Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Andrea Sabatini, co-founder di Key To Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

L'euro-dollaro è tornato velocemente indietro dopo aver fallito l'attacco ad area 1,19: quali i possibili scenari ora?

Il mese di luglio ha visto l'euro-dollaro muoversi lateralmente, con un breve recupero nelle ultime sedute che ha spinto i prezzi fino a 1,19.

A sostenere gli scambi hanno contribuito le dichiarazioni caute della FED e il sentiment diffuso tra gli investitori rispetto al tema tapering, nonché le notizie in riferimento alle prossime azioni di politica monetaria.

Il primo venerdì di agosto sono stati pubblicati dati estremamente positivi sui Non Farm Payroll (NFP).
Questi ultimi, uniti ai dati incoraggianti sulla stagione degli utili (con riferimento al Q2), hanno innalzato le aspettative nei confronti di una FED falco, generando un effetto immediato sul biglietto verde e sul suo rapporto con l’euro.

L'euro-dollaro sta ora testando il supporto individuato a 1,17 e le prossime sessioni potrebbero essere decisive: in questo momento, infatti, non solo ci troviamo sulla neck line di un doppio massimo (pattern che potrebbe confermare un’inversione del trend rialzista attualmente in corso), ma se ci spostiamo sul grafico settimanale, possiamo notare che tale livello corrisponde anche al ritracciamento di Fibonacci (38,2 percentile).

Un’eventuale rottura a ribasso del supporto posto a 1,17 e un successivo test delle medie mobili sottostanti a 1,1565 e 1,1534, potrebbe quindi rappresentare l'inizio di un nuovo trend ribassista di lungo periodo, con target a 1,11 e possibile estensione fino a 1,05.

Le probabilità di un ulteriore rialzo invece sembrano attualmente limitate, anche se potremmo assistere a un possibile re-test a 1,19 e 1,20 (media mobile a 200 giorni), come effetto delle prese di profitto rispetto agli ordini short.

Il Ftse Mib ha toccato nuovi massimi dell'anno: è lecito aspettarsi ulteriori sviluppi positivi nel breve?

In seguito al ritracciamento registrato nei primi giorni di luglio, il FTSE Mib è ripartito a rialzo, seguendo l'andamento degli indici globali, e creando nuove premesse per il raggiungimento di ulteriori massimi, sopra i 26.300 punti.
Il rally dell'indice è stato impetuoso e in un solo mese le quotazioni hanno guadagnato oltre 2.500 punti.

La campagna vaccinale è ormai completamente avviata e procede a ritmi serrati in diverse regioni: il livello dei ricoveri in continua decrescita e l’introduzione del Green Pass, sembrano essere stati accolti con favore dal mercato.

La settimana scorsa abbiamo assistito ad un temporaneo ritracciamento, in seguito alle notizie trapelate sul possibile attacco informatico alla regione Lazio, che hanno innescato timori in merito alla protezione dei dati di milioni di cittadini.

L’indice ha però “tenuto botta” ritornando immediatamente sui suoi passi e rompendo in maniera decisa il precedente massimo tracciato in giugno, incrementando così la distanza rispetto alle medie mobili giornaliere.

Ricordiamo che, trovandoci nel periodo estivo, i volumi di scambio spesso non sono elevati e dunque, anche variazioni di prezzo importanti potrebbero essere bilanciate da successivi ritracciamenti.

Se dovessimo spostare l’attenzione più in basso, eventuali prese di profitto degli speculatori, potrebbero nel breve periodo portare ad un test dei supporti posti a 25.295 e in corrispondenza delle medie mobili individuate a 25.295, 25.000 e 24.965 punti.

Banco BPM e Bper Banca sono tornati al centro di vivaci acquisti: quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

In seguito al recupero completo dei livelli pre COVID a fine marzo 2021, Banco BPM ha esteso il movimento rialzista fino a raggiungere il massimo a 3,03 euro per azione nel mese di giugno, per poi ritracciare 50 centesimi più in basso, fino a 2,50 euro.

Il titolo si trova attualmente a 2,8 euro (importante livello psicologico confermato negli anni) e le previsioni di nuovi rialzi sono supportate dal sentiment positivo relativo all’intero settore bancario.

Prevediamo dunque un nuovo test intorno ai  3 euro per azione, con possibile estensione a 3,50, massimo assoluto toccato nel 2017 a pochi mesi dall’IPO.

Bisogna prestare attenzione alle prese di profitto che, soprattutto nel periodo estivo, potrebbero generare dei temporanei ritracciamenti con primo supporto a 2,49 euro (minimo del 19 luglio 2021), e successivi a 2,25 (minimo del 20 aprile 2021) e 2 euro.

BPER Banca invece, si trova ancora in un side range molto ampio, con timidi e periodici spunti rialzisti poco rilevanti ai fini dell’analisi di medio-lungo periodo.

Le azioni della banca emiliana quotano al momento appena sopra 1,82 euro, poco più che a metà strada rispetto ai 3 euro per azione toccati prima del mese di febbraio 2020 e mai ritestati.

Dobbiamo però ricordarci che, dopo aver toccato il minimo, ad 1 euro per azione nel mese di novembre 2020, le quotazioni hanno guadagnato terreno, nonostante lo scetticismo diffuso tra gli investitori istituzionali rispetto alle reali potenzialità dell’azienda.

Spunti di breve periodo, suggeriscono possibili rialzi con resistenze ravvicinate a 1,91 euro (massimo di giugno 2021) e poi 2-2,13 (massimo di maggio 2021).

Se i prezzi dovessero muovere a ribasso, potremmo individuare i primi supporti a 1,63 (minimo dei primi di agosto 2021) e successivamente a 1,55 (minimo di luglio 2021).

Ci sono dei temi particolari a cui consiglia di guardare a livello intermarket in questa fase?

I titoli americani hanno registrato delle trimestrali da record, in particolare i tecnologici.
L'Indice Nasdaq sembra nuovamente proiettato sopra i 15.000 punti e potrebbe offrire buone opportunità di investimento in acquisto.

Sul mercato valutario è interessante osservare da vicino il cross AUD-USD, impegnato in un costante braccio di ferro.
Il dollaro forte delle dichiarazioni della FED e sostenuto dai dati incoraggianti sull’economia a stelle e strisce, ha spinto il cambio a ribasso, al di sotto delle medie mobili, senza riuscire però a rompere l’importante supporto posto a 0,7300.

L’RBA ha infatti mantenuto le proprie dichiarazioni di politica monetaria aggressiva, pronunciandosi in merito al tapering e rafforzando la valuta locale. La coppia resta quindi laterale, in attesa di ulteriori sviluppi macroeconomici che potrebbero imprimere al cross una direzionalità più definita, traducendosi in movimenti esplosivi sul break-out del siderange.

Sul mercato delle commodities dobbiamo prestare attenzione ancora una volta all’oro che, dopo i massimi toccati in giugno a 1.900 dollari l’oncia, sembra ora nuovamente proiettato sul supporto posto a 1.700.

Il petrolio invece si trova ora in laterale, pur mantenendosi sopra la media mobile a 100 giorni individuata a 66,77 dollari al barile.

Se l'attuale compressione dei prezzi dovesse trovare conferma nel breakout della resistenza, potremmo assistere ad un nuovo rally sui massimi di luglio (a 76 dollari).

Attenzione però alle possibili rotture sotto i 65 e i 64 dollari, con possibili estensioni del movimento fino a 60 e infine 50 dollari al barile.

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