Negli ultimi tempi i mercati azionari, e non solo, hanno fatto i conti con i timori crescenti di un potenziale rialzo dell'inflazione specie negli Stati Uniti.

Un aumento della dinamica dei prezzi al consumo avrebbe inevitabili ripercussioni sulle scelte di politica monetaria, della Federal Reserve prima e della BCE dopo.

Federal Reserve: quale politica monetaria nel breve?

Secondo Mark Nash, Gestore Fixed Income di Jupiter AM, Le banche centrali, compresa la Federal Reserve, dovrebbero rimanere accomodanti nel breve termine. La credibilità è tutto per la Fed e dunque è improbabile che cambi rapidamente rotta. 

Il gestore si aspetta che la Banca Centrale americana continui a mantenere i tassi reali generalmente bassi, impedendo al dollaro di salire vertiginosamente, come abbiamo visto nel primo trimestre, e mantenendo le condizioni finanziarie molto favorevoli per dare alla reflazione una buona possibilità in futuro.

Focus sull'inflazione: la view di Jupiter AM

Le aspettative di inflazione più lontane possono sembrare piuttosto alte rispetto agli ultimi cinque anni, tuttavia questo periodo ha rappresentato una fase di prezzi di inflazione eccezionalmente bassi nel mercato e, rispetto alla storia precedente, l'inflazione si trova nella parte bassa di quel vecchio intervallo. I dati sono molto disordinati, ma non vediamo nulla che sia davvero una sorpresa.

Come spiegato da Mark Nash, stiamo assistendo a un'impennata della domanda in un periodo molto breve, mentre il lato dell'offerta non si è ancora completamente riaperto e c'è carenza di manodopera.

Questo perchè le persone rimangono caute nel lasciare le loro case man mano che usciamo dalla pandemia e quei lavoratori rimangono supportati dai pacchetti di sostegno all'occupazione del governo.

L'inflazione è stata trainata da settori come la ristorazione, gli hotel e gli affitti per le vacanze in seguito all'apertura delle economie, ma questo effetto dovrebbe iniziare a diminuire nel tempo.

Affinché l'inflazione sia un problema persistente, il gestore crede che i salari debbano aumentare con l'emergere di carenze di manodopera a lungo termine, che al momento rimangono abbastanza contenute.

Nello stesso modo in cui la deflazione scoraggia i prestiti per spendere e investire, l'inflazione fa il contrario.
Quindi la Fed vedrà questo come un fatto positivo e a detta di Nash non si preoccuperà dell'indice dei prezzi al consumo a breve termine.

Uno sguardo all'Europa

Passando all'Europa, le obbligazioni sovrane stanno sottoperformando, il che è un riflesso dell'ambiente reflazionistico come fenomeno globale.

Man mano che andiamo avanti e i rendimenti iniziano a salire, il mercato inizierà a prezzare di più i fondamentali nazionali con l'aumento dei costi del loro debito.

Nel frattempo il dollaro continuerà il suo declino, finché i rendimenti reali degli Stati Uniti rimarranno bassi e gli ultimi 2-3 mesi saranno un brutto sogno per i mercati del rischio.

Per questi motivi il gestore di Jupiter AM crede che possiamo continuare sulla strada in cui gli investitori puntano ai mercati emergenti per opportunità di alpha nei prossimi mesi.