Fiducia nella tregua, nonostante la Fed

La seduta dei mercati di ieri è stata completamente dominata dalle notizie di agenzia sulla guerra.

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La seduta dei mercati di ieri è stata completamente dominata dalle notizie di agenzia sulla guerra.

Sintetizzo tutto quel che si è visto con la sensazione che i colloqui stiano andando veramente spediti verso un piano complessivo che possa portare presto al cessate il fuoco. Fondamentale è apparsa la svolta di Zelensky, che ha accettato di parlare di neutralità dell’Ucraina. Subito il tono dei russi si è fatto costruttivo. Certo, i bombardamenti continuano, ma il filmato del ministro Lavrov che assume atteggiamenti e pronuncia parole da colomba, dicendosi ottimista sull’esito dei negoziati, è decisamente un passo avanti. Ricordo che è lo stesso Lavrov che una settimana fa in Turchia aveva liquidato come inutile l’incontro fatto con il ministro degli esteri ucraino, accettato in segno di cortesia nei confronti della voglia della Turchia di mettersi in mostra come mediatrice.

La strada è ancora lunga, perché sulle questioni territoriali (Crimea a Donbass) l’Ucraina pare assai meno malleabile. Però la direzione è quella giusta ed il fatto che si sia già discusso su una ipotesi in 15 punti presentata dai russi, anche se per ora non è stata accettata, dimostra che la velocità della trattativa è sostenuta.

I mercati azionari hanno mostrato di crederci, con un rialzo molto convinto, che in certi momenti su Eurostoxx50 è arrivato persino a lambire i 5 punti percentuali. La chiusura europea è poi stata a +4,05% sull’indice delle 50 blue chips di Eurolandia e compresa tra i 3 ed i 4 punti percentuali sui principali indici europei.

Eurostoxx50 ha violato ampiamente sia la trendline ribassista che l’ha schiacciato durante il ribasso dal 10 febbraio in poi, sia la resistenza di 3.800, che l’aveva fermato nei due precedenti tentativi di rimbalzo mercoledì e venerdì della scorsa settimana. La chiusura di seduta a 3.890 recupera esattamente il 50% della caduta subita dal massimo del 5 gennaio al minimo del 7 marzo.

Ora è molto importante che quota 3.800 venga mantenuta per dare solidità al rimbalzo e trasformarlo in un movimento più ampio di inversione di tendenza.

La fiducia in un esito positivo della guerra si è vista anche sulle materie prime, che ieri hanno   continuato il ridimensionamento in atto già da qualche giorno, dopo i picchi di prezzo raggiunti durante i momenti più drammatici dell’invasione russa.

Si è notata anche sugli indici americani, che ieri avevano anche da tenere a bada la riunione FED. La seduta si è conclusa in gloria, anche se la FED ha attuato il previsto rialzo dei tassi di un quarto di punto e presentato proiezioni piuttosto aggressive sull’inflazione futura e sui prossimi rialzi, mostrando che al suo interno ora sono i falchi ad avere il bastone del comando.

Questa evidenza non era del tutto scontata dal mercato, che, quando è uscito il comunicato, ha avuto uno svarione che si è mangiato tutti i progressi mostrati nella prima parte di seduta, passando addirittura leggermente in negativo, prima della conferenza stampa di Powell.

Ma le parole di Powell hanno dato l’impressione che l’apparente aggressività sia stata più motivata dall’urgenza di mostrare attivismo, per recuperare l’anno perso a parlare di inflazione transitoria, che una vera intenzione di sottomettere la crescita alla necessità di fermare l’inflazione.

Perciò l’ultima ora e mezza ha rivisto acquisti aggressivi, che hanno riportato in alto gli indici e li hanno fatti chiudere sui massimi di seduta: +2,24% per SP500; + 2,68% per il Russell200 delle small cap e addirittura +3,70% per il tecnologico Nasdaq100.

SP500 ha così confermato in chiusura l’ampio superamento di quota 4.300. Un livello che deve essere mantenuto per non smentire l’inversione e che deve porre le basi per il raggiungimento della prossima resistenza, molto importante, in area 4.415, dove passa anche la media mobile a 50 sedute.

Se continueranno i progressi sulla via del cessate il fuoco l’impresa è fattibile, anche abbastanza in fretta.