Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Le Borse USA ed europee restano ancorate ai massimi dopo le indicazioni della Fed e della BCE: spazio a nuovi rialzi?

Dopo il pericoloso sell-off di giovedì scorso, scaturito da alcune sedute apatiche, c'è stato subito un recupero nell'ultima seduta della settimana, ma fatta solamente da ricoperture frettolose su supporti intermedi.

Limitandoci al Dow Jones, che è andato a lambire le resistenze intermedie di 34.800/34.900 punti, dopo aver testato area 34.000 e provenendo dal forte supporto dei 33.200/33.300 punti, toccato a metà giugno, pensiamo che si debba andare a ritestare a breve termine, il gap lasciato aperto a 33.800/33.900 punti.

Da non escludere flessioni verso il successivo, posto appunto a 33.200/33.300 punti: poi potrebbe arrivare il peggio fra agosto e settembre.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha reagito in chiusura di ottava dopo i cali precedenti: cosa aspettarsi nelle prossime sedute?

Stessa musica a Piazza Affari, come al solito in maniera più accentuata di tutti gli altri mercati più liquidi ed importanti.

Il Ftse Mib e il relativo future con scadenza settembre, nella parte centrale della seduta di giovedì scorso sono scesi anche leggermente sotto i successivi supporti rispettivamente dei 24.600 e dei 24.500 punti.

Il Ftse Mib e il future sono stati subito rintuzzati leggermente sopra detti livelli, con volumi complessivi più del doppio della media a tre mesi e con perdite anche superiori al 2%.

Seduta successiva in forte rimonta, con volumi inferiori alla vigilia e recupero più contenuto della precedente perdita.
Ci aspettiamo anche per il Ftse Mib un ritorno sui minimi già testati giovedì, se non addirittura, un sell-off ancora più profondo verso i 24.300/24.200 punti.

Lo scenario a Piazza Affari, con molta fatica, si sta deteriorando, anche per lo spauracchio della variante Delta, peraltro ampiamente prevista, ma mai seriamente ostacolata.

Qual è il suo giudizio su Banco BPM e Bper Banca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Continua a strappi, anche violenti, il cammino di rafforzamento di Banco BPM e BPER Banca che ormai da un anno circa segnaliamo ai nostri lettori abbonati, insieme a Banca Popolare di Sondrio e Credem.

Abbiamo consigliato per Banco BPM e Bper Banca, dopo aver abbandonato, da tempo la copertura in opzioni, di mantenere una pura posizione strategica e tattica di modeste quantità (10%/20% massimo), ed attendere notizie ufficiali per decidere poi se vendere o mantenere fino ad operazione conclusa.

FinecoBank e Azimut offrono spunti interessanti sugli attuali livelli di prezzo? Quali consigli ci può fornire per entrambi?

FinecoBank ed Azimut ci paiono entrambi stanchi, tanto che da 6 mesi viaggiano fra i 14 e 15 euro il primo e tra i 18 e i 20 euro il secondo.

Il nostro suggerimento di allora è lo stesso di quello odierno: alleggerire molto o vendere totalmente, a favore di liquidità o in parte con altro titolo od asset.

Banca Mediolanum piuttosto, sempre da 6 mesi fra i 7 e gli 8 euro, ci pare leggermente meglio impostata, e comunque con un dividendo superiore agli altri due titoli del settore.

Per Banca Mediolanum il consiglio è solo di alleggerire le posizioni, ma non liquidarle del tutto.

L’euro-dollaro ha avviato un bel recupero dopo le ultime novità dalla Fed e dalla BCE. Si aspetta nuove salite?

Strettamente in simbiosi con gli altri mercati, il dollaro contro euro si è rafforzato in settimana, fino ad andare a sfiorare velocemente area 1,1750/1,775, per poi recuperare velocemente area 1,18/1,1850.

Pare essere il minimo, cioè il massimo del rafforzamento contro euro, in questo momento.

Pensiamo che l'euro-dollaro possa molto velocemente andare a testare, anche in questo caso con un sell-off anche violento ed improvviso, area 1,1650.

Il range di medio termine rimane pur sempre 1,18/ 1,25.

E' qui che si scatenano le attente FED, BCE e soprattutto BOJ ( Bank of Japan), per evitare che la moneta si rafforzi troppo, per ovvìi motivi di export.