista aprendo la strada a movimenti anche al di sopra del top di ottobre a 12,16, fino in area 12,50 almeno. Solo la discesa al di sotto della citata trend line rialzista, in area 10,40, farebbe temere una estensione del ribasso verso i 9,50 euro.

(Alessandro Magagnoli)