Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Andrea Sabatini, co-founder di Key To Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

L'euro-dollaro si è allontanato di oltre due figure dagli ultimi minimi. C'è spazio per nuovi allunghi dai livelli attuali?

Siamo ormai giunti al termine delle vacanze estive e l'euro-dollaro continua a registrare comportamenti altalenanti, con movimenti caratterizzati da false rotture, test di livelli di break-out inconcludenti e reversal, che mettono in difficoltà gli investitori, contenendo la propensione al rischio e influenzando il sentiment di mercato.

Il canale discendente individuato a partire da metà giugno e inizialmente violato a rialzo, è stato successivamente bucato nella direzione opposta, producendo un falso segnale con estensione del movimento fino a 1,1660.

Subito dopo, complici le notizie provenienti dagli USA, l’EUR-USD ha registrato una nuova inversione decisa, con volumi di supporto a rialzo, rottura delle resistenze e massimo toccato a 1,1900, prima di stabilizzarsi intorno a 1,1850.

Il dollaro ha perso terreno rispetto a tutte le valute del G10 (le valute più utilizzate e scambiate al mondo), non solo nei confronti dell’euro.

A seguito degli ultimi dati macroeconomici pubblicati, suggeriamo di spostare per un attimo i riflettori sul dollaro australiano e neozelandese, entrambi supportati da un sentiment di mercato particolarmente ottimista.

Il tema centrale a livello globale invece è rappresentato ancora una volta dalle aspettative in merito alle decisioni della Federal Reserve e al piano di tapering dei titoli di Stato.

La data da tenere nel mirino è nuovamente slittata, e il 22 settembre dovrebbe rappresentare il turning point per i prossimi interventi di politica monetaria. La FED, infatti, in occasione del prossimo meeting, pubblicherà le proiezioni aggiornate con riferimento all’inflazione, al prodotto interno lordo e alla disoccupazione.

Ci aspettiamo dunque che la Banca Centrale degli Stati Uniti definirà contestualmente anche le tempistiche e le modalità di attivazione del tapering.

Nel corso della giornata odierna poi, si svolgerà l’atteso meeting della BCE in cui verrà affrontato il tema dei tassi di interesse alla luce del nuovo obiettivo di Inflazione del 3% e della lettura dei dati del prodotto Interno lordo del secondo trimestre nell’Eurozona.

In questo panorama è auspicabile pensare che gli operatori stiano ribilanciando le loro strategie su EUR-USD con nuovi rialzi attesi verso e oltre 1,1900 e con target fissato a 1,2000, media mobile a 200 giorni e spartiacque essenziale per determinare il trend di lungo periodo.

Rotture al di sopra di tale resistenza dovranno poi essere analizzate con cautela: se il movimento dovesse superare la resistenza posta a 1,2100, con sufficienti volumi di supporto, potremmo assistere a una nuova inversione del trend di medio-lungo periodo a rialzo.

Allontanandoci per un attimo dalle considerazioni emerse dall’analisi tecnica, possiamo individuare uno scenario diametralmente opposto: il newsflow macroeconomico potrebbe infatti spostare l’attenzione degli investitori a ribasso come effetto del probabile apprezzamento del biglietto verde.

Le contrattazioni potrebbero riportarsi all’interno del canale discendente e, una volta violato il supporto individuato a 1,1800 estendere il movimento fino 1,1700 e 1,1663 per poi testare i minimi di luglio e giugno 2021 (1,1200).

Il Ftse Mib continua a gravitare intorno all'area dei 26.000 senza riuscire ad allungare il passo in maniera convinta. Quali le attese nel breve?

Il Ftse Mib continua imperterrito nella sua ascesa: l'Indice ha raggiunto i 26.000 punti nella prima metà di agosto, per ritracciare fisiologicamente a 25.700-25.800, prima di volgere nuovamente a rialzo, oltrepassando i 26.000 punti.

All'interno del panorama globale quindi, l'indice italiano continua a guadagnare terreno, anche se sta chiaramente sottoperformando rispetto al resto degli indici europei e americani.

Bankitalia sostiene che le famiglie italiane, ancora alle prese con la pandemia, siano meno pessimiste in merito alla situazione economica e al mercato del lavoro.

L’atteggiamento nei confronti del risparmio e del consumo non cambia: due terzi delle famiglie hanno infatti dichiarato di voler mantenere invariate le spese per beni non durevoli e servizi nel prossimo trimestre nonostante, dati alla mano, emerga chiaramente una riduzione del reddito pari al 30% nell’ultimo mese rispetto ai livelli pre-pandemici.

Il sentiment positivo, anche se non supportato dai dati appena descritti, continua a influenzare le quotazioni dell'indice FTSE Mib.

Un continuum del trend in corso potrebbe portare nel breve periodo a un test a 26.680 punti, massimo del 13 agosto 2021, e successivamente a nuovi massimi sopra i 27.000 punti.

Qualora il trend dovesse invece volgere a ribasso, potremmo trovarci a testare il supporto a 25.500 (media mobile a 100 giorni) con possibile estensione del ritracciamento verso i 25.000 punti e successivamente verso 24.150 punti (media mobile fondamentale a 200 giorni).

Solo al di sotto di questo livello potremmo parlare di vera inversione del trend a ribasso.

Banco BPM e Bper Banca hanno visto scemare il loro appeal speculativo nelle ultime settimane. Che fare con i due titoli?

Banco BPM sta consolidando i guadagni attorno ad area 2,75 euro nelle ultime sedute.

Il rally deciso che ha portato il titolo a passare da poco più di 1 euro per azione a 3 euro e oltre, nella prima settimana di giugno, sembra ora aver rallentato, con i trader in attesa di maggiori dati fondamentali per programmare le prossime mosse.

Di fatto, ci troviamo attualmente ben al di sopra dei livelli pre-pandemia COVID, in linea con i titoli che meglio performano a livello globale, e questo lascia ben pensare per Il futuro.

Ricordiamo che ad agosto i dati del primo semestre hanno mostrato ricavi in aumento del 18% attestandosi a 2,32 miliardi, con un potenziale payout di 35 centesimi per azione di utile netto, che risulta ancora molto appetibile.

Invece in passato, abbiamo già fatto notare come Banco BPER stia sottoperformando rispetto agli altri titoli bancari del paniere, nonostante un trend in crescita da ottobre 2020 a luglio 2021, che ha riportato il titolo sopra i 2 euro per azione.

Nel periodo estivo abbiamo assistito a un nuovo calo, probabilmente causato dalle prese di profitto degli operatori e siamo in attesa di nuovi rialzi con i prezzi che si mantengono al di sopra di 1,80 euro.

Anche il sentiment diffuso tra gli analisti per il medio-lungo periodo, resta pessimista su BPER Banca, non è comunque da escludere un possibile test a 2 euro nel breve.

A pesare negativamente sul titolo contribuiscono le notizie legate alla fusione (ormai approvata) per incorporazione di Unipol Banca in BPER Banca: nel medio periodo, pertanto, potremmo assistere a nuovi movimenti correttivi in grado di spostare le contrattazioni più in basso a 1,75 euro e successivamente a 1,50 euro per azione.

Ci sono dei temi particolari a cui consiglia di guardare a livello intermarket in questa fase?

Il tema centrale è, come anticipato, quello relativo alla prossima divergenza tra la politica monetaria europea e quella statunitense.

La BCE negli ultimi meeting non ci ha riservato nuove sorprese, temporeggiando e osservando le mosse della banca americana.

In seguito alla prima revisione della strategia accomodante che ha portato a prendere di mira l’inflazione, più elevata del previsto, non abbiamo infatti alcun segnale che lasci trasparire un’imminente riduzione degli stimoli.

Negli ultimi mesi invece la FED ha cambiato più volte la sua posizione nei confronti della politica monetaria, in particolar modo nei confronti dei piani di tapering: come anticipato, la svolta decisiva potrebbe arrivare finalmente il 22 settembre.

L’ultimo dato oltreoceano, riguardante il Non-Farm payrolls (NFP) pubblicato venerdì scorso, ha tradito le aspettative, con l’aggiunta di 235mila unità a fronte di un forecast fissato precedentemente a 733mila.

Nonostante questo, le principali azioni americane si sono mosse a rialzo e anche gli indici hanno chiuso in positivo la scorsa settimana, tracciando nuovi massimi assoluti.

Tornando al mercato FX, un cross da tener monitorato nelle prossime sessioni è l’NZD-USD, che ha recuperato terreno passando dal minimo individuato a 0,6800 a 0,7170 (massimo degli ultimi 2 mesi), sorpassando la media mobile a 200 giorni e “esibendosi” in un pull-back da manuale.

Gli occhi degli investitori sono ora puntati sulle prossime decisioni della Banca Centrale Neozelandese che sta già parlando di un incremento dei tassi di interesse.

Se l’up-trend recente dovesse proseguire, nelle prossime sessioni potremmo assistere a un test a 0,7200-0,7280, con possibile estensione sul massimo di febbraio 2021 (0,746).

Solo al break out del supporto posto a 0,71 invece, potremmo confermare l’estensione del trend in corso, con target sul minimo di agosto (0,6800) e supporto intermedio a 0,7000.

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