Ftse Mib in cattive acque. Meglio Intesa o Unicredit?

Il Ftse Mib viaggia pericolosamente vicino a dei supporti di rilievo, sotto cui ci sarà un’accelerazione al ribasso. La view di Roberto Scudeletti.

ftse mib pericolo

Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito prtrading.

Il Ftse Mib viaggia sui minimi di ottobre, mostrandosi incapace per ora di una reazione degna di nota. Quali le attese per le prossime sedute?

Nella scorsa ottava, super volatile nell’intraday, il Ftse Mib va a sfiorare il doppio supporto settimanale e mensile, con un bel rimbalzo in gap up venerdì, vanificato dal crollo finale, trovandosi per le prossime sedute a un passo dal baratro, complice anche la situazione di guerra in Medio Oriente.

Ftse Mib a un passo dal baratro

Infatti, nel caso di cedimento del minimo dello scorso venerdì a 27.228 punti, Il Ftse Mib andrà a toccare i minimi precedenti in zona 27.145-27.078 punti e sotto quest’ultimo livello i sopra citati supporti della media a 50 e di quella a 12 sedute intorno a 27.045 punti.

Il cedimento di questa soglia porterà a una caduta nel baratro delle vendite, con spazio per i 26.668-26.627 punti edf eventuale estensione negativa a 26.277-26mila, con crollo sulla media a 24 mensile a 25.512 punti, la cui tenuta dovrebbe favorire un pronto rimbalzo.

Viceversa sopra il massimo di venerdì, nonché livello di chiusura del precedente gap down, a 27.705 punti avremo una immediata doppia resistenza delle medie a 12 e a 24 periodi giornaliere intorno a 27.840-27.880 punti.

Oltre tale livello, il Ftse Mib avrà spazio per una ulteriore chiusura di gap down e medie a 12 e a 24 periodi in zona 28.020-28.120 punti circa e per un’altra doppia resistenza intorno ai 28.220 punti.

Solo sopra quest’ultimo livello potremo parlare di nuovo impulso rialzista, verso i 28.500-28.730 punti circa.

Focus su Unicredit e Intesa Sanpaolo

Unicredit ha mostrato più forza di Intesa Sanpaolo prima del week-end. Cosa può dirci di questi due titoli?

Unicredit proviene da un doppio minimo estivo nel 2022 con più che raddoppio delle quotazioni, recente accelerazione con doppio massimo relativo crescente, una breve fase correttiva, con presente rimbalzo verso i massimi.

Infatti, dopo il duplice bottom di luglio 2022 intorno a 8,25 euro, è iniziato un buono spunto rialzista sopra gli 11 euro, estensione sopra i 14 euro, sparata a razzo, con recente doppio top a 23,295-23,82 euro, correzione in zona 21,355-21,62 euro e attuale ripresa in gap up verso area 23,50-23 euro circa.

Sopra 23,55 euro si può pensare ad una nuova spinta rialzista per Unicredit, con supporti a 22,45 e 21,92 euro e resistenze a 25,12 e 26,33 euro.

Intesa Sanpaolo dopo il massimo relativo di marzo ha effettuato una doppia correzione ascendente primaverile, con recente potente risalita a formare un nuovo massimo crescente, non confermato dalla presente fase correttiva e dal timido tentativo di rimbalzo, ostacolato da importanti resistenze giornaliere.

In concreto, dopo il top poco sopra 2,60 euro di marzo e il doppio bottom tra marzo e giugno a 2,082-2,133 euro, Intesa Sanpaolo ha reagito alla grande, con nuovo massimo relativo di agosto a 2,644 euro e attuale discesa in zona 2,3285-2,3145 euro e ripresa verso le medie a 12 e a 24 daily a 2,40-2,37 euro circa.

Un nuovo impulso rialzista sarà confermato da Intesa Sanpaolo solo sopra 2,43 euro, con supporti a 2,31-2,255 euro e prossime resistenze a 2,60 e 2,73 euro.

La view su FinecoBank e Azimut

FinecoBank e Azimut offrono spunti interessanti sugli attuali livelli di prezzo. Qual è la sua view su entrambi?

FinecoBank in meno di due anni ha oscillato di circa il 70%, passando da un doppio massimo decrescente poco sopra i 17 euro a un presente doppio minimo poco sopra i 10 euro, con ultimo prezzo poco oltre gli 11 euro.

In concreto, dopo il fallimento della rottura di quota 17 euro lo scorso febbraio, è iniziata una profonda fase correttiva per FinecoBank, fino al recente doppio supporto a 10,59-10,625 euro circa, con attuale tentativo di risalita verso 11,24-10,95 euro. Solo sopra 11,35 euro potremo assistere ad un accenno di rialzo, con supporti a 10,78 e 10,50 euro e resistenze a 12,18-12,82 euro.

Azimut è un titolo caratterizzato storicamente da ampia volatilità, confermata anche negli ultimi tempi, con un doppio massimo relativo decrescente seguito dalla recente fase di crollo e base su un livello di prezzo intero, forte ripresa a formare un terzo massimo anch’esso decrescente e attuale fase laterale ribassista.

Infatti, dopo i massimi decrescenti tra 22,07 e 21,57 euro tra fine 2021 e inizi 2022, Azimut è crollato verso i 14 euro, sulla cui tenuta è risalito sino a 23,84 euro, con presente movimento oscillatorio tra 21,50 e 19 euro circa.

Un nuovo impulso rialzista si avrà sopra i 20,70 euro, con supporti a 19,72 e 19,32 euro e resistenze a 22,12-23,32 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Monitorare con particolare attenzione: A2A, MEDIOBANCA, RECORDATI, STELLANTIS al rialzo e BANCO BPM, FERRARI, GENERALI, al ribasso.