Doppio record storico per FinecoBank: toccato in avvio di seduta a 13,9950 euro il nuovo massimo assoluto e raccolta netta a dicembre pari a 1,58 miliardi, dato mensile più alto di sempre. La crescita del gruppo è confermata anche dai dati relativi all'intero 2020: la raccolta netta ha toccato i 9,28 miliardi di euro, +59% rispetto ai 5,84 miliardi del 2019. Il ritmo di acquisizione di nuovi clienti si attesta a 11mila circa a dicembre, confermando il trend visto dopo l’annuncio del repricing. Il numero dei clienti al 31 dicembre 2020 è 1.369.814.

FinecoBank, accelera anche nel trading on line

Eccellente performance anche per quanto riguarda il settore brokerage, ovvero l'esecuzione di ordini sui mercati finanziari (il trading on line). A dicembre il gruppo stima ricavi a circa 16,5 milioni di euro, +54% rispetto a un anno fa. Per l'intero 2020 i ricavi sono stimati a 229 milioni circa, +73% rispetto al 2019. Nel corso dell'anno da poco concluso sono stati eseguiti ben 46,8 milioni di ordini, +85% sui 25,3 milioni del 2019. Particolarmente vivace la performance registrata sul trading di derivati (+167% a/a) e sui mercati equity esteri (+150% a/a).

FinecoBank cosa aspettarsi dopo il record? La parola al grafico

Gli sviluppi più recenti hanno confermato l'ottima impostazione di fondo di FinecoBank. Il superamento, avvenuto a cavallo di dicembre e gennaio, delle resistenze a 13,40-13,50 euro che sin dallo scorso agosto si opponevano al prolungamento del rally predispone il titolo per ulteriori estensioni. L'obiettivo di breve si trova intorno ai 14,80, mentre in ottica temporale di più ampio respiro il target è rappresentato dal lato alto del canale ascendente ipotizzabile da marzo 2020, attualmente in transito per area 17. Discese sotto 13,25-13,30 anticiperebbero un test della base del canale a 12,70-12,80, supporto decisivo per scongiurare il ritorno sui 12,40 di fine dicembre. La violazione di questo ultimo riferimento aprirebbe le porte ad approfondimenti sugli 11,10-11,20, minimi allineati di settembre-ottobre.

(Simone Ferradini)