Borse in attesa delle Banche Centrali. Eur/Usd e Oro buy?

Per le Borse si registra un po’ di incertezza dovuta a una dicotomia di fondo: ecco quale secondo Davide Biocchi.

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Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L’euro-dollaro sta provando a risalire la china verso area 1,09. Quali i possibili sviluppi nel breve?

L’euro-dollaro sembrava un po’ uscire da quel range che ne aveva contraddistinto l’andamento nell’ultimo periodo.

Al rialzo le resistenze sono a 1,10 prima e poi poco sopra quota 1,11, mentre al ribasso ora siamo su un livello significativo, sotto cui si potrebbe scendere anche fino a 1,072/1,07.

Focus su euro-dollaro

Mi aspetto che ci sia un po’ di sviluppo sulle Banche Centrali, visto che queste potrebbero muovere il cross.

Ora bisogna vedere chi taglierà prima i tassi di interesse e le idee al momento sono svariate, anche se penso che sarà prima la Fed a intervenire in tal senso, per quanto l’economia europea sia messa peggio di quella statunitense.

Si tratta in ogni caso di un problema di mandato, perché quello della Fed è della stabilità dei prezzi, ma anche della massima occupazione, mentre la BCE ha come mandato solo quello della stabilità dei prezzi.

Ieri il numero uno della BCE, Christine Lagarde, ha parlato di un taglio dei tassi in estate e quindi potrebbe trattarsi anche di settembre, motivo per cui dovrebbe tagliare prima la Fed.

L’analisi dell’oro

L’oro ha perso terreno a grandi passi, dirigendosi nuovamente verso area 2.000 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

Il dollaro ha un po’ recuperato e quindi si sono ridotto i prezzi delle materie, con un ritorno indietro del rame e dell’oro.

Per il gold segnalo un primo supporto a 1.980 dollari e un successivo in area 1.930 dollari, sotto cui si guarderà ai 1.865 e ai 1.815 dollari, fermo restando che sotto i 1.930 dollari cambia proprio lo scenario.

Sotto la lente il petrolio

Il petrolio si presenta al momento intorno ad area 73 dollari. Quali le attese nelle prossime sedute?

Il petrolio ha 1,3 milioni di tagli di barili al giorno, con diversi Paesi produttori che lo vendono sottocosto.

Non bastano in ogni caso i tagli né le tensioni geopolitiche a farlo salire di prezzo, tanto che in assenza di questi fattori, secondo me l’oro nero sarebbe sotto i 50 dollari al barile al momento.

Nell’ultimo anno e mezzo i range del petrolio sono 3: quando è proprio basso viaggia tra i 67 e i 72/74 dollari, poi un altro intervallo è quello in cui si trova adesso tra 72-73 e 82-83 dollari, mentre sopra 83 dollari ha spazio per salire fino ai 94 dollari.

Ora il petrolio sta decidendo se entrare nella fascia centrale, ma fa fatica.

Come si muoveranno le Borse?

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse?

C’è un po’ di incertezza perché c’è una dicotomia evidente. I mercati scontano 6-7 tagli dei tassi negli Stati Uniti entro fine anno e questo ha dato boost all’obbligazionario soprattutto.

Se la Fed non dovesse tagliare a marzo, avrà poi a disposizione 8 riunioni per farlo e se ridurrà il costo del denaro dello 0,25% per volta, dovrà farlo in ogni meeting tranne una volta.

Secondo me se la Fed dovesse tagliare in totale l’1,75%, vorrà dire che ci sarà una recessione negli Stati Uniti.

Ho dei dubbi che l’America arrivi in autunno in piena recessione, altrimenti Biden prenderebbe il 30% dei voti, mentre i democratici cercheranno di tenere la sfida alta fino all’ultimo.

In sintesi, se dovessero esserci 7 tagli dei tassi, le Borse non potrebbero stare sui massimi storici, mentre se i tagli dovessero essere pochi, allora sarebbe l’obbligazionario che sta prendendo il granchio.

Le Borse tenderanno a nicchiare fino alle Banche Centrali, senza dimenticare la stagione delle trimestrali societarie per vedere se ci saranno o meno sorprese positive.

C’è da dire che i mercati azionari sono un po’ deboli rispetto anche solo a un mese fa e credo che faranno un po’ fatica a superare questi massimi.