Nessuna novità in apparenza da parte della Federal Reserve (Fed). Come previsto il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) ha lasciato invariati i tassi d'interesse in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25% dopo averli ridotti a sorpresa di 100 punti base in un meeting d'emergenza il 15 marzo 2020 e prima ancora di 50 punti base il 3 marzo. L'istituto centrale di Washington ha però anticipato le sue previsioni sul ritorno a un aumento del costo del denaro dal 2024 al 2023 e, soprattutto, il chairman Jerome Powell si è visto costretto ad ammettere che in Usa l'inflazione si stia muovendo sopra alle previsioni.

Powell ammette: inflazione Usa oltre le stime della Fed

"Dopo avere negato l'aumento dell'inflazione e delle aspettative sull'inflazione negli ultimi tre mesi sembra che il Fomc abbia appena rimesso le mani sul volante", ha scritto Aneta Markowska, economista di Jefferies, in un report citata da MarketWatch. In realtà la Fed non ha smentito la sua valutazione di un carattere temporaneo per il rialzo dei prezzi al consumo anche se ha aumentato al 3% dal 2,2% di marzo la stima di inflazione core (secondo la metrica della personal consumption expenditure o Pce). In ogni caso per il Fomc la Pce dovrebbe scendere al 2,1% nel 2022 e rimanere su tali valori anche nel 2023.

Fed anticipa possibile rialzo tassi dal 2024 al 2023

Lo scenario attuale prevede due aumenti nel corso del 2023 che porterebbero fino allo 0,60% i tassi d'interesse. Previsione che si basa anche sul miglioramento dell'outlook: la Fed si attende infatti una crescita del Pil al 2,4% nel 2021, contro il 2,2% indicato in marzo. Per altro ben sette rappresentanti della Fed prevedono che un incremento dei tassi possa arrivare già nel 2022. Erano solo quattro in marzo. Inoltre rimangono in cinque i membri del Fomc a restare fermi sul 2024 come anno per il ritorno all'aumento del costo del denaro. E cinque sono anche i membri che si attendono che i tassi possono raggiungere o addirittura superare l'1% nel corso del 2023. 

Per Powell troppo presto per ridurre piano stimolo Fed

C'è un altro aspetto di non poco conto, quello dello stimolo. In merito al piano di acquisto di asset per 120 miliardi di dollari al mese (che ha portato per la prima volta nella storia il bilancio della Fed oltre quota 8.000 miliardi di dollari) il Fomc si è limitato a dichiarare di avere toccato l'argomento di una riduzione. Finora nei meeting il tema non era stato neppure sfiorato. "Non sminuiamo la possibilità che questo vada avanti più a lungo del previsto e il rischio è che inizi a influenzare le aspettative d'inflazione", ha sottolineato Powell, tornando sul delicato tema dei prezzi e sull'impatto proprio sulla revisione dello stimolo. "Siamo molto lontani da ulteriori progressi sostanziali", ha aggiunto, lasciando capire che è ancora molto presto per prendere in considerazione la questione.

(Raffaele Rovati)