Dopo una partenza promettente, Fca non è riuscito a confermare le sue buone intenzioni, cambiando direzione di marcia e avviandosi a concludere la sessione odierna in calo.

Fca chiude in calo dopo aver tentato un nuovo allungo

Il titolo ieri ha salutato il nuovo anno con un rialzo di un punto e mezzo percentuale, seguito a due sessioni consecutive in rosso.

Quest'oggi Fca ha anche provato ad allungare il passo, arrivando a toccare un top intraday a 15,092 euro.
Da questo massimo si è avuto un progressivo ripiegamento che ha portato ad azzerare il vantaggio iniziale, con successivo passaggio in territorio negativo.

Il titolo si è fermato a 14,84 euro, con un calo dello 0,27% e quasi 16 milioni di azioni scambiate, ben sopra la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 10,6 milioni.

Fca: focus sulle vendite a dicembre in Italia e in Francia

Fca si mostra debole malgrado le indicazioni incoraggianti arrivate ieri sul fronte delle vendite a dicembre.
Nell'ultimo mese del 2020 il mercato dell'auto in Italia ha registrato immatricolazioni in calo del 14,95%, chiudendo l'intero anno con una flessione del 27,93% rispetto al 2019.

Fca ha performato meglio del mercato a dicembre, con vendite in rialzo dell'1,1%, a fronte di una quota di mercato aumentata del 4,17% dal 22,09% al 26,26%.

Nell'intero 2020 il gruppo ha registrato immatricolazioni in riduzione del 26,76%, con una quota di mercato in lieve progresso dal 23,58% al 23,97%.  

In generale le vendite di auto sono state deboli tanto in Italia quanto in Francia, nonostante un giorno lavorativo in più, principalmente a causa dei lockdown.

In Francia dicembre è stato il quinto mese senza incentivi, con una flessione delle immatricolazioni del 10%, ma Stellantis ha sovraperformato con un calo più contenuto del 5%, grazie al contributo soprattutto di PSA e in misura minore di FCA.

In Italia invece dicembre è stato il secondo mese senza incentivi e anche in questo caso Stellantis ha fatto meglio del mercato, con una crescita dell'1%, grazie alla sovraperformance sia di FCA che di PSA.

Gli analisti di Equita ricordano che da questo mese ripartono gli incentivi per l’acquisto di nuove auto in Italia, evidenziando al contempo che il calo in Europa nell’ultimo trimestre dell’anno è già incorporato quanto meno nelle stime.

Fca: in arrivo dividendo straordinario. Chi potrà averlo e quando

A mantenere alta l'attenzione su Fca è intanto la novità annunciata ieri quando, come previsto, le rispettive assemblee hanno approvato la fusione Fca-Psa che sarà efficace dal 16 gennaio.

Il deal porta alla nascita del gruppo Stellantis e il primo giorno di quotazione sarà il 18 gennaio.  

Come conseguenza, il dividendo straordinario di FCA sarà pagato il 15 gennaio, il giorno prima del perfezionamento della nascita di Stellantis.

Come riferito in una nota ieri, il pagamento del dividendo straordinario è condizionato a un ulteriore annuncio che confermi che tutti i necessari adempimenti societari propedeutici al completamento della fusione sono stati espletati e che il dividendo straordinario è diventato incondizionato.

L'annuncio è previsto entro mercoledì 13 gennaio e in assenza dello stesso il dividendo straordinario non sarà più pagabile.

Avranno diritto a questa cedola extra gli azionisti Fca legittimati a percepirla precedentemente alla fusione, ricordando che la data di legittimazione sarà venerdì 15 gennaio.

Il dividendo straordinario non sarà pagabile su azioni Stellantis emesse a favore dei precedenti azionisti del gruppo Psa al momento dell'efficacia della fusione o ad altri azionisti che acquisteranno azioni Stellantis successivamente all'efficacia della fusione.

L'ammontare del dividendo straordinario è di 1,84 euro, per complessivi 2,9 miliardi di euro, con un rendimento a doppia cifra del 12,4% rispetto alle quotazioni attuali di Fca.

Fca: per Equita e Intesa Sanpaolo è da comprare

Intanto per il titolo arrivano due conferme bullish, visto che gli analisti di Equita SIM oggi hanno ribadito la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 20,5 euro.

Ieri invece è stata Intesa Sanpaolo a reiterare il rating "buy", con un target price a 16 euro.