Di seguito riportiamo l'intervista a Stefano Sabetta, Analyst cooperator Ortex, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib è tornato indietro dopo il test di area 25.500. Quali i possibili sviluppi per le prossime sedute?

Sull'indice Ftse Mib sembra ancora predominare un cauto attendismo sulla possibilità di una correzione di breve termine.

Al fronte della guerra, che produce quotidiane notizie che causano accelerazioni subito riassorbite, si aggiungono le indicazioni sul fronte dell’appiattimento della curva dei tassi Usa, quale benchmark di un possibile innesco di una fase recessiva.

Su una eventuale risalita delle quotazioni del Ftse Mib, il movimento più probabile sembra essere un fisiologico pull-back ribassista che mira a testare la trendline inclinata positivamente che unisce i minimi del 3 marzo e del 26 ottobre 2020.

Tutta l’area compresa tra i 25.000 ed i 25.300 punti del future sul Ftse Mib con scadenza giugno 2022, sarà la zona di resistenza chiave che si dovrà superare per capire se il nostro indice avrà la forza di recuperare tutto lo scarico di un mese fa coincidente con la tensione geopolitica.

Da un punto di vista di analisi intermarket, il Dax si trova in una situazione del tutto similare a quella del Ftse Mib, con un’interessante figura mensile disegnata sul time frame mensile.

Il Dax potrebbe ancora trovare degli spunti per riportarsi sopra l’area dei 15.000, con la condizione che recuperi entro breve l’area accumulativa compresa tra 14.345 a 14.628 punti e da lì costruisca una base per un successivo allungo.

Sempre da prestare attenzione all’indice di volatilità europeo, nuovamente riportatosi sulla soglia dei 30 punti.
Leggermente più serena appare la situazione sul versante del Vix che al momento scambia intorno ai 23.

Banco BPM è tornato al centro della speculazione, mentre si è mosso in maniera più composta Bper Banca. Qual è la sua view su questi due titoli?

Seduta caratterizzata da prese di profitto sul titolo Banco BPM, già iniziate venerdì scorso con il +10,24% in chiusura, dopo essere arrivato anche a toccare il 16% durante la giornata di scambi.

Il titolo sta andando incontro ad una zona con numerosi supporti dinamici e statici.

Un’eventuale operazione ottimale prevede un ingresso a 2,74 euro, con uno stop loss a 2,64 euro e con un target a 2,99 euro.

Per quanto riguarda BPER Banca, situazione sicuramente più composta, ma anche con possibili meno spunti operativi.

Il titolo al momento non fornisce un chiaro intento direzionale. Nel mese di marzo un dato positivo è che Bper Banca non abbia riassorbito il livello supportivo a 1,3640 euro ed è appunto importante che non lo invalidi nelle future fasi di debolezza.

Il titolo molto probabilmente è in una fase di attesa di notizie che possano spingerlo nuovamente nel risiko bancario attualmente in atto, così come è avvenuto di recente per Banco BPM.

Dal punto di vista tecnico, Bper Banca è in una fase di riassorbimento di volatilità durante il mese di marzo.
Al momento consigliamo almeno di attendere che il titolo torni all’interno della trading range compresa tra 1,70 e 2,10 euro.

Come valuta l’attuale impostazione di Azimut e FinecoBank e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Il titolo Azimut è sorretto da una trend line rialzista pluriennale che lo accompagna dal dicembre 2018, unendo i minimi pandemici, prontamente riassorbiti, dell’ottobre 2020 e del marzo 2022.

Il titolo sta provando a costruire una base sulle attuali quotazioni, ma non escludiamo che possa ancora provare a testare i minimi in area 17,90 euro. Questa rappresenta un’importante area supportiva al di sotto della quale diventano pericolose le discese, in quanto vanno anche ad invalidare la trend line menzionata.

E’ possibile suggerire alcune strategie per il titolo. Per chi fosse entrato  alle attuali quotazioni, il target di breve termine che vediamo per Azimut è a 21 euro, dove sarebbe possibile anche provare, a proprio rischio,  uno stop and reverse short con stop loss a 21,52 euro e un target eventualmente da valutare successivamente.

Una strategia sulla forza, invece, prevede un ingresso buy stop sulla rottura dell’area resistenziale compresa appunto tra 21 e 21,52 euro, con un target di medio termine a 23,14 euro.

Per quanto riguarda Fineco, è anch'essa in una struttura tecnica simile a quella di Azimut.
Il titolo, con lo scarico di marzo, ha mantenuto la trend line rialzista partita dai minimi del dicembre del 2017 e che unisce i minimi dell’agosto 2018 con quelli registrati il mese scorso.

Analogamente al precedente titolo, Fineco sta provando a costruire una base con rientro della volatilità del mese scorso.

Riteniamo che le discese sotto il livello dei 13,93 euro possano nuovamente portare verso i minimi dell'11 marzo.
In caso di ulteriori salite il titolo ha un target di medio termine a 15,41 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase e a quali consiglia di guardare ora?

Guardiamo con attenzione il titolo Leonardo. Riteniamo che sia all’interno di un movimento di possibile accumulazione in attesa di notizie certe in merito all’eventuale aumento del budget sulla difesa.

La possibile rottura dei massimi di periodo in area 9,64 euro proietterebbe il titolo verso la resistenza a 10,486 euro.
Se Leonardo dovesse chiudere la settimana sulle attuali quotazioni, costruirà una nuova base supportiva a 9,17 euro.