La seduta di ieri ha noiosamente consentito agli indici europei di allinearsi, con una salita moderata, allo strappo rialzista con connotati euforici attuato venerdì sera da Wall Street, dove l’indice SP500, al termine di una settimana di forte recupero, ha chiuso seduta ben al di sopra della resistenza chiave di area 4.090, a poca distanza dal livello psicologico di 4.200, dove in questi giorni passa anche la media mobile a 50 sedute.

La festività americana del Memorial Day ha lasciato orfani gli indici continentali, che hanno tranquillamente esteso il loro rimbalzo con percentuali mediamente comprese tra il mezzo punto e il punto percentuale. Eurostoxx50 (+0,86%), indice sintetico dell’intero mercato azionario di Eurolandia, ha scavalcato di poco anche la resistenza di 3.834 (massimo del 29 aprile) ed è a metà della strada da percorrere per giungere all’obiettivo rialzista disegnato dal modello grafico di inversione chiamato Testa e Spalle rovesciato, creato in maggio e completato con lo strappo del 26 maggio. Tale obiettivo è in area 3.980 e potrebbe essere raggiunto nei prossimi giorni, se anche Wall Street continuerà a dimostrare la voglia di riscatto dei giorni scorsi.

Detto per inciso, gli indici europei ieri sono saliti snobbando del tutto i pessimi dati preliminari sull’inflazione del mese di maggio tedesca e spagnola, uscita ancora in crescita e superiore alle attese degli analisti. In Germania il dato annuale dell’inflazione è arrivato a 7,9% e quello armonizzato con la metodologia standard della UE ha raggiunto quota 8,7%, ben superiore a quello oggi esistente in USA. Nei prossimi giorni avremo altri dati preliminari e ad inizio giugno quelli definitivi, che saranno più precisi. Ma la sensazione è che l’inflazione, non solo in Germania, ma in tutta Europa, sia destinata a superare anche i livelli che oggi si vedono in USA. Potrebbe arrivare anche alla doppia cifra in alcuni paesi fortemente gravati dai rincari dell’energia, mettendo così in difficoltà la BCE, che è in notevole ritardo nella manovra di inasprimento dei tassi per combatterla. 

Stiamo parlando da qualche settimana di una sorprendente forza relativa dell’azionario europeo rispetto a quello americano. Se le premesse sull’inflazione diventeranno realtà, credo che rivedremo in futuro l’Europa azionaria nuovamente assai più debole degli indici USA.

Venendo all’indice guida americano SP500, che oggi partirà da quota 4.158, sembra ipotizzabile l’arrivo entro fine settimana all’obiettivo di 4.200. È possibile, e non ci sarebbe nulla di male, che magari oggi o domani si vedano prese di beneficio in grado di provocare un pullback dell’indice verso quota 4.090. Servirà a verificare se quella che era una resistenza da superare è stata trasformata in un supporto in grado di richiamare compratori ritardatari.

Se così dovesse capitare, sarebbe il miglior viatico per il ritorno del bel tempo e potrebbe precedere un ultimo strappo rialzista in grado di portare l’indice delle 500 società USA a raggiungere la media a 50 sedute e l’area 4.200. Potremmo allora contare le 5 onde di grado inferiore che costituiranno la onda 1 di breve periodo dell’onda V rialzista di medio periodo.

Questa onda V avrà il compito di portare l’indice ad effettuare un nuovo ampio movimento rialzista (forse l’ultimo del bull market di lungo periodo, partito nel lontano 2009) in grado di superare abbondantemente i massimi storici precedenti e di far dimenticare la lunga correzione di questa prima parte di 2022, che sarà classificata come onda IV e definitivamente archiviata.

Affinché tutto ciò sia possibile occorre che ogni prossimo pullback dai livelli raggiunti sia correttivo e sia contenuto dai supporti.