Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro sta difendendo per ora la soglia degli 1,20: si aspetta una ripresa del cammino rialzista?

In tutta sostanza sembra che effettivamente il movimento dell'euro-dollaro sia abbastanza stabilizzato intorno al livello di 1,20 e possa effettivamente anche progredire un po' più al ribasso verso quota 1,95/1,19.

Il cross quindi ha la possibilità di scendere ulteriormente  questo si inquadra con quello che diciamo ormai da qualche tempo, ossia sulle mani un po' più libere della BCE rispetto alla Fed.

Da ricordare poi il pasticcio che c'è stato martedì tra la Yellen e la Fed che poi ha corretto il tiro, ma che dovrebbe andare a confermare un'area di stabilità intorno a 1,19 per l'euro-dollaro, con la possibilità che si scenda quindi ancora un po' nel breve dai valori correnti.

L'oro si sta avvicinando sempre più ai 1.800 dollari: è lecito attendersi nuovi rialzi nel breve?

Per l'oro mi aspetto tutto sommato una situazione di stabilizzazione, con la possibilità che si segua solo parzialmente il movimento di rafforzamento del dollaro che dovrebbe interessare il cambio euro-dollaro.

Il gold dovrebbe continuare a mantenersi abbastanza stabile intorno ai 1.770/1.790 dollari e difficilmente vedo un crollo delle quotazioni.

Ritengo improbabili le pressioni ribassiste, ma al momento anche quelle rialziste, considerando che sull'oro si controbilanciano due situazioni preponderanti.

Una situazione in cui la Fed continua ad essere accomodante e quindi i Fed Fund restano bassi, contribuisce a mantenere l'oro su livelli più alti di quelli visti nel primo trimestre

Dall'altro lato ci sono dei mercati azionari abbastanza nervosi, quindi vedo per ora scemare le pressioni ribassiste e vedo più che altro un consolidamento di area 1.770/1.790 dollari, senza escludere un test dei 1.800 dollari l'oncia.

Il petrolio sembra puntare nuovamente ai massimi dell'anno: si assisterà ad un test di questi top nel breve?

La situazione è abbastanza analoga a quello che sta succedendo sull'economia reale.
Abbiamo un'attività economica in ripresa e quindi anche l'oro nero torna a salire e a consolidare i rialzi.

Potremmo vedere uno storno più che altro tecnico, con un consolidamento di area 65 dollari, ma con una conferma della forza del petrolio che dovrebbe farsi vedere anche nei prossimi giorni.

Il primo test importante saranno i 70 dollari al barile, ma prima di arrivare lì ci sarà una questione importante da valutare che è l'azione dell'Opec, visto che questa potrebbe andare a cambiare un po' le carte in tavola.

Questo è il fattore principe che andrà a guidare i movimenti dell'oro nero nelle prossime settimane, mentre quelli di medio termine dovrebbero confermare una forza abbastanza importante del petrolio.

Le Borse mostrano un po' di nervosismo nelle ultime sedute: meglio tirare i remi in barca?

Le Borse continuano a macinare rialzi o comunque progressioni, la liquidità continua ad esserci e la Fed ha stemperato subito i toni della Yellen.

I mercati azionari hanno preso per buono quello che vedono sui loro tabelloni, ossia che la liquidità continua ad esserci.

Per il momento lo scenario è confermato e quindi potremo mantenerci su livelli di forza per l'azionario.

Non c'è soluzione di discontinuità rispetto alla situazione attuale, ma c'è nervosismo come abbiamo visto nella sessione di martedì, quindi l'attenzione in fasi come questa è assolutamente d'uopo.

Da evidenziare che sta prendendo forza il settore ciclico, mentre i tecnologici potrebbero essere i grandi penalizzati dei prossimi mesi.

Il Nasdaq ad esempio potrebbe rimanere più indietro dei listini europei, forti di una BCE che si è detta pronta a sostenere il mercato.

In Europa c'è più potenziale da esprimere sull'azionario più che negli Stati Uniti, dove si è arrivati un po' alla canna del gas.