L'Euro resta osservato speciale dalla Bce per il monitoraggio dell'inflazione: Eur/Usd continua infatti a essere guidato da fattori globali ma soprattutto dalle dinamiche dei rendimenti del Tesoro Usa e dalla forza del dollaro.

Euro osservato dalla Bce

Secondo quanto dichiarato la scorsa settimana dal numero uno della Bce, Christine Lagarde, l'aumento dell’inflazione nel corso degli ultimi mesi è stato sostenuto da fattori temporanei (come l’aumento dei prezzi energetici) ma in generale le pressioni di fondo rimangono contenute. Lagarde ha poi rassicurato i mercati, allarmati da un livello di acquisti insolitamente basso da parte della Bce,  precisando che  “un ampio grado di stimolo monetario continua a essere essenziale al fine di preservare condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia per tutti i settori economici".

Eur/Usd e altri tassi di cambio

Da un punto di vista grafico la situazione della moneta unica appare stabile nelle ultime sedute.

Eur/Usd rimbalza dopo l'affondo che ha riportato i prezzi a mettere sotto pressione la base del canale ribassista disegnato dai top di inizio anno, a 1,1835/1,1840. Giovedì la Bce ha reso noto che i tassi di interesse restano invariati e che gli acquisti del QE pandemico (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP) andranno avanti almeno fino a marzo 2022 con un ritmo più intenso nei prossimi mesi. Osservato speciale resta il tasso di cambio, per gli effetti che può avere sull'inflazione dell'Eurozona. Se nelle prossime sedute le quotazioni riusciranno a dare seguito all'hammer disegnato sul grafico settimanale da area 1,1835 si potrebbe intravedere un miglioramento per target a 1,2175/1,22, limite superiore del canale e resistenza determinante nel medio lungo termine.

Eur/Gbp schiacciato sui minimi

Tengono i supporti di Eur/Gbp ma i prezzi restano schiacciati sui minimi di febbraio, a quota 0,8540. Il tentativo di rimbalzo realizzato alla fine di febbraio è stato completamente cancellato da nuovi ribassi che hanno ricondotto i prezzi a contatto con i supporti in quest'area. Se area 0,8540 dovesse saltare, il downtrend partito lo scorso dicembre verrebbe riattivato per target negativi a 0,8420 circa almeno e più sotto fino al supporto successivo a 0,8350. Discorso diverso, invece, nel caso di tenuta di area 0,8540: una eventuale reazione dovrà comunque spingersi oltre il picco del 26 febbraio a quota 0,8730 per obiettivi a 0,88 circa, corrispondenti al 38,2% di retracement del ribasso partito a dicembre, ed eventualmente verso una resistenza critica in area 0,88.

Eur/Jpy su ostacoli di rilievo

Eur/Jpy riattiva la corsa superando i massimi di fine febbraio a 130 circa. La struttura del rally partito a maggio 2020 si conferma saldamente orientata la rialzo con ottime chance di proseguire in direzione di quota 133,80, pari al 61,8% di retracement di tutto il ribasso partito nel 2014. La breve pausa avviata a fine febbraio si è infatti limitata al test di area 128,10, mantenendosi ampiamente al di sopra delle  ex resistenze in area 127,50. Solo discese sotto quota 126,30, trend line che sale dai minimi di maggio 2020 cancellerebbero i progressi di inizio anno comportando con buona probabilità la violazione di area 125, riferimento determinante nel medio termine.

(Claudia Cervi)