La crisi del Covid-19 è finita? Per la Federal Reserve (Fed) sembra di sì. Non per l'economia reale, non per la politica monetaria, ma l'istituto centrale di Washington non farà più "sconti" alle banche americane. Mercoledì, come ampiamente previsto il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie), aveva lasciato invariati i tassi in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25% (livello raggiunto dopo la riduzione a sorpresa di 100 punti base in un meeting d'emergenza il 15 marzo 2020). La Fed ha però notato un rafforzamento della ripresa dell'economia a stelle e strisce, tanto da migliorare dal 4,2% dell'outlook di dicembre al 6,5% la stima di crescita del Pil Usa quest'anno. Confermato inoltre il programma di acquisto di titoli per almeno 120 miliardi di dollari al mese fino a quando non saranno stati compiuti "ulteriori progressi sostanziali" verso gli obiettivi di doppio mandato di stabilità dei prezzi e piena occupazione. Successivamente, però, la Fed ha deciso di non estendere una norma nata proprio con la crisi del Covid-19 che aveva ridotto la quantità di capitale che le banche dovevano mantenere in riserva contro Treasury e depositi.

Crisi finita? La Fed non fa più "sconti" su requisiti di capitale

La mossa della Fed, nota la Cnbc, potrebbe agitare Wall Street e scombussolare il mercato obbligazionario, già scosso di recente dalla crescita di rendimento dei titoli di Stato Usa. In uno scarno comunicato stampa il Board of Governors dell'istituto centrale ha dichiarato, insieme a Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic, l’ente Usa che garantisce i depositi bancari) e Office of the Comptroller of the Currency (Occ, agenzia federale che regola e vigilare su banche nazionali e filiali di banche estere presenti in Usa.) la modifica temporanea al supplementary leverage ratio (Slr, ovvero coefficiente di leva finanziaria supplementare) istituita il 15 maggio 2020 scadrà come previsto il 31 marzo 2021. La modifica temporanea era stata apportata, ha sottolineato la Fed, per garantire flessibilità alle banche "nel fornire credito a famiglie e imprese alla luce dell'evento Covid-19".

Confermata scadenza a fine marzo della modifica all'Slr

Come ricorda la Cnbc, la decisione di allentare i requisiti di capitale era stata considerata come lo strumento per calmare il mercato dei titoli di Stato nel caos iniziale dello scoppio della pandemia. All'epoca, infatti, la corsa alla liquidità aveva portato a un sell-off nell'obbligazionario, cui per altro la Fed aveva posto un argine proprio con il suo programma di acquisto di asset. La Fed ha notato di essere pronta ad accogliere un feedback pubblico su come regolare l'Slr in futuro ma per ora ha ritenuto opportuno rispettare la scadenza prevista. "Il Board intraprenderà azioni appropriate per garantire che eventuali modifiche all'Slr non erodano la forza complessiva dei requisiti patrimoniali delle banche", ha comunque sottolineato la Fed. Va ricordato, per altro, che l'Slr non nasce con il coronavirus ma è eredità di un'altra crisi, quella dei mutui subprime.

(Raffaele Rovati)