Borse, il rialzo può proseguire. Secondo il sondaggio di Bank of America sui gestori dei fondi la fiducia sull’azionario resta alta. 

I mercati restano concentrali sull’inflazione

Archiviato l'incontro virtuale tra Joe Biden e Xi Jinping i mercati azionari sono tornati a concentrarsi sul tema caldo dell'inflazione. 

L'incontro tra i capi delle due superpotenze è durato tre ore e ha parzialmente rasserenato il clima tra le parti, anche se Washington e Pechino sono rimaste sulle rispettive posizioni. In ogni caso il tentativo di disgelo ha sostenuto per qualche ora la performance di Wall Street ma l'effetto positivo si è rivelato di breve durata e sembra già essere svanito nel corso della seduta odierna.

Il dato di martedì sulle vendite retail a stelle strisce, superiore alle attese degli economisti, conferma la solidità della ripresa, conforta la Federal Reserve nel suo programma di tapering dello stimolo e, in ultima battuta, avvicina il momento in cui i tassi d'interesse Usa potranno tornare a crescere. 

All’interno della Fed c’è chi vuole il rialzo dei tassi

Come accennato i dati macro in uscita dagli Usa non aiutano certo l’atteggiamento attendista della Fed: se l’economia corre più del previsto c’è il rischio che anche l’inflazione faccia lo stesso e temporeggiare prima di alzare i tassi potrebbe essere rischioso. E infatti il governatore della Fed di Saint Louis James Bullard, ha invitato la banca centrale ad agire in fretta, a dimostrarsi più aggressiva "tack in a more hawkish direction". 

Dati macro Usa sorprendentemente buoni

A ottobre la produzione industriale Usa è cresciuta del +1,6% mese su mese, sopra le attese del +0,9% e con un dato precedente che era negativo del -1,3%. Il tasso della capacità produttiva è salito al 76,4% dal 75,2% (atteso 75,8%). 

Sempre a ottobre le vendite al dettaglio sono cresciute mese su mese dell'1,7%, dal +0,8% di settembre e con attese del +1,4%. E stato migliore del previsto anche il dato depurato dalle componenti volatili (automobili e carburante). 

Dollaro superstar

A fare le spese dei dati buoni sono stati i bond, il rendimento del Treasury Note a dieci anni è salito all'1,64%. Molto forte anche il dollaro, che contro euro è sceso fino a 1,1265 circa prima di rimbalzare in area 1,1305 (si sta disegnando una candela "hammer" sulla base del canale ribassista che parte dal top di inizio giugno, un supporto che potrebbe anche contenere per ora la discesa). 

Fed, non tutti sono “falchi”

Non tutti i membri della Fed hanno tuttavia lo stesso atteggiamento di Bullard. Mary Daly, president della Federal Reserve Bank (Fed) di San Francisco, parlando martedì a un evento per il Commonwealth Club of California è tornata a sottolineare quanto la pazienza sia la scelta corretta per l'istituto centrale di Washington. "Reagire in risposta a fattori che probabilmente non dureranno ci allontanerà dai nostri obiettivi, non ci avvicinerà", ha dichiarato, aggiungendo come l'aumento dei tassi d'interesse ora non risolverebbe i colli di bottiglia della supply chain e altri problemi temporanei che stanno facendo salire i prezzi. Rallenterebbe inoltre la creazione di posti di lavoro e la ripresa. "Anche se è facile confondere il movimento con la competenza o l'azione con l'attenzione, correre a capofitto nella nebbia può essere costoso. La pazienza è l'azione più audace che possiamo intraprendere", ha concluso Daly, secondo quanto riportato da Reuters. 

L’inflazione sale anche nel Regno Unito

Gli indizi di aumento dei prezzi restano tuttavia evidenti, non solo negli Usa. Nel Regno Unito nel mese di ottobre si è registrata una crescita dell'1,1% su base mensile per l'indice dei prezzi in uscita, dopo un incremento dello 0,5% rilevato a settembre (consensus +0,7%). Su base annua si evidenzia una variazione positiva dell'8% dopo l'incremento del 7% della rilevazione precedente (attese +7,3%). I prezzi alla produzione in entrata sono cresciuti dell'1,4% su base mensile dopo l'incremento dello 0,4% della rilevazione precedente (consensus +1,1%). Su base annuale i prezzi in entrata sono cresciuti del 13% dopo la crescita del 11,4% a settembre (consensus +12,1%). Inoltre il Retail Price Index (RPI) di ottobre è cresciuto del +6% a/a da +4,9% a/a (atteso +5,7% a/a). 

L'atteggiamento dei mercati nei confronti delle azioni, in particolare di quelle Usa, rimane, all'apparenza almeno, sereno.

Bank of America, il sentiment resta rialzista per le borse

Secondo l'ultimo sondaggio di Bank of America Merrill Lynch relativo alle posizioni dei gestori dei fondi, il sovrappeso dei grandi investitori istituzionali sulle azioni di Wall Street ha raggiunto un livello mai visto dall'agosto del 2013, raggiungendo il 29%, un aumento del 13% su base mensile. 

I gestori sono inoltre rialzisti sulle azioni europee, il 71% di essi si aspetta che la fase positiva possa proseguire almeno fino al 2022, erano il 65% nel mese precedente, e la percentuale di coloro che le considera sopravvalutate è la più bassa dal marzo 2019.

In generale il 44% investitori ritiene che il rischio maggiore in questo momento sia quello di uscire prematuramente dalle azioni. Il 33% ritiene che l'inflazione sia l'altro grande rischio per i mercati, una percentuale che si è ridotta dal 48% del mese precedente. Addirittura il 14% ipotizza un calo dell'inflazione globale il prossimo anno.

Sondaggio BofA, tassi Usa in crescita nel 2022

Le attese dei gestori in merito all'economia globale sono in miglioramento e il 62% degli intervistati ritiene che il ciclo espansivo non toccherà il suo massimo se non il prossimo anno. Solo il 26% pensa che il picco sia già stato raggiunto. Oltre l'80% degli intervistati prevede un aumento dei tassi Usa a breve termine l'anno prossimo.

(Alessandro Magagnoli)