C’è attesa oggi per la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del Federal Open Market Committee della Federal Reserve.

Fed divisa tra falchi e colombe

La banca centrale Usa è divisa sulla necessità di iniziare quanto prima il “tapering”, ovvero la riduzione degli acquisti di asset, per evitare che l’economia si surriscaldi. Alcuni esponenti spingono in quella direzione, altri, tra cui anche il Governatore Powell, sono invece più inclini all’attesa. 

I dati Usa di ieri lasciano già intravedere un rallentamento della ripresa e portano quindi acqua al mulino delle “colombe”. Gli investitori sono ancora dell’idea che presto si andrà incontro ad una normalizzazione della politica monetaria negli Usa, ma dopo i recenti dati macro e con il Covid che ancora fa paura c’è la propensione a pensare che la banca centrale procederà comunque con più cautela rispetto a quanto invocato da alcuni esponenti della stessa Fed, i cosiddetti “falchi”.

Economia Usa, la ripresa rallenta

Le vendite al dettaglio anticipate, in luglio sono scese dell'1,1% su base mensile, il dato precedente era di +0,7% e le attese degli analisti erano di -0,3%. Le vendite di beni essenziali, ovvero escluse le auto, sono scese dello -0,4%, contro le stime di +0,1% e con un dato precedente di +1,6%. L'indice NAHB sulle aspettative dei costruttori di case è sceso ad agosto a 75, sui minimi degli ultimi 13 mesi, con attese di a 80, lo stesso valore di luglio.

Per adesso l’effetto sulla borsa di questi dati è stato negativo, ieri l’indice S&P 500 ha perso lo 0,7%, il ribasso giornaliero più esteso delle ultime quattro settimane. Il mercato teme evidentemente nel breve termine più gli effetti della variante Delta che quelli di un atteggiamento più restrittivo da parte della Fed.

Il capo della Fed non ha fretta

Secondo Jerome Powell è ancora incerto l'impatto che la variante Delta del Covid-19 avrà sull'economia Usa. "Direi che non è ancora chiaro se il ceppo Delta avrà effetti importanti sull'economia. Dovremo vedere", ha dichiarato martedì nel corso dell'incontro virtuale con studenti e insegnanti At Conversation with the Chair: A Virtual Teacher and Student Town Hall Meeting. "Ci sono ancora milioni di persone che erano occupate nel settore dei servizi e continuano a essere senza lavoro, quindi questa è una parte importante della ripresa che è lungi dall'essere completa", ha sottolineato Powell. "Il Covid è ancora con noi e probabilmente continuerà per un po' a essere così ma le persone e le aziende hanno improvvisato e hanno imparato ad adattarsi. Per vivere la loro vita nonostante il Covid", ha aggiunto.

Anche Neel Kashkari, president della Federal Reserve (Fed) di Minneapolis, è uno dei rappresentanti dell'istituto centrale di Washington che vuole vedere ancora alcuni solidi rapporti sull'occupazione Usa prima di prendere in considerazione una riduzione del piano di stimolo. "Se vedremo qualche altro dato come quello che abbiamo ricevuto per ultimo, allora mi sentirò a mio agio nel dire che forse non abbiamo completamente riempito il buco in cui siamo stati ma abbiamo fatto un sacco di progressi e dunque sarà il momento di iniziare a ridurre gradualmente i nostri acquisti di asset", ha dichiarato in un'intervista a Joe Weisenthal e Tracy Alloway nel podcast Odd Lots di Bloomberg. "Non è questione di se ma di quando", ha sottolineato successivamente Kashkari intervenendo al Pacific Northwest Economic Regional Annual Summit di Big Sky, in Montana. "Ci sono molti dibattiti pubblici se sarà alla fine di quest'anno, all'inizio del prossimo: sembrano tempistiche ragionevoli ma alla fine saranno i dati a decidere", ha concluso.

Ecco il pensiero dei “falchi”

Al contrario secondo Eric Rosengren, president della Federal Reserve (Fed) di Boston, altri positivi dati sul lavoro in Usa potrebbero essere un sostegno per l'annuncio della riduzione del piano di stimolo dell'istituto centrale di Washington già in occasione del meeting del Federal Open Market Committee (Fomc) di 21 e 22 settembre. "Abbiamo avuto due mesi di fila in cui abbiamo creato più di 900.000 posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è sceso di mezzo punto al 5,4% e se avremo un altro rapporto forte sull'occupazione, penso che sarei favorevole ad annunciare a settembre che siamo pronti per iniziare il tapering", ha dichiarato in un'intervista alla Cnbc. Rosengren non è il solo rappresentante della Fed a sostenere che già in autunno si possa iniziare a tagliare gli acquisti mensili per 120 miliardi di dollari in Treasury e titoli immobiliari. Anche Robert Kaplan, president della Fed di Dallas, si è infatti già espresso in tal senso.

Robert Kaplan, president della Federal Reserve Bank (Fed) di Dallas, ha detto che spingerà i suoi colleghi dell'istituto centrale di Washington ad annunciare già in settembre un piano per la riduzione del programma di stimolo che la Fed conduce attraverso l'acquisto per 120 miliardi di dollari al mese di Treasury e titoli immobiliari. "Se l'economia si svilupperà tra ora e il meeting di settembre nel modo in cui mi aspetto, sarei favorevole all'annuncio di un piano in settembre e all'inizio della riduzione in ottobre", ha dichiarato in un'intervista alla Cnbc.

Anche secondo Esther George, president e chief executive della Federal Reserve (Fed) di Kansas City, è arrivata l'ora di porre fine all'acquisto di asset da parte dell'istituto centrale di Washington. "Mentre la ripresa è in corso deve seguire una transizione da un adattamento straordinario della politica monetaria a impostazioni più neutre", ha dichiarato nel corso di una conferenza virtuale della National Association of Business Economics. Anche se gran parte dell'attuale picco dell'inflazione è il risultato di fattori straordinari, ci sono segnali di una forte domanda continua, il mercato del lavoro si sta riprendendo e le aspettative d'inflazione sono ferme, ha aggiunto. "Sono favorevole a portare a termine gli acquisti di asset in queste condizioni", ha concluso George, riferendosi al programma di acquisto per 120 miliardi di dollari al mese in Treasury e titoli immobiliari.

S&P500, per adesso l’uptrend tiene

Per valutare la salute della tendenza rialzista dello S&P500 il suggerimento è quello di controllare due importanti supporti, la trend line rialzista disegnata dai minimi di fine ottobre, in transito attualmente a 4395 punti, e la media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 4350 circa. Solo una decisa violazione di quest'area di sostegno potrebbe anticipare un mutato atteggiamento del mercato nei confronti della borsa Usa. Rischio in quel caso di discese in area 4150 almeno.

Fino a che l'area di supporto indicata rimarrà intatta le attese saranno invece di proseguimento della fase positiva, target a 4770/80 punti, lato alto del canale crescente ipotizzabile dai minimi di ottobre 2020.

(Alessandro Magagnoli)