Un inizio d'ottava da dimenticare per i mercati azionari globali, con perdite significative registrate sia in Europa che a Wall Street (intorno al 2% il declino registrato lunedì da S&P 500, Dow Jones Industrial Average e Nasdaq). Il motivo? L'ennesimo capitombolo di China Evergrande che lunedì ha perso quasi il 20% a Hong Kong (per poi registrare un ulteriore crollo di oltre il 3% nella successiva sessione). Si tratta del maggiore gruppo immobiliare di Pechino, con ramificazioni ovunque e su cui anche diversi big occidentali si sono esposti, scommettendo da tempo sul boom del mattone cinese. Abbastanza per fare tornare lo spettro di Lehman Brothers e di una crisi finanziaria sistemica e globale. Ma è davvero così? Diversi analisti lo ritengono assai improbabile, a partire da quelli di Barclays.

Improbabile che Evergrande diventi la nuova Lehman Brothers

“Sì, Evergrande è una grande società immobiliare. E sì, potrebbero esserci effetti di ricaduta sul settore immobiliare cinese, con implicazioni economiche. E sì, arriva in un momento in cui la crescita della Cina ha già iniziato a deludere", ammettono gli esperti dell'istituto britannico citati da MarketWatch. “Ma quella di Lehman è stata una crisi di portata molto diversa. Bisognerebbe assistere a un blocco degli istituti di credito in gran parte del sistema finanziario, a un forte aumento delle difficoltà di credito fuori dal settore immobiliare, con le banche non disposte a confrontarsi nel mercato del finanziamento interbancario", spiega Barclays.

Per SocGen effetto Evergrande limitato su mercato obbligazionario

L'effetto Evergrande sul mercato obbligazionario finora è stato in gran parte limitato a pochi gruppi immobiliari ad alto rendimento, notano invece Wei Yao e Michelle Lam, analisti di Société Générale (SocGen), citati sempre da MarketWatch. I principali creditori di Evergrande sono stati messi sotto pressione nel settore azionario ma il costo dei loro presiti è cambiato poco e si assiste anche a una relativa calma nei mercati monetari cinesi, anche se alcuni primi segni di accumulo di denaro hanno iniziato a emergere. Restando ai bond, spiegano gli analisti di SocGen, sembra che gli investitori "stiano differenziando tra mutuatari sicuri e rischiosi e si aspettino una ricaduta limitata sul mercato finanziario più ampio per ora".

Non come Lehman Brothers. Debiti di Evergrande per lo più in yuan

Sempre su MarketWatch, Cam Hui, analista con base in Canada, esclude che anche nel caso di collasso di Evergrande difficilmente si assisterebbe a un effetto contagio, a partire da una crisi dei mercati emergenti. E questo perché la maggior parte dei debiti della società sono denominati in yuan e poco è in dollaro Usa o altre valute estere. I mercati globali sono stati relativamente indenni dalla crisi. "Ci sarà uno scarso effetto di contagio globale perché sarà tutto contenuto in Cina", è sicuro Hui. Un certo numero di investitori ribassisti ha indicato il crollo dei prezzi dell'iron ore come un segnale di rallentamento della crescita in Cina, che potrebbe avere ripercussioni globali. Per George Pearkes di Bespoke i prezzi dell'acciaio e di altri metalli industriali stanno però reggendo ancora bene. (Raffaele Rovati)