Brusca accelerazione al ribasso per le azioni Ferrari. Il titolo scivola sui livelli minimi dal 25 marzo e fa segnare la performance peggiore tra i titoli del FTSE Mib, l'indice delle blue chip della borsa italiana. Le vendite sono scattate subito dopo il comunicato stampa sui risultati del primo trimestre approvati oggi dal cda.

Azioni Ferrari in fondo al FTSE Mib, ma i risultati del primo trimestre sono buoni

I dati di bilancio dei primi tre mesi del 2021 sono in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e migliori rispetto alle attese degli analisti (tranne che per i ricavi). Nel dettaglio, i ricavi segnano una crescita dell'8% a/a a 1,011 miliardi di euro, ma risultano inferiori al consensus Bloomberg pari a 1,032 miliardi.

Indicazioni migliori per quanto riguarda i margini: l'EBITDA sale del 19% a/a a 376 milioni (consensus 368 milioni), l'EBIT del 21% a 266 milioni (consensus 253 milioni). Il risultato netto è pari a 206 milioni di euro, +24% rispetto ai 166 del 2020 e superiore ai 195 del consensus.

Ferrari in rosso: azioni penalizzate dal rinvio di un anno dei target causa Covid

Dunque una trimestrale complessivamente positiva: come mai allora la reazione delle azioni Ferrari è stata così negativa? A far scattare le vendite è stata la decisione del management di rinviare di un anno i target precedentemente fissati per il 2022. Il passo indietro è frutto dell'approccio prudenziale agli investimenti adottato nel 2020 e che proseguirà anche nel 2021 in risposta all'emergenza Covid.

Il presidente e amministratore delegato ad interim John Elkann si è però dichiarato fiducioso per il futuro: la buona partenza dell'anno costituisce un'ottima premessa per centrare la parte alta degli obiettivi fissati per il 2021 (ricavi a circa 4,3 miliardi di euro, EBITDA adjusted a 1,5 miliardi, EBIT adjusted a 1,02 miliardi, utile diluito adjusted per azione a 4,20 euro e Free Cash Flow industriale a circa 0,35 miliardi).

Quali prospettive per le azioni Ferrari nel FTSE Mib? La parola all'analisi tecnica

La massiccia flessione odierna ha spinto Ferrari a ridosso dei supporti posizionati tra 166 e 168 euro, determinanti nel breve per scongiurare l'ipotesi di ritorno sul minimo di inizio marzo a 154,40. In ottica temporale più estesa possiamo osservare che l'eventuale violazione di questo ultimo riferimento creerebbe le premesse per un test della base del canale che guida il rialzo da inizio 2019, supporto decisivo nel medio-lungo periodo e attualmente in transito per 141-142. Primi segnali di forza al ritorno sopra area 1,73, mentre il superamento del recente massimo a 183,15 darebbe il via a un allungo verso il record storico a 191,30 toccato nella prima seduta del 2021.

(Simone Ferradini)