Dopo la presentazione di conti in linea con le attese, il titolo Ferrari (RACE) è andato in altalena: le vendite inizialmente scatenatesi si sono poi arrestate con un bel rimbalzo dall’estremo inferiore della banda Bollinger. I massimi di inizio anno sono rimasti però intatti e il titolo, brillantissimo nel lungo periodo, si trova alle prese con le perplessità degli investitori

A preoccupare è anzitutto l’impatto della pandemia e non è un caso che l’azienda dedichi pagine intere alle strategie adottate per mitigare gli effetti del Covid-19.

L’idea di espandersi nel settore dell’abbigliamento ha fatto inarcare qualche sopracciglio di troppo e la sfilata di giugno non ha fatto urlare al miracolo.

La debolezza in Cina e la concorrenza di Lamborghini, che si posiziona egualmente nella fascia alta delle auto sportive, sono altri fattori non trascurabili. A queste condizioni, il Cavallino può continuare a rampare e bruciare tutti? Scopriamolo assieme. 

È meglio la Ferrari o la Lamborghini?

La vexata quaestio è diventata tale soprattutto negli ultimi anni, allorché Lamborghini ha incominciato una straordinaria cavalcata per detronizzare il Cavallino, sia nell’immaginario collettivo che nelle vendite delle auto sportive di altissima gamma. 

Se il quesito si pone su un piano soggettivo, è francamente impossibile rispondere: taluni preferiscono le linee più morbide di Lamborghini; altri non resistono alla fascinazione delle super car di Maranello. 

Da un punto di vista eminentemente matematico, tuttavia, si può asserire che Ferrari continui a dettar legge, benché l’ascesa di Lamborghini sia inarrestabile. Infatti, dopo una fisiologica flessione nel 2020, con gli impianti chiusi per più di due mesi e il mondo intero ai domiciliari, la casa automobilistica bolognese ha consegnato 4853 vetture in sei mesi, a meno di mille unità di distanza dal Cavallino (5456). 

Mai le due aziende erano state così numericamente vicine. 

Per altro nel 2020, a buon diritto un vero annus horribilis, Ferrari aveva segnato un decremento del 10%, mentre Lamborghini ha registrato un livello record di marginalità – pur avendo uno stop significativo nelle consegne, ma meno pronunciato di quello del Cavallino – e ora è in una fase espansiva di cui non si scorge la fine

Quanto vende Ferrari in Cina? 

Il dato forse più preoccupante per Ferrari arriva proprio dalla Cina (comprensiva di Taiwan e Hong Kong), benché in molti abbiano rilevato il contrario, registrando un aumento di oltre il 500% rispetto al 2020. Paragone, a mio avviso, improprio, dacché si trattava del momento più duro del lockdown.

Meglio, invece, considerare il 2019, quindi prima della pandemia, quando l’azienda di Maranello era in grado di consegnare in Cina più di 300 vetture in tre mesi: per arrivare a 360 è servito un intero semestre. 

Il paragone con Lamborghini poi torna ancora utile: le Lambo acquistate nel suolo del Dragone sono state ben 604, numeri quasi doppi rispetto a Ferrari. Inoltre, mentre per Lamborghini la Cina rappresenta il terzo mercato al mondo – e si appresta ad essere il secondo, stante la risibile differenza con la Germania – Ferrari vende là solo il 6.6% delle sue splendide automobili. 

Spiegare il tutto con la nuova politica tendenzialmente protezionistica di Xi Jinping appare come semplicistico e riprendere terreno in Cina è essenziale per avviarsi a una crescita sostenibile nel lungo termine. In altri termini, ai dollari americani sarà bene che si aggiungano il prima possibile gli yuan dei danarosi imprenditori cinesi. 

Ferrari produce capi d’abbigliamento? 

Con un occhio attento alla diversificazione, il presidentissimo John Elkann ha pensato di sfruttare il marchio Ferrari per produrre una linea d’abbigliamento da posizionare nel segmento luxury. In precedenza, invece, venivano prodotti dei capi senza tali pretese.

Il 13 giugno di quest’anno è stata così presentata la prima collezione curata da Rocco Iannone, prima a Pal Zileri, ma anche designer per Armani e Dolce&Gabbana. In attesa dei primi dati, c’è da dire che la reazione degli esperti del settore non è stata del tutto positiva: tra richiami allo streetwear in salsa Off-White (le industrial-belt su tutto) e riferimenti ai bolidi, l’impressione è di trovarsi di fronte a un qualcosa di già visto. 

Il progetto di Elkann, però, è solo all’inizio e l’interessamento per Armani testimonierebbe la volontà (o almeno l’idea) di costituire un polo tutto italiano del lusso. Per ora Armani non sembra convinto, ma battersi a mani nude contro LVHM e Kering è tutt’altro che semplice. 

Trovare clienti disposti a dare fiducia a quello che è a tutti gli effetti un nuovo brand, al di là della gloriosa storia di Ferrari e del suo iconico marchio, sarà compito arduo: i millennials che indossano Balenciaga e Off-White, ad esempio, punteranno più a guidare una Ferrari che a metter su felpe con il Cavallino. 

Come va la Formula 1 per Ferrari? 

Se è vero che la Formula 1 non incide in maniera significativa sul titolo quotato in borsa, c’è da dire che le prestigiose corse su quattro ruote hanno un impatto positivo o negativo sull’immagine di una casa automobilista. Ferrari non fa eccezione. Dopo gli anni ruggenti di inizio millennio e la felice parentesi di Räikönnen, la Rossa è andata in sofferenza e la svolta pare di là da venire

Nella classifica costruttori, infatti, Ferrari si è sempre piazzata alle spalle di Mercedes e l’anno scorso ha subito l’onta di posizionarsi al sesto posto nella classifica costruttori: attualmente la situazione è migliore, ma la macchina continua ad essere molto meno performante delle migliori

Il 2022, tra nuove regole e rivoluzioni nel mondo della Formula 1, potrebbe portare una ventata di ottimismo presso i delusi ferraristi, i quali sono rimasti con l’amaro in bocca anche per la mancata presentazione del nuovo bolide che dovrebbe far sognare i tifosi. L’augurio, ovviamente, è che le loro speranze siano ben riposte e che vi sia un deciso cambio di passo: quel che ci vuole per prendere gli imprendibili Hamilton e Verstappen

Come vanno le azioni di Ferrari? 

Ferrari è quotata al NYSE ma fa anche parte del nostro FTSE MIB ed è al listino italiano che facciamo riferimento. Anzitutto, partiamo dal prezzo:  le azioni Ferrari si scambiano all'incirca a 186,85€, con un riassorbimento quasi totale della candela rossa post-earnings.

L’attacco al massimo assoluto, registratosi all’inizio di quest’anno, è possibile già nelle prossime sedute, distando poco più di 4€, ovvero meno del 3%.  

Il rapporto tra prezzo e utile è di 39.13, alto ma non insostenibile (Tesla, pur in tutt’altro contesto, è oltre 371). 

Rapportato all’andamento del MIB, poi, c’è qualche sorpresa: la variazione annuale di Ferrari segna un ragguardevole +16%, comunque lontano dall’eccellente +30% dell’indice di riferimento. Ciò rende il titolo appetibile nel medio e lungo periodo (e anche l’analisi di breve confermerebbe un acquisto, ma molto prudente), anche in virtù delle ottime performance registrate sin dall’IPO nel 2015. 

Infatti, dopo due mesi di comprensibile sofferenza, tra timori e dubbi degli investitori, il titolo è decollato e la pericolosa candela rossa di inizio pandemia è stata interamente nel giro di due mesi. Il veloce recupero, tuttavia, è stato seguito da un’ascesa un po’ stentata, tutto sommato normale, considerando che il settore automobilistico (e della mobilità) è stato tra i più colpiti dalle restrizioni. 

Fa eccezione, ça va sans dire, Tesla, che tuttavia viene ora percepita dagli investitori non più come un’azienda d’auto, ma come una Big Tech, per cui valgono le logiche che si applicano a questa asset class. 

Inoltre, per chi è attento alla rotazione settoriale il ritardo di Ferrari rispetto a tanti altri titoli può essere colto come opportunità d’acquisto. 

Cosa pensano gli analisti di Ferrari? 

Quasi tutti gli analisti propalano scarso ottimismo per il titolo Ferrari e fissano price-target poco distanti dai prezzi attuali, se non addirittura più bassi, ritenendolo dunque sopravvalutato. Ecco una carrellata dei più principali: 

  1. Kepler Cheuvreux prevede i 190€, consigliando di tenere posizioni già aperte;
  2. Goldman Sachs suggerisce di prendere i profitti, ponendo il titolo a 171€;
  3. Intesa Sanpaolo vede un prezzo pressoché uguale all’attuale e sconsiglia ulteriori acquisti; 
  4. Banca Akros e Citigroup vedono rosso per la Rossa, suggerendo vendite e prezzi nell’ordine dei 160€.
  5. Credit Suisse e Ubi Banca sono gli unici ottimisti, prevedendo rispettivamente il raggiungimento dei 208,30€ e dei 210€.
  6. Exane vede all’orizzonte i 221€, ma non aggiorna le sue previsioni da febbraio.

A parere dello scrivente, il successo sul medio e lungo periodo dipenderà da una maggiore penetrazione nel mercato cinese, mentre l’abbigliamento non dovrebbe regalare grandi sorprese

Nel breve periodo dove andrà Ferrari? 

Nel brevissimo gli scenari possibili sono due: ritraccio fino al primo supporto, posizionato all’incirca sui 175€, per poi ripartire verso il massimo di sempre; attacco diretto al record storico, ma forse poco significativo, visti i bassi volumi agostani. Si tratterebbe comunque di una violazione interessante, anche perché i tentativi di fine luglio sono stati respinti. 

D’ogni modo, a giudicare dal comportamento del prezzo in relazione all’indicatore Bollinger, nel grafico giornaliero, pare quasi scontato il ritorno entro i confini della banda, dalla quale tende a non allontanarsi per troppo tempo. La vivacità delle ultime sedute, d’altro canto, potrebbe ingolosire gli scalper alla ricerca di movimenti repentini e improvvisi. Paradossalmente, proprio il periodo estivo si presta meglio a questo genere di operazioni.

Il quadro tecnico di breve risulta positivo, con una progressione che potrebbe essere lenta – e lo è da un anno a questa parte – ma inesorabile. Supporti e resistenze, qualora non dovessero incontrare volumi un po’ più sostenuti, avrebbero gioco facile a far rimbalzare o respingere il prezzo, anche in relazione a notizie che, presumibilmente, latiteranno. 

La strategia più sensata, in definitiva, potrebbe essere quella di aprire posizioni long sui supporti, mentre gli short potrebbero scattare a ridosso del massimo di sempre. Esso potrebbe costituire una resistenza interessante, anche perché in prossimità della soglia psicologica dei 200€, prezzo che per molti analisti è difficile da valicare.