Analisi dei 5 campioni dello S&P500: quanto rischiano le borse dopo l’ultima riunione della Federal Reserve?

Fed, attesi tre rialzi dei tassi nel 2022

La Fed ha deciso ieri di lasciare invariati i tassi di interesse anche se ha avvertito i mercati che nel 2022 potrebbero esserci 2 o anche 3 rialzi di 25 punti base ciascuno. Il Federal Open Market Committee al termine del suo meeting di due giorni ha anche annunciato un'accelerazione nell'uscita delle politiche di allentamento monetario perseguite per anni. Accelerazione che riguarda il tapering: l'azzeramento del colossale piano di stimolo si concretizzerà entro marzo e non per luglio come precedentemente previsto. 

Sul fronte del costo del denaro la Fed prevede tre aumenti di 25 punti base per i tassi d'interesse nel corso del 2022, altri tre nel 2023 e due nel 2024. 

La Fed agirà solo se le condizioni lo consentiranno

Nonostante queste novità gli indici Usa non hanno sofferto, anzi hanno saputo mettere a segno robusti rialzi. Se da un lato la Fed ha fatto capire che nel 2022 potrebbero esserci anche 3 rialzi dei tassi, dall'altro Powell è rimasto flessibile: un aumento dei contagi potrebbe suggerire un approccio più morbido. Inoltre la Fed continuerà a monitorare il mercato del lavoro e non agirà sui tassi prima di essere soddisfatta del suo andamento. 

E poi c'è l'economia da considerare: le vendite al dettaglio di novembre sono salite solo dello 0,3% dal mese precedente con attese di un +0,8%. Insomma, la Fed è pronta ad agire ma non lo farà ad ogni costo, e questo basta alle borse per proseguire sulla strada del rialzo. E se alla fine lo farà sarà perché valuta che l’economia (e quindi gli utili aziendali) sia in grado di reggere il colpo senza troppi danni.

Aggiornate le stime di crescita per il 2022

La banca centrale ha anche aggiornato le stime di crescita e inflazione: il Pil è visto in aumento del 5,5% nel 2021, del 2,6% nel 2022 e del 2,3% nel 2023. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 4,3% quest'anno. L'inflazione rischia invece di crescere del 2,6% nel 2022, di più del 2,2% previsto a settembre. Per quello che riguarda la pandemia Powell si conferma attento ai suoi sviluppi "La strada dell'economia continua a dipendere dal virus. I rischi alle prospettive economiche rimangono, inclusi quelli derivanti dalle nuove varianti del virus" e la Fed rimane "pronta ad adeguare la velocità degli acquisti se fosse necessario". 

L'economia comunque per ora tiene. La Federal reserve di New York ha comunicato che l'indice Empire State Manufactoring (che misura l'andamento dell'attività manifatturiera di New York) si attesta nel mese di dicembre a +31,9 punti da +30,9 punti di novembre, risultando superiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a 25 punti. L'Indice del Mercato Immobiliare NAHB (National Association of Home Builders) si è attestato a 84 punti nel mese di dicembre da 83 punti della lettura precedente (consensus pari a 83 punti). 

La Bank of England apre le danze

Intanto oggi ha aperto le danze la Banca d'Inghilterra che ha alzato i tassi (dallo 0,1% allo 0,25%) con l'intento di contenere la crescita dell'inflazione, a novembre risultata ai massimi degli ultimi 10 anni.  

S&P500, ecco come anticiparne le mosse

Per cercare di capire se effettivamente la borsa, in particolare l'indice S&P500, che è il benchmark non solo per la borsa Usa ma che condiziona in modo pesante con il suo andamento il sentiment anche degli operatori delle altre piazze finanziarie, sarà in grado di continuare a crescere nonostante il mutato atteggiamento della banca centrale, è possibile rivolgere lo sguardo, oltre che al grafico dell'indice stesso, anche a quei titoli che hanno contribuito alla sua performance nel corso del 2021 (fino ad ora il 25% circa, prendendo come riferimento la chiusura del 31/12/2020 a 3756,07 e quella del 15 dicembre a 4709,85 punti). 

I 5 campioni del 2021

I 5 campioni del 2021 sono per il momento Moderna, Devon Energy, Bath & Body Works, Nvidia e Ford. Fino a che questi titoli, o la maggioranza di essi, manterrà una impostazione grafica positiva sarà possibile scommettere sul proseguimento dell'ascesa anche per l'indice, in caso contrario aumenterebbe invece il rischio di essere in una zona di massimi di periodo. 

Con l'eccezione di Moderna, che ha legato le sue sorti a doppio filo con l'evoluzione della pandemia di Covid e che quindi fa storia a parte, gli altri 4 titoli hanno un andamento abbastanza simile, per tutti infatti, così come per lo S&P500 del resto, è possibile individuare una certa stanchezza dell'uptrend dopo il raggiungimento dei massimi di novembre, stanchezza che non si è ancora tramutata in debolezza. 

Supporti critici da controllare

Potremmo quindi essere con la stessa probabilità in presenza o di una fase di semplice pausa dopo la precedente corsa al rialzo, oppure di una fase di "distribuzione", quella che secondo la teoria di Dow anticipa un ripiegamento. 

Nel caso dello S&P500 il livello chiave in questa fase per capire quale dei due scenari sia il più probabile, ripresa del rialzo o ripiegamento, è il supporto offerto a 4600 punti circa dalla media mobile esponenziale a 50 giorni. La violazione della media farebbe vacillare l'ipotesi rialzista, cali al di sotto di 4470, linea di tendenza che sale dal minimo di marzo, le darebbero poi il colpo di grazia. 

Per quello che riguarda Devon Energy la media passa a 40,50 circa, è stata quindi messa sotto pressione dai prezzi nelle ultime sedute. Solo sotto i minimi del "martello" del 15 dicembre a 38,17 verrebbe tuttavia inviato un primo segnale preoccupante. Per Bath & Body Works la media mobile passa a 71,80 circa, supporto che dovrà quindi tenere per evitare un avvitamento al ribasso. Per Nvidia la media esponenziale a 50 giorni transita a 281 dollari circa, è quindi stata testata il 14 dicembre e da quella si è realizzato un deciso rimbalzo. Sotto area 280 verrebbe anche completato il potenziale testa spalle ribassista disegnato dal top del 9 novembre, il segnale di debolezza alla violazione del supporto sarebbe quindi duplice. Infine la media a 50 giorni di Ford è ancora distante, passa infatti a 18,40 circa. 

In conclusione

Per il momento quindi la fase laterale disegnata dal titolo può ancora essere vista come una semplice pausa dell'uptrend. In sintesi lo studio dei grafici di questi "campioni 2021" dello S&P500 non fa altro che ribadire quello che si può ricavare dall'analisi dell'indice: la frenata dell'uptrend non è da sottovalutare, tuttavia per il momento la tendenza rialzista resta ancora in sella. 

(Alessandro Magagnoli)