Seduta in profondo rosso per Ferrari: il titolo scivola sui livelli più bassi dal 20 maggio. Le vendite sono scattate in scia al report di Goldman Sachs. Gli analisti dell'investment bank americana hanno infatti cambiato totalmente idea sulle azioni della casa di Maranello, portando la raccomandazione da buy (acquistare) a sell (vendere). Approfondiamo le cause che hanno indotto Goldman Sachs a una mossa così radicale.

Ferrari: Goldman Sachs passa a sell dopo nomina a.d.

La scorsa settimana Ferrari ha finalmente concluso il processo di selezione del nuovo amministratore delegato. La carica era coperta ad interim dal presidente esecutivo John Elkann sin da dicembre, quando Louis Camilleri rassegnò le dimissioni per motivi personali. La scelta è caduta infine su Benedetto Vigna, attuale responsabile del Gruppo Analogici, MEMS (Micro-electromechanical Systems) e Sensori di STMicroelectronics. Un manager proveniente dal settore tecnologico e quindi ben qualificato, secondo Goldman Sachs, per guidare Ferrari attraverso la transizione tecnologica già in essere.

Per Goldman Sachs la redditività di Ferrari nel breve sarà penalizzata

Proprio questo scenario preoccupa gli analisti della banca americana ed è una delle cause (probabilmente la principale) del brusco peggioramento della raccomandazione sul titolo da buy (acquistare) a sell (vendere) e del taglio del target price (da 192 a 170 euro). A loro avviso l'arrivo di Vigna potrebbe preludere a un'accelerazione degli investimenti per lo sviluppo di nuovi modelli ad alto contenuto tecnologico, con utilizzo sempre più preponderante dell'energia elettrica e focus sulla silenziosità di esercizio dei propulsori.

Tutto ciò rischia di mettere sotto pressione i margini reddituali della "rossa", quantomeno nel breve periodo. Oltretutto questo rischio si inserisce in un contesto già reso difficile della pandemia e dalla crisi economica da essa innescata. A inizio maggio Ferrari, in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre, ha infatti posticipato di un anno il raggiungimento della guidance 2022 a causa dei cambiamenti della politica degli investimenti in risposta all'emergenza Covid-19.

Ferrari non beneficerà della normalizzazione delle forniture di semiconduttori

L'altro elemento di debolezza per Goldman Sachs è rappresentato dalle aspettative di ripresa del settore auto nei prossimi 12-18 in virtù della risoluzione dei problemi di approvvigionamento di semiconduttori visti nell'ultimo periodo, con conseguente miglioramento delle condizioni dei mercati finali. Ferrari, secondo gli analisti, purtroppo non beneficerà di questi effetti positivi e verrà pertanto penalizzata nel confronto con gli altri titoli del settore.

(Simone Ferradini)