Brutta giornata per le Borse europe che dopo la chiusura praticamente invariata di ieri, finiscono sotto pressione oggi.

Borse europee sotto scatto: il Ftse Mib si difende meglio degli altri

I listini del Vecchio Continente sono infatti colpiti da forti vendite, con il Ftse100 in arretramento dl 2,26%, seguito dal Dax e dal Cac40 che scendono rispettivamente del 2,21% e dell'1,98%.

Si difende meglio Piazza Affari dove il Ftse Mib viaggia in rosso dell'1,37% a ridosso di area 24.450.

L'indice domestico conferma così una maggiore forza relativa rispetto agli altri listini europei, in linea con quanto già accaduto ieri, quando il Ftse Mib ha messo a segno un rialzo dello 0,78%, staccando con decisione gli altri e salendo per la quarta seduta consecutiva.

Ftse Mib: tornano in primo piano i timori legati all'inflazione

Ieri le Borse europee si sono mantenute a galla, sull’aspettativa che il rallentamento della crescita dei posti di lavoro in USA, come evidenziato dal report diffuso venerdì scorso, possa rinviare l’uscita dall’attuale politica monetaria dalla FED, posticipando la discussione sul tapering.

Quest'oggi invece i mercati azionari del Vecchio Continente sono colpiti da forti vendite sulla scia della negativa chiusura di ieri a Wall Street, dove soprattuto il Nasdaq Composite ha accusato un duro colpo, lasciando sul parterre oltre il 2,5%.

Ad intimorire gli investitori è nuovamente lo spettro dell'inflazione: la maggior preoccupazione è che un'accelerazione della stessa possa portare a condizioni monetarie meno accomodanti.

Una paura che si è riflessa soprattutto sul settore tecnologico che si conferma il più vulnerabile al tema dell'inflazione e alla dinamica dei tassi.

Le preoccupazioni legate alla dinamica dei prezzi al consumo tornano in primo piano proprio nella settimana in cui sarà diffuso l'importante aggiornamento sull'inflazione USA.

L'appuntamento è proprio per domani, quando si conoscerà il dato relativo al mese di aprile che dovrebbe comunque mostrare una frenata, con un rialzo atteso nell'ordine dello 0,2% rispetto allo 0,6% di marzo.

Secondo gli analisti di Equita SIM questa settimana il principale tema sul mercato continuerà ad essere la pubblicazione delle trimestrali, cui si aggiungerà il dato sul mercato del lavoro negli Stati Uniti in agenda giovedì.

Ftse Mib: Equita SIM resta positiva per diversi motivi

Nonostante la fase di consolidamento delle ultime settimane, gli esperti della SIM milanese confermano la loro view positiva sui mercati alla luce di vari fattori.

In primis gli analisti si aspettano un’accelerazione della crescita nei prossimi trimestri, considerando che l’efficacia iniziale dei vaccini esistenti sembra elevata.

In secondo luogo l’Italia è tornata investibile, visto un profilo di rischio drasticamente migliorato, ed è tra i principali beneficiari dei fondi del Next Generation EU.

Per questi motivo Equita SIM ritiene quindi che il reflation trade, ossia la crescita più elevata unita ad un’inflazione strutturalmente più alta, possa proseguire.

Questo perchè gli analisti si aspettano che l’inflazione aumenti nei prossimi anni, ma rimanendo su un livello accettabile, e in aggiunta a ciò le banche centrali continueranno a tenere sotto controllo i tassi di interesse.

Banco BPM è un titolo buy sui fondamentali. Ecco perchè

Tra le blue blue chips di Piazza Affari. sulla base dell'analisi fondamentali gli analisti di Equita SIM raccomandano l'acquisto di Banco BPM.

Dopo i conti del primo trimestre diffusi dal gruppo la scorsa settimana, gli esperti hanno confermato il rating "buy" e hanno alzato il prezzo obiettivo dl 7% a 2,7 euro, per incorporare il miglioramento rispetto alle attese della posizione patrimoniale.

Equita SIM scommette su Banco BPM per diversi motivi, a partire dall’ulteriore miglioramento del profilo di rischio della banca a seguito dell’accelerazione nella strategia di derisking, con un NPE ratio in area 6%.

A ciò si aggiunga la solida posizione patrimoniale di Banco BPM con CET1 superiore al 12,5%.

In terzo luogo, Banco BPM è al centro del consolidamento del settore bancario, ma, nonostante l’appeal speculativo, tratta a multipli ancora a sconto rispetto
alla media di settore.