Fed e tassi di interesse: i mercati temono il rialzo. Le recenti turbolenze delle azioni sono causate dal timore di un rialzo dei tassi anticipato a causa dell’inflazione. Ecco come reagiscono il Nasdaq 100 e il Dow Jones Industrial.

Economia Usa in forte espansione

L'economia Usa è in forte espansione grazie anche al recente pacchetto di stimolo da 1900 miliardi approvato dal nuovo presidente Biden e cresce più rapidamente delle altre, Cina esclusa. Questo comporta una crescita dell’inflazione che alla lunga potrebbe costringere la Fed a rivedere la sua politica monetaria.

La Federal Reserve resta protagonista

A sostenere l'economia, e le borse, contribuisce infatti, oltre all’azione del governo, anche l'atteggiamento di politica monetaria ultra espansiva della Federal Reserve, e proprio in questa luce vanno viste le parole pronunciate dal segretario al Tesoro Janet Yellen a un seminario economico presentato da The Atlantic. La Yellen ha dichiarato "It may be that interest rates will have to rise somewhat to make sure that our economy doesn't overheat" aggiungendo poi, riferendosi ai piani di sostegno di Biden, "Even though the additional spending is relatively small relative to the size of the economy, it could cause some very modest increases in interest rates". In sintesi la Yellen avrebbe detto che i tassi potrebbero dovere salire un poco per essere sicuri che l’economia non si surriscaldi.

I mercati sanno bene che Janet Yellen, prima di essere segretario al Tesoro è stata anche a capo della Federal Reserve e si sono domandati se questo fosse un “pizzino” della banca centrale, un modo per fare filtrare un messaggio di certo non rassicurante. Che i tassi prima o poi dovranno salire lo sanno tutti, ma i mercati per il momento credono ancora che questo non accadrà a breve e ogni indizio in senso contrario li destabilizza.

Il presidente della Fed di Dallas pensa al “tapering”

E non è stata solo la Yellen a pronunciare parole invise agli investitori, Robert Kaplan, presidente della Federal Reserve Bank (Fed) di Dallas, si è detto pronto a discutere su come e quando mettere un freno allo stimolo economico. In dicembre l'istituto centrale di Washington aveva dichiarato che avrebbe continuato con gli acquisti di asset fino a quando l'economia non avesse raggiunto un benchmark di "ulteriore miglioramento sostenuto" verso gli obiettivi di doppio mandato d'inflazione al 2% nel lungo periodo e piena occupazione.

Intervistato da MarketWatch, Kaplan ha notato come molte cose siano cambiate da allora. "Penso che avrebbe senso per lo meno iniziare a discutere di come potremmo aggiustare questi acquisti e sarebbe meglio iniziare a discutere il prima possibile", ha precisato, sottolineando di avere maggiore fiducia rispetto a tre mesi fa sul fatto che l'economia stia resistendo alla pandemia e sia sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi della Fed.

Economia di gran carriera

La Federal Reserve tiene i tassi vicini allo zero ma l'economia viaggia al passo più veloce degli ultimi 40 anni, l'inflazione potrebbe quindi fare balzi inattesi e sgraditi che rischiano di costringere la banca centrale ad agire.

Il noto economista Larry Summers a marzo aveva dichiarato che le politiche di stimolo recentemente adottate sono le "meno responsabili" degli ultimi 40 anni dal momento che porteranno ad una impennata dell'inflazione.

Moody’s teme l’inflazione

Moody's ha annunciato di avere rivisto al rialzo l'outlook sulla crescita del Pil reale degli Usa per il 2021 a quasi +7% e a oltre il +5% per il 2022, ma ha anche dichiarato che l'inflazione "sta accelerando il passo. Il rialzo dei prezzi delle commodities e dei fattori industriali dovrebbe comunque smorzarsi verso la parte finale di quest'anno" ma è comunque "improbabile che l'inflazione moderi il passo quanto il presidente della Federal Reserve Jerome Powell  suggerisce". Moody's è convinta che la Fed dovrà anticipare l'aumento dei tassi. Se a luglio gli Usa avranno raggiunto l'immunità di gregge la Fed potrebbe iniziare a parlare di "tapering", ovvero di una riduzione degli acquisti di bond.

La Yellen ci mette una pezza

Tornando alla Yellen gli investimenti prospettati dall’amministrazione Biden sono necessari perchè gli Usa siano competitivi e produttivi e perchè l'economia possa crescere più velocemente. Gli Usa hanno stanziato dall'inizio della pandemia 5300 miliardi di dollari come stimolo, 3000 miliardi di deficit nel 2020 e 1700 nella prima metà dell'anno fiscale 2021. Biden ha poi sponsorizzato anche un piano da 4000 miliardi sulle infrastrutture e altri progetti a lungo termine.

La Yellen si è accorta di avere tirato troppo la corda con i mercati e infatti quasi subito dopo aver parlato di potenziali rialzi del costo del denaro è subito corsa a fare delle rettifiche, anche se ormai il crollo di martedì si era già realizzato. In una intervista al The Wall Street Journal CEO Council ha detto, in merito al rialzo dei tassi "It's not something I'm predicting or recommending" e in merito alla sua capacità di influenzare la banca centrale ha dichiarato "If anybody appreciates the independence of the Fed, I think that person is me". Resta il fatto che i commenti da “falco” ormai sono stati fatti e che le borse potrebbero entrare in modalità “risk off”, ovvero iniziare una fase correttiva. E non si pensi che questa sia una questione limitata agli Usa, come sempre accade un deterioramento del sentiment per Wall Street andrebbe ad influenzare anche quello dei listini europei.

Nasdaq 100, figura ribassista incombente

Un primo segnale graficamente evidente di debolezza lo ha inviato il Nasdaq 100, che ha violato i minimi del 21 e 22 aprile, allineati sugli stessi livelli, completando la figura a doppio massimo disegnata in area 14080 dal 16 aprile. Per il momento i prezzi si sono arrestati in area 13395 senza violare la trend line crescente disegnata dai minimi di inizio marzo, se quel supporto dovesse cedere l'indice dell'alta tecnologia potrebbe però puntare con decisione ai minimi di marzo. Sotto area 13400 rischio di cali fino a 12700 almeno. Solo sopra 13800 primi segnali in favore del ritorno sulla resistenza critica di area 14100. Oltre quella soglia segnali di forza per 14800.

Situazione delicata anche per il Dow Jones Industrial

Situazione delicata anche per il Dow Jones Industrial, che nelle ultime sedute si è trovato in difficoltà nel superamento della linea che unisce i massimi di novembre e di marzo, potenziale limite superiore di una figura "ending diagonal" che potrebbe rappresentare la porzione terminale di tutto il movimento rialzista in atto dal marzo 2020.

Nella teoria delle onde di Elliott è previsto che l'onda 5 della sequenza rialzista, che è formata da 5 segmenti, possa assumere la forma di un cono crescente che l'indice Dow Jones ha disegnato negli ultimi mesi, con la parte superiore del cono formata dalla trend line che unisce i massimi di novembre e quelli di marzo.

La base di questa figura è ancora abbastanza lontana, a 33450 circa, ma la sua violazione rischierebbe di dare il via ad un movimento ribassista diretto almeno fino sui minimi di marzo a 30540 circa. Solo oltre area 34400 il rischio di una evoluzione negativa dei prezzi verrebbe allontanato in modo netto.

(Alessandro Magagnoli)