Borse, c'è ancora spazio di rialzo

Borse insensibili a fattori di rischio esterni 

I principali indici azionari europei e statunitensi sono passati indenni attraverso una serie di tempeste che avrebbero potuto invece essere dannose, a cominciare dall'aumento dei contagi Covid, per proseguire con il timore di una Fed sempre meno permissiva e per terminare con il caos in Afghanistan. 

Nonostante tutti questi inciampi le borse hanno continuato a macinare nuovi record, quelle americane, e a mantenersi in prossimità di massimi precedenti, quelle europee, di certo non un comportamento di un mercato timoroso.

I giganti tech contano più dell’esercito

Le spiegazioni di questo atteggiamento vanno ricercate sostanzialmente in due direzioni, la prima è la buona tenuta degli utili aziendali dei giganti tech Usa, che ormai hanno fatturati prossimi a quelli di una nazione di medie dimensioni, e che sono diventati i veri rappresentati della forza del sistema America, molto più dell'esercito schierato all'estero, la seconda è l'atteggiamento ancora molto accomodante delle banche centrali.

La Fed continua ad essere accomodante

Settimana scorsa il presidente della Fed Powell ha tranquillizzato i mercati, confermando l'atteggiamento accomodante che era emerso dalle minute dell'incontro del comitato di politica monetaria di luglio. E' vero che alcuni membri del comitato premono per una accelerazione dell'avvio del "tapering", la riduzione di acquisto di asset, ma è anche vero che la banca centrale vuole vedere il mercato del lavoro ripristinato sugli stessi livelli precedenti la pandemia, e all'appello mancano anche circa 6 milioni di posti di lavoro per raggiungere quel risultato. Occhi puntati quindi sui dati di venerdì relativi all'occupazione Usa di agosto (14:30 USA Indice retribuzioni ago; 14:30 USA Tasso di disoccupazione ago; 14:30 USA Nuovi lavoratori dipendenti non agricoli ago, attese +740mila unità, in rallentamento rispetto alle 943mila di luglio e alle 938mila di giugno a causa della variante Delta). 

Non solo la Fed promette di rimanere in attesa degli sviluppi dell'economia prima di decidere se stringere i cordoni della borsa, anche la Bce conferma di non essere intenzionata a modificare la propria politica monetaria in tempi brevi. 

Bce, non c’è urgenza di ridurre stimoli

Proprio oggi Francois Villeroy, componente del board Bce e governatore della banca centrale francese, ha dichiarato che non c'è alcuna fretta di prendere una decisione in merito alla fine del Programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pepp), sia perchè la ripresa economica nella zona euro procede a passo meno spedito che negli Stati Uniti e sia perchè la Bce può aggiustare gli acquisti mensili basandosi sulle condizioni di finanziamento. Parlando a Bfm Business radio Villeroy ha dichiarato inoltre che l'economia della zona euro dovrebbe tornare ai livelli pre-Covid all'inizio del 2022 o forse anche prima, e che per adesso il rischio di un aumento duraturo dell'inflazione è ridotto.

Per Equita Sim l’azionario è ok

Secondo gli esperti di Equita Sim tenendo conto di tutti questi elementi gli investimenti in azioni restano da favorire. Per gli analisti il messaggio inviato da Powell è coerente "con il nostro scenario base di una crescita economica che si manterrà robusta, di un'inflazione strutturalmente più elevata rispetto al passato ma in diminuzione rispetto ai livelli attuali, e tassi d'interesse che resteranno bassi". Equita Sim ritiene che le banche centrali abbiano ancora la necessità di supportare e finanziare le aggressive politiche fiscali dei governi. Il forte rialzo messo a segno dagli indici azionari nel corso dell'anno è evidente, piccole correzioni fisiologiche non si possono quindi escludere, ma il quadro di fondo continua ad essere di supporto per l'azionario come asset class. Gli esperti di Equita e in particolare continuano a privilegiare i titoli e i settori legati al "reflation trade" e al "re-opening", in particolare gli energetici e i finanziari. I mercati sanno che l'annuncio di una riduzione degli acquisti di bond, attualmente di 120 miliardi di dollari al mese, da parte della Fed a novembre o a dicembre resta molto probabile ma per il momento questa consapevolezza non ha provocato cambiamenti di rotta nel trend degli indici.

Tutto bene quindi? 

Msci World, la fine dell’uptrend è in vista?

L'analisi grafica in realtà qualche segnale di rallentamento dell'uptrend di medio lungo termine inizia ad inviarlo. 

L'Msci World in dollari, indice rappresentativo dell'andamento della borsa mondiale, ha disegnato 14 candele mensili di rialzo sulle ultime 18. L'indicatore Candle Counter di FTAOnLine (www.ftaonline.com) mostra che negli ultimi 30 anni questa situazione si è verificata solo altre 6 volte, di norma in anticipo rispetto ad una fase laterale o di ripiegamento. Solo nel 2004 l'indicatore ha esteso rispetto alla serie attuale, con un periodo di rialzo ininterrotto più esteso. Ovviamente trattandosi di un grafico mensile la sensibilità non è quella del trading di breve, ma in ottica di medio lungo termine, quindi da qui a fine anno, la probabilità che l'indice Msci World possa andare incontro ad una fase laterale o di correzione è molto elevata. 

Il “trailing stop”

Piuttosto che fasciarsi la testa prima di averla rotta, quindi di chiudere le posizioni al rialzo prima che il trend crescente sia effettivamente terminato, la strategia da adottare è quella di mantenere gli acquisti sull'azionario ma adottando uno “stop profit” variabile, il cosiddetto "trailing stop". Una soluzione possibile sarebbe quella di posizionare questo livello di stop sul minimo del mese precedente quello attuale (per quello che riguarda agosto, ormai concluso, lo stop può essere sul minimo di agosto, livello da adottare anche nel corso del mese di settembre.

(Alessandro Magagnoli)