Borse record, si allontana la tegola Evergrande

Nuovi record per lo S&P500

Ieri lo S&P 500 ha chiuso la seduta sui massimi di sempre e anche oggi i future Usa puntano al rialzo, nonostante le difficoltà giovedì nel dopoborsa di alcuni grossi nomi del listino come Intel e Facebook. 

Evergrande paga gli interessi!

Una buona notizia finalmente arriva da China Evergrande: il colosso delle costruzioni sull'orlo del collasso è infatti riuscito a rimborsare una quota dei suoi debiti in scadenza. Secondo il quotidiano Security Times Evergrande dovrebbe riuscire a pagare gli 83,5 milioni di dollari di interessi sul bond marzo 2022 che servono per evitare che sabato, 23 ottobre, la società vada in default. Evergrande resta comunque oberata da 300 miliardi di dollari di debito, la resa dei conti potrebbe essere solo rimandata. 

L’inflazione resta la spina nel fianco dei mercati

Certo, sui mercati continuano a gravare i timori che gli istituti centrali debbano inasprire le loro politiche monetarie per gestire l'elevata inflazione. A conferma di questo il rendimento del Treasury Note a dieci anni è salito sui massimi di periodo a 1,68% e nell'intraday ha anche sfiorato quota 1,70%, in Europa invece il Bund decennale si indebolisce al -0,08% di rendimento: le aspettative sull'inflazione tedesca sono salite ai massimi degli ultimi 8 anni e mezzo. 

Secondo i dati Refinitiv infatti il tasso d'inflazione della Germania a 10 anni, ottenuto come differenza dei rendimenti tra un bond nominale e un bond indicizzato all'inflazione, è salito a circa l'1,81%, sui massimi da aprile 2013. Gli operatori temono che se la Bce, il cui comitato di politica monetaria si riunirà settimana prossima, manterrà una politica monetaria accomodante per favorire la ripresa economica un aumento dell'inflazione sarà inevitabile.

Da notare che le cose vanno ancora peggio negli Usa, dove il tasso di inflazione a 10 anni, calcolato in modo analogo, si posiziona ai massimi dall'agosto del 2006, al 2,64%. 

Btp, salgono i rendimenti

I rendimenti sul Btp a 10 anni seguono lo stesso percorso di quelli del Bund e salgono all' 1,02%, sui massimi da fine maggio (lo spread Btp-Bund resta quindi sostanzialmente invariato). 

Venerdì, dopo la chiusura di Wall Street, Standard & Poor's emetterà il suo giudizio sull'Italia, ma l'agenzia  dovrebbe confermare il rating sovrano a 'BBB' con outlook 'stabile', senza mutare quindi le valutazioni di aprile.

Le borse tirano un sospiro di sollievo

Per il momento comunque i mercati non sembrano troppo preoccupati dalle decisioni delle banche centrali, valutano invece positivamente la tornata delle trimestrali negli Usa e la citata notizia che, per ora, Evergrande si sarebbe salvata. Anche il rallentamento del rialzo dei prezzi di alcune materie prime, come ad esempio il rame e l'alluminio, è servita a stemperare le tensioni sull'azionario. 

Rallenta l’economia dell’area euro

E non ha frenato la corsa al rialzo nemmeno l'uscita dell'indice Ihs Markit Flash Composite Purchasing Managers relativo alla zona euro, un indice che viene visto come il barometro della salute economica dell'area. Il Pmi a ottobre è sceso sui minimi da sei mesi a questa parte, a quota 54,3, contro 56,2 di settembre, con attese di 55,2. Da considerare comunque che la soglia critica è quella dei 50 punti, che separa uno scenario di contrazione da uno di espansione. L'indice relativo ai servizi è sceso a 54,7 da 56,4, sui minimi da aprile, con previsioni di 55,5, quello relativo alla manifattura invece è sceso a ottobre a 58,5 dai 58,6 di settembre. 

A conferma del fatto che l'inflazione in futuro potrebbe essere la vera spina nel fianco dei mercati finanziari va notato che l'indice dei prezzi di produzione è salito a 72,3 da 70,4, toccando i valori massimi da quando Ihs Markit ha iniziato a calcolare il dato nel 2002. Per il momento i produttori non hanno trasferito in toto questi aumenti sui consumatori, a scapito della redditività, ma la tensione sui prezzi resta alta.

C’è ancora spazio di rialzo per le borse?

Ma allora c’è da fidarsi delle attuali quotazioni di borsa, si può comprare ancora? Per dare una risposta a questa domanda bisogna partire dalla regola dei “tre segmenti”: molto spesso le fasi correttive, quelle che interrompono una tendenza, come potrebbe essere il rialzo dai minimi del 2020, si realizzano disegnando tre segmenti. 

Nella metà circa dei casi queste oscillazioni assumono un andamento laterale, quindi sono composte da due elementi disegnati in direzione opposta a quella del trend primario, e da uno intermedio che invece si muove nella stessa direzione del trend. 

L'S&P500, con il rialzo visto dai minimi del 4 ottobre, è tornato giovedì a testare, superandoli marginalmente, i massimi di settembre a 4546 punti. Il rimbalzo dal minimo del 4 ottobre si è spinto quindi al limite dello spazio disponibile per poterlo considerare ancora la componente intermedia di una correzione complessa, quella che dovrebbe essere seguita da un ultimo elemento ribassista per potersi dire conclusa. 

Se al contrario l'indice saprà stabilizzarsi al di sopra di area 4540/50 sarà lecito sponsorizzare una ripresa duratura dell'uptrend. In questo caso a salire con buona probabilità non sarà solo lo S&P500 ma anche tutto l'azionario in genere.

(Alessandro Magagnoli)